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“I feel like Dexter” – Il caso di Andrew Conley

Andrew Conley al momento dell’arresto.

Quando Shawn e Bridget Conley rientrano a casa dal lavoro scoprono che Connor, il loro figlio minore, di 10 anni, non c’è. Andrew, 17 anni, spiega ai genitori che il fratellino, la sera prima aveva insistito per andare dalla nonna a dormire e, quel punto, nessuno si preoccupa di verificare che, effettivamente, Connor sia a casa dell’anziana signora.
I signori Conley vivono con i due figli in una casetta, che poco o niente ha a che fare con il sogno americano, a Rising Sun, Indiana. In realtà, la cittadina (di 2.500 abitanti), praticamente irraggiungibile senza un’auto, è più vicina a Cincinnati (Ohio) che a qualsiasi altra città dello Stato dell’Indiana.
Bisogno di attenzione
I coniugi Conley lavorano appunto a Cincinnati, all’ospedale. In famiglia è del tutto normale che il figlio maggiore badi a quello più piccolo quando loro sono fuori. E sono fuori spesso, dato che i loro turni di lavoro sono soprattutto notturni. Andrew va male a scuola. Anzi, i suoi problemi sono piuttosto gravi. A metà novembre del 2009 gli insegnanti chiamano i genitori: Andrew ha tentato il suicidio. Una brutta pubblicità per la scuola. Così decidono di sospendere il ragazzo dalle lezioni.
Decisione che lascia ad Andrew parecchio tempo libero, molta frustrazione e tanta rabbia. Elementi che, in un 17enne, sono comunque presenti, ma sicuramente il provvedimento preso dalla scuola (tra l’altro con una motivazione più legata al marketing che alla pedagogia), ha peggiorato.
Andrew è un solitario (lo confermeranno poi i compagni di classe, gli insegnanti e i vicini di casa), definito da molti un tipo strano. Qualcuno insiste nel dire che è un timido, mentre altri sostengono che è semplicemente maleducato e antipatico. Lo sceriffo della contea, nella sua dichiarazione dopo l’arresto di Andrew si è limitato a dire che è un “evil child”, un bambino cattivo.
Un gioco finito male
La sera del 26 novembre 2009 le famiglie americane (la maggior parte, almeno) sono riunite davanti alla tv, a tavola, o vicino al caminetto a chiacchierare dopo il pranzo a base di tacchino del Thanksgiving Day (il giorno del Ringraziamento). In America questa festa è più sentita di tutte le altre: riunisce tutti nel ricordo dei pellegrini (i primi coloni) a prescindere da razza e credenze religiose.
A casa Conley le cose, però, vanno ben diversamente. Il 26 Shawn e Bridget devono lavorare. Poco preoccupati della recente sospensione del figlio (e del suo tentativo di suicidio, archiviato come il gesto di un ragazzino che vuole essere al centro dell’attenzione) lasciano Andrew a badare a Connor. Nessuna tavola imbandita, nessun tacchino, nessun festeggiamento.
Le serie tv
Andrew è un appassionato di serie tv. La sua preferita è Dexter. La trama del telefilm(mutuata dal libro di Jeff Lindsay, Dexter L’Oscuro) è piuttosto semplice: Dexter Morgan è un ematologo della polizia scientifica di Miami (si occupa di studiare la direzionalità delle macchie di sangue sulla scena del crimine per determinare la dinamica dell’omicidio). Ma è anche un serial killer. L’attore che interpreta il ruolo di Dexter è Michael C. Hall: capelli rossi, fisico asciutto, viso da bambino.
Dopo aver passato il giorno del Ringraziamento da soli, Andrew e Connor si trovano in cucina. Secondo quanto raccontato da Andrew, hanno iniziato a giocare a wrestling e Connor è stato sopraffatto da Andrew che, prima gli ha stretto un braccio attorno alla gola e, quando il bambino ha perso conoscenza, gli ha infilato una busta di plastica sulla testa.
La notte dalla fidanzata
A quel punto Andrew era praticamente certo che Connor fosse morto, ma in realtà il bambino (come stabilirà l’autopsia) respirava ancora, e lo ha caricato nel baule dell’auto di famiglia, ha guidato lungo il fiume Ohio (che segna il confine tra i due Stati) e poi ha abbandonato il fratello sull’argine (dalla parte dell’Indiana). Dopodiché ha proseguito ed è andato a casa della fidanzatina alla quale ha fatto dono di un anello di fidanzamento. A casa della ragazza, pare che Andrew sia rimasto l’intera notte.
L’ultimo particolare è importante perché, stando alla programmazione satellitare americana, l’ultimo episodio che Andrew dovrebbe aver visto del telefilm Dexter riguardava proprio la festa del giorno del Ringraziamento (con il protagonista attorniato da parenti e amici festanti intento ad affettare un tacchino grande come un maiale) e il fidanzamento con Rita (l’anello che la ragazza di Andrew ha fatto avere alla polizia era identico a quello televisivo). Le indagini non si sono mai soffermate su questo punto.
La scomparsa di Connor
Il corpo senza vita di Connor è stato trovato due giorni dopo. I genitori, infatti, dopo aver chiesto lumi alla nonna sul perché loro figlio fosse ancora da lei, hanno scoperto che la signora non vedeva il bambino da giorni. Così, Shawn e Bridget chiedono a Andrew dove sia Connor.
Dopo qualche resistenza, Andrew confessa. L’ha ucciso lui. Lo ha strangolato. E dice anche che, più di qualche volta, era entrato in camera dei genitori, mentre questi dormivano, con un coltello. Avrebbe voluto uccidere suo padre, ma non ha mai trovato il coraggio di farlo. Ci aveva pensato così tanto da dire che l’idea, da sola, era stata sufficiente, per un po’, a farlo stare meglio.
L’arresto e la condanna
Alle domande della polizia sul movente dell’omicidio Andrew Conley si limita a rispondere: “I feel like Dexter”. Ovvero, mi sentivo come Dexter. Il caso è stato risolto in pochi giorni, Andrew è stato condannato al carcere a vita senza possibilità di uscire sulla parola. I suoi genitori hanno detto che, no, non si aspettavano che il figlio potesse fare una cosa del genere. La scuola ha detto che Andrew era solo un po’ problematico, niente di più.
Anche se la notizia ha fatto il giro degli Stati Uniti demonizzando, ovviamente, la televisione, l’omicidio è maturato in un ambiente familiare dove la tv, i telefilm e Dexter erano l’ultimo dei problemi. Tutt’al più il personaggio televisivo è diventato, per Andrew, un modello da seguire in mancanza di altre figure di riferimento.
Categorie:crimini
  1. 20 marzo 2013 a 15:23 | #1

