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Archivio per maggio 2012

Arte e crimine – Galleria 10.2! – Mal’essere Esser’male

Categorie:libri e cose

I pixel e la foto del presunto attentatore di Brindisi

26 maggio 2012 1 commento

I fermo immagine della TVCC del presunto attentatore di Brindisi.

La foto qui di fianco è quella del presunto attentatore di Brindisi. Attentato in cui è morta la 16enne Melania Bassi. La fotografia è stata mandata in onda in una trasmissione tv e poi è stata pubblicata da tutti i giornali. Online e non. In effetti non si vede un granché: si vede che è un uomo, senza dubbio, che ha una giacca scura e dei pantaloni chiari e che indossa delle scarpe da tennis.

E un orologio o un bracciale sul polso sinistro. Le immagini sono parecchie, almeno sei o sette, in cui la persona ritratta si vede in più angolazioni diverse. E’ evidente che non ha il volto coperto e che sembra un tizio che passa di lì per caso (magari è così, tra l’altro) o che simula indifferenza.

Insomma diciamo che di elementi per capire chi potrebbe essere non ce ne sono proprio pochissimi. Vero che la foto resta un attimo fuori fuoco, questione di pixel. Ma è vero anche che si può “ripulirla”, non come fanno in CSI, ma qualcosa si può fare. Anche perché esiste una cosa che si chiama analisi antropometrica che nei master di criminologia spopola. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Serie tv: l’incredulità sospesa e l’eroe minacciato

24 maggio 2012 2 commenti

Spencer Reid (Matthew Gray Gubler) e Derek Morgan (Shemar Moore).

Facendo due chiacchiere su Facebook con Elena Porcelli ci si è imbattuti nell’argomento Criminal Minds. La domanda è la seguente: “Possibile mai che in Criminal Minds, a ogni stagione, il cattivo di turno se la prenda con un protagonista o con la sua famiglia?”.

In effetti, fortunatamente nella realtà i serial killer di base evitano di torturare le famiglie degli agenti dell’Fbi che cercano di catturarli (disgraziatamente, però, continuano a mietere vittime innocenti in più o meno tutti gli Stati con una certa concentrazione nell’Ovest).

Nelle serie tv, invece, i protagonisti, a un certo punto (di solito quando la storia langue e non c’è più molto da dire) incappano nelle mire sadiche dell’antisociale di turno che, senza troppi complimenti, e nel giro di qualche episodio rischia di fare danni inenarrabili.  Prosegui la lettura…

Categorie:serie tv crime

L’uomo nero, l’orco e il babau

23 maggio 2012 3 commenti

Cappuccetto Rosso e il lupo cattivo.

Alla fine, a Brindisi, i due sospetti, che secondo molti erano praticamente già in arresto e quasi alla gogna ripristinata per l’occasione, sono stati rilasciati. Probabilmente con un “Ok, grazie, ci scusi e tante care cose”. I due erano stati fermati perché pareva che somigliassero un po’ a chi, ripreso da una telecamera, potrebbe aver fatto saltare l’ordigno che ha ucciso Melissa Bassi.

E invece no. Certo, uno dei due ha detto che il tutto è stato un incubo e che a momenti gli si rovinava l’esistenza. E c’è da crederlo. Difficile, una volta che si viene etichettati come mostri ammazza bambini, scrollarsi di dosso il marchio di Caino stampato a fuoco sulla fronte.

Eppure sembra che, ogni volta, nessuno riesca a ricordare cos’è successo la volta precedente o a un’altra latitudine, ma in un caso simile. Il fermo immagine della tv a circuito chiuso del chiosco davanti alla scuola era già sui giornali prima che gli investigatori fermassero i sospetti.

Possibile mai? Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

I messaggi televisivi, le menti deboli e la rabbia

21 maggio 2012 2 commenti

Televisione. Con neve.

La televisione è un’invenzione grandiosa. Il televisore, come elettrodomestico, ha dato vita, in pochi anni, a una serie di contenuti, la televisione, appunto, che ha surclassato il cinema, la radio, i giornali e i libri. La tv è immediata, offre immagini del qui e ora ed è alla portata di tutti. Il sogno di Dante Alighieri che sperava in un qualcosa di volgare, di popolare.

E più (nazional) popolare e volgare della tv c’è ben poco. Dante, naturalmente, quando parlava di volgare parlava di non latino, di un qualcosa che potesse raggiungere tutti quanti, che potesse insegnare e far progredire. E la televisione, fortunatamente, tutto questo lo ha fatto e continua a farlo.

