2000 dollari, 2000 libbre. Lo scandalo della Ford Pinto

Ford Pinto.

Era il 1971 e il colosso dell’industria automobilistica Ford aveva iniziato in America la produzione della Pinto (il nome lo si deve a una varietà di cavalli).

L’obiettivo era produrne e venderne più di qualche milione. L’auto costava poco (il claim diceva qualcosa come: “2.000 dollari per 2.000 libbre”) e inizialmente era stata prodotta in un solo modello.

L’idea era quella di far viaggiare la gente con un investimento, per l’epoca, abbordabile per molti. La Pinto era sicuramente allettanti per i tempi: linea squadrata, finiture approssimative e colori improbabili. Ma il problema di fondo era ben diverso dall’essere una bella o una brutta macchina.
Gli incidenti e i crash test
Nel 1977 qualcuno iniziò a collegare inquietanti incidenti occorsi alle Pinto. Capitava, infatti, che se l’auto subiva un tamponamento sul paraurti posteriore a più di 31 miglia orarie, le probabilità che la vettura prendesse fuoco non erano del tutto remote.
L’automobile presentava un difetto di fabbricazione: il serbatoio era stato posizionato proprio dietro al paraurti posteriore.
"State lontani dal mio retro, esplodo".
“State lontani dal mio retro, esplodo”.

In caso di urto sopra una certa velocità, il paraurti rientrava e andava a danneggiare il serbatoio. Se durante la collisione si producevano scintille per lo sfregamento dei metalli era probabile che la benzina si incendiasse e che il fuoco si propagasse velocemente a tutto il veicolo, compreso, disgraziatamente, anche l’abitacolo.

I vertici della Ford era a conoscenza del difetto. Ma la casa automobilistica era sempre riuscita a tenere il problema lontano dalle aule dei tribunali, complice anche il fatto che la multinazionale aveva alcuni rappresentanti al Congresso e che questi erano riusciti a evitare l’innalzamento dei limiti di velocità dei crash test.
Per Ford la vita vale meno di 11 dollari
Il ragionamento fatto dalla dirigenza Ford si basava esclusivamente sul soldo. Tanto che la perdita di vite umane andò a finire nei benefici invece che nei costi. I top manager, che presentavano personalità inclini al rischio e alla antisocialità, avevano fatto questo calcolo:
Benefici
180.000 morti
180.000 feriti
2.100 incendi di auto
200.000 dollari di risarcimento per ogni morto
67.000 dollari di risarcimento per ogni ferito
700 dollari di risarcimento per ogni vettura andata a fuoco
TOTALE: 49 milioni di dollari
Costi
11 dollari per sostituire ogni serbatoio difettoso per 11 milioni di Ford Pinto e per un milione e mezzo di furgoni
TOTALE: 137 milioni di dollari
Probabilmente, soddisfatti dei loro calcoli, chiusero i loro bloc notes, si diedero il cinque e continuarono imperterriti a produrre Ford Pinto che esplodevano. In effetti ci fu chi, disgustato da questo comportamento criminale, provò a cambiare le cose. Ma l’azienda era in mano a persone con un sola fede: quella del dio denaro.
Uno dei crash test.
Uno dei crash test.

Cause, danni e sanzioni

Naturalmente c’è una giustizia per tutto e quando su una rivista uscì la notizia, con il titolo Per Ford la vita umana vale meno di 11 dollari si arrivò a una svolta. In tribunale i giudici che si trovarono a giudicare in queste cause punirono i dirigenti che, pur essendo a conoscenza del difetto, non si erano preoccupati di porre rimedio o di interrompere la produzione.
Una delle cause che coinvolse la Ford fu quella per la morte di una donna e il ferimento grave di un ragazzino di 13 anni: per loro, dopo un processo nemmeno tanto lungo, l’azienda sborsò qualcosa come 3 milioni e mezzo di dollari (ben lontani dai 267 mila dollari preventivati dai manager).
Ma il peggio doveva ancora arrivare. Non solo Ford fu condannata a pagare risarcimenti stellari, ma si vide comminare la pena più dura dai clienti di lunga data e potenziali. Sbigottiti da quegli 11 dollari e dal vedere che le morti stavano nella colonnina dei pro smisero di comprare.
Ford si riprese dopo anni e anni. Solo il tempo riuscì a far dimenticare (ma non a tutti e solo in parte) lo scandalo della Ford Pinto.

2 pensieri su “2000 dollari, 2000 libbre. Lo scandalo della Ford Pinto”

  1. Pingback: Università, corso di Etica obbligatorio: idea stravagante o concreta necessità?

  2. Pingback: Università, corso di Etica obbligatorio: idea stravagante o concreta necessità? | Notizie italiane in tempo reale!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.