    Stavo per dire la stessa cosa delle due ultime righe dell’articolo…

    Dexter lo vedo pure io, ma sono grande. Quando vivevo con mio padre, con cui non son mai andato particolarmente d’accordo, leggevo Dylan Dogh, vedevo i film horror come La Casa, e i film di violenza, ma non mi è mai venuto in mente di accoltellarlo nel sonno… al massimo ci mandavamo a quel paese a vicenda…

    Quando avevo 5 anni, ed è nato mio fratello, una volta ho provato a buttarlo via nel cestino della pattumiera, ma mia madre se ne è accorta… allora vedevo Jeeg Robot d’Acciaio e Heidi alla Tv… che Heidi abbia avuto una cattiva influenza su di me e la mia gestione della gelosia? 😀

    • 20 marzo 2013 a 15:28 | #2

      Chiunque abbia guardato Heidi credo abbia segreti istinti omicidi. Anche Heidi a un certo punto a momenti butta giù dal pendio tra le caprette che fanno ciao la disabile Clara con tutta la sedia a rotelle… Anche se poi ha detto che ha tentato di salvarla, a me il dubbio è rimasto.
      Tra l’altro c’era la figura autoritaria della signorina Rottermeyer (o come si scrive)… chi non avrebbe voluta vederla morire tra indicibile sofferenze.
      Il fatto che hai tentato di gettare il fratellino nella differenziata ti rende decisamente umano. Si sa, la gelosia è davvero una brutta bestia.
      Qualcuno dall’altra parte del mondo ha subito tirato fuori la cosa che, nel dubbio, meglio oscurare o vietare le serie tv… folli…

      • 20 marzo 2013 a 15:51 | #3

        Certo, oscuriamo tutto, torniamo nel medio evo, eliminiamo i film violenti, i fumetti, i libri, i videogiochi. Però lasciamo la libera vendita delle armi, parlo dell’America.

        • 20 marzo 2013 a 15:53 | #4

          Non me lo dire… la decisione è di oggi… le armi pesanti resteranno in vendita. E sono lì a discutere di serie tv e di film…

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