Barbie che uccidono: un mix fra le miniature di CSI e Dexter

Barbie con armi da fuoco (appese alla parete) e improprie (quella che sta usando, per esempio). Almeno tre le vittime

Le foto su internet sono davvero parecchie. Sono a tutti gli effetti scene del crimine, la protagonista è la Barbie. Ken è la vittima. Le ambientazioni sono tutte domestiche. L’idea sembra arrivare dal killer delle miniature di Grissom in CSI, vi ricordate? A Gil Grissom, (ora ex) capo della scientifica di Las Vegas, arrivavano queste scatole che contenevano miniature di scene del crimine.

A lui il compito di scoprire il killer. Anche perché le miniature rappresentavano crimini che non erano ancora stati compiuti per cui c’era il gioco della corsa contro il tempo. Ma in più occasioni (fino all’arresto del killer, ovviamente) le miniature e le scene del crimine combaciavano alla perfezione.

Ma il killer delle miniature non usava la Barbie. No, quella invece è stata usata dal killer del camion frigo in Dexter. Il protagonista, Dexter Morgan, trova prima una Barbie nel frigorifero tutta tagliata a pezzi con dei simpatici nastrini rossi su ogni parte amputata. Il killer del camion frigo, infatti, ammazzava le sue vittime facendole a pezzi (e non prima di averle surgelate).

E la Barbie ammazza Ken (anche più di uno alla volta) in tutti i modi: con armi da fuoco, armi improprie e armi bianche. Nessuno sa quale sia il movente. Ma dato che i due stanno insieme da un pezzo si suppone che la questione sia da ricercarsi in un rapporto ormai logoro e non senza violenze domestiche che Barbie ha subito, senza dire niente, apparendo bella e sorridente per anni.

In alcuni casi sono coinvolti anche dei minori che, pare, abbiano partecipato all’omicidio ormai stanchi di un padre padrone che li tiranneggiava impedendo loro uno sviluppo psico affettivo normale.

Anche il movente legato ai soldi potre

Anche il movente legato ai soldi potrebbe essere tra quelli da seguire. Infatti la Barbie è in produzione, in America, dal 1959 e di soldi, da quel dì, deve averne fatti parecchi. Per cui magari Barbie si è trovata a dover ammazzare Ken che tentava di sottrarle i proventi di una vita. Chissà. Per la gallery delle scene del crimine, clicca qui.

4 pensieri su “Barbie che uccidono: un mix fra le miniature di CSI e Dexter”

  1. Divertente la gallery…ma leggendo il titolo e ripensando all’articolo su Conley e relative dichiarazioni sembra delinearsi un collegamento tra quanto trasmesso in tv e alcune tipologie di crimine. Azzardo o ipotesi realistica?

  2. Caro Luca66,
    quando si è nell’ambito dell’animo umano direi che tutto è un azzardo. L’animo umano, ma è solo un parere personale, può essere e fare tutto e il contrario di tutto. Lungi da me l’idea di demonizzare le serie tv (che guardo e apprezzo). Credo che nel caso di Andrew Conley il vero problema non fossero affatto le serie tv, ma una vita un po’ dimenticata. Se non si ha niente a cui aggrapparsi, niente in cui credere, nessun esempio (buono, possibilmente) da imitare penso che la tv offra un’ampia gamma di argomenti, personaggi e storie da far propri. Andrew l’ha fatto nel modo sbagliato, alla maniera di un 17enne solo, un 17enne di cui nessuno si è occupato. Ma è solo una mia opinione, ovviamente. Se hai tempo e voglia, fammi sapere la tua. Buon tutto.
    Cris

  3. Concordo con l’esistenza di problemi sociali e culturali alla base di questi comportamenti, tuttavia mi riferivo più strettamente alle tecniche con cui vengono messi in atto i crimini piuttosto che alle motivazioni che ad essi soggiaciono. Non credi che le serie crime diano abbondanti “nuove idee” su come depistare le indagini?

  4. Sulle nuove idee su come depistare le indagini mi trovi perfettamente d’accordo. Non solo. Dall’avvento di CSI (2000) secondo le forze di polizia americane (in particolare il dipartimento dello sceriffo di Los Angeles) le scene del crimine sono più “pulite”. Tutti i criminali, o quasi, ormai sanno che la candeggina, per esempio, elimina la possibilità di analizzare il sangue e di ricavarne il dna. Per cui sì, mi trovi del tutto d’accordo.

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