“Io non lo sapevo”: politici, commercianti evasori e ladri eleganti

Operaio che si è dato fuoco. Morto alla fine di gennaio.

Le ultime notizie raccontano soprattutto della Lega. Una delle frasi di Umberto Bossi (che ha dato le dimissioni da leader della Lega Nord il 5 aprile) è stata in merito ai soldi per costruire la sua casa (notare, la sua, non quella di un altro) e di cosa avesse fatto tale Francesco Belsito. Insomma, Bossi non ha risposto né più né meno di tutti quelli che, prima di lui, si sono trovati in situazioni un po’ seccanti. Che non ne sapeva niente.

Tra l’altro subito dopo la casa son saltati fuori anche i soldi che la Lega ha speso per tre lauree e qualche diploma. Almeno si fosse vista la differenza. Se il Trota avesse iniziato ad azzeccare qualche congiuntivo i sospetti, forse, sarebbero sorti prima. Invece è rimasto così com’era.

Alla Enron, la multinazionale americana che, qualche anno fa, ha messo in ginocchio migliaia di investitori, hanno detto le stesse cose, che non sapevano. Manager da milioni di dollari l’anno che hanno lavorato per fare soldi (quello era l’unico scopo) che alla fine di tutto si sono un attimo stupiti di quanto fosse accaduto. Chi? Noi?

Erano infatti convinti di non aver fatto niente di male. Tutti, più o meno, hanno fatto notare a giudici e giuria che non avevano mai ammazzato nessuno, che non avevano mai rubato. Vero. Direttamente non hanno ammazzato nessuno e direttamente non hanno sottratto soldi. La chiave è “direttamente”.

Le cronache degli ultimi giorni raccontano anche di gente che si suicida per via di attività imprenditoriali naufragate (o mai decollate), colpa di uno Stato rapace che intasca ingordo tutto quello che i cittadini onesti hanno da offrire. I disonesti, invece, tacciono e, sicuramente, evitano di darsi fuoco in qualche piazza.

Perché c’è stato anche chi, in preda alla disperazione, si è dato fuoco. Certo è che chi è incline al suicidio, magari con gesti plateali tipo buttarsi dal palazzo più alto della città o, appunto, immolandosi tra le fiamme, magari lo avrebbe commesso comunque, per le motivazioni più disparate o per una serie di sfortunati eventi che hanno minato la sua serenità.

Politici distratti, evasori miracolati

E’ anche vero, però, che nessuno, ma proprio nessuno, della classe dirigente ha dato un occhio e una voce al popolo preoccupandosi di ciò per cui il popolo si preoccupa, anche solo per farci una bella figura. Invece, sempre più rapace e fiera, la classe politica ancora una volta è andata avanti per la sua strada, una strada che niente ha a che fare con le strade del popolo.

Una strada fatta di privilegi (mai fatta una coda), di viaggi comodi (mai preso un mezzo pubblico, se non in occasione di qualche inaugurazione o in campagna elettorale), di case in centro (mai abitato in periferia dove tornare a casa la sera potrebbe essere un problema), di entourage (mai andati a fare la spesa o a cercare una farmacia aperta in piena notte).

Anche se, a tutti quelli che di solito pagano, un po’ ha fatto piacere la notizia sui guadagni raddoppiati di chi ha ricevuto la visita della guardia di finanza. Praticamente un miracolo. Sponsor ufficiale, oltre alla divina provvidenza, anche la gdf. In effetti, forse, la notizia era più che altro che se c’è il cane a fare la guardia agli evasori viene una gran voglia di batter scontrini.

La risata del panettiere sotto casa

E anche questi, se interpellati, diranno: “Ma signor tenente, ma io mica ho mai rubato niente a nessuno, non avrò fatto qualche scontrino, ma cosa vuole, è così che funziona l’Italia”. Lo dice anche il mio panettiere egiziano sotto casa che, ignorante come una bestia (non perché panettiere o egiziano, è ignorante di suo), ridacchia tutte le volte che gli chiedo lo scontrino.

Ridacchia e mi chiede come mai: “Non rubo niente a nessuno”. Ho provato a spiegargli che ruba a tutti quanti, ma non c’è stato niente da fare. Ha riso ancora più forte. Una risata che stava a significare che si sente nel giusto, che poco o niente gli importa della collettività e che per lui il furto è solo quando metterà le mani nelle tasche di qualcuno per sottrargli qualche monetina.

Tutto qui. Il panettiere è come il dirigente Enron. Ruba, lo sa, ma ha la coscienza pulita. E una personalità che urla a tutto polmone che non gli frega di niente e di nessuno. Solo di se stesso. Come un vero antisociale.

2 pensieri su ““Io non lo sapevo”: politici, commercianti evasori e ladri eleganti”

  1. ma se io non sapevo niente e non mi sono mai interessato di quello che faceva il mio tesoriere, non l’ho mai controllato, come faccio a criticare roma ladrona e chiedere voti agli italiani, ai padani in particolar modo, per poter governare l’Italia?

  2. D’altra parte, a chi non è capitato di trovarsi una Porche Panarea in cortile e di ignorare il mittente del costoso regalo?

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