Ci sono stati negli anni gli apocalittici, convinti che la tv fosse una cattiva maestra pronta a far danni, e gli integrati che invece, dato che la tv è stata inventata, meglio prendere tutto ciò che di buono può offrire. Ma il mondo, quello vero, non è fatto solo di apocalittici e integrati. E’ fatto da tutti quanti. Anche da chi, la tv, non la capisce. O la capisce a modo suo. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

La volta che Andrew Kehoe fece saltare la scuola di Bath

La scuola elementare di Bath, Michigan, distrutta dall’esplosione.

Era il 1927 e Andrew Kehoe faceva l’impiegato amministrativo nella scuola elementare di Bath, in Michigan. Kehoe, 55 anni, era davvero arrabbiato per via delle tasse. In sostanza stava rischiando il pignoramento della sua fattoria perché non riusciva a pagare le tasse di proprietà sull’edificio scolastico.

Così si procurò parecchio esplosivo, soprattutto dinamite, che nel corso dei mesi stipò all’interno della scuola. La mattina del 18 maggio Kehoe uccise sua moglie picchiandola a morte e poi diede fece saltare in aria la fattoria. Le fiamme, ovviamente, richiamarono i vigili del fuoco, ma mentre erano lì, ci fu una prima esplosione alla scuola elementare.

Quando i soccorritori iniziarono ad arrivare alla scuola, Kahoe salì sulla sua auto, imbottita di altra dinamite (e di altro materiale esplosivo) e si diresse sul luogo del disastro. Con il suo fucile Winchester uccise il preside, dopo avergli detto che era lui l’autore dell’attentato. Sparare in un’auto piena di esplosivo non si rivelò un’idea geniale, difatti la macchina esplose uccidendo Kehoe. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Attentato a Brindisi – Crimine disorganizzato

L’ingresso della scuola investito dall’esplosione. Affollatissima scena del crimine.

Una bomba rudimentale ha ucciso una ragazza e ha ferito altri studenti dell’istituto Morvillo Falcone di Brindisi. Erano le 7.50, poco prima dell’inizio delle lezioni, quando un’esplosione ha investito i ragazzi fermi davanti all’ingresso della scuola. Un atto tragico che in molti hanno già attribuito, prima ancora di un’indagine, alla criminalità organizzata.

Secondo alcune autorità, infatti, il gesto è un attacco allo Stato, dato che, a breve (il 23 maggio) si celebra il 20esimo anniversario dell’uccisione del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie, Francesca Morvillo, e degli uomini della scorta. Non solo. L’istituto vinse un premio antimafia.

Negli annali della criminalità organizzata (mafia, ‘ndrangheta, camorra e, volendo, anche sacra corona unita) non esistono attentati simili a quello della mattina di sabato 19 maggio a Brindisi. La criminalità organizzata è, da sempre, molto attenta al marketing e all’immagine. Da quando colpire dei ragazzini fa parte del gioco? Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

L’evoluzione dell’omicidio nelle serie tv

17 maggio 2012 2 commenti

Il secondo episodio della prima stagione di CSI: Cool Change. In primo piano la vittima. A destra Gil Grissom.

Una volta, agli albori della serialità televisiva, dei decessi, in genere, si parlava e basta. Eventualmente c’erano inquadrature lontane e confuse che riprendevano la vittima distesa compostamente e, al limite, giusto un po’ scarmigliata.

Il tenente Colombo i cui primi episodi andarono in onda, in America, nel 1968 era un tizio decisamente stazzonato che usava molto di più il ragionamento che le armi e che aveva sempre un occhio di riguardo sia per la vittima che per il colpevole.
Nel telefilm le vittime, se erano uomini, avevano, in alcuni casi, il rivolo di sangue di un bel rosso squillante sul bavero della giacca. Se invece le vittime erano donne allora era la pettinatura a far intendere allo spettatore che, sì, la ragazza era decisamente morta.
Patologi e poliziotti
Quincy (1976) è l’antesignano di CSI. La serie tv prende il titolo dal nome del protagonista, Quincy, un patologo legale che risolve un caso di omicidio dietro l’altro. A differenza del citato CSI in Quincy (Jack Klugman) non solo le autopsie non si vedono, ma difficilmente si vedono gli attori che impersonano, immobili e muti, i cadaveri. Teli verdi e primi piani sul viso dubbioso del patologo è tutto quello in cui lo spettatore può sperare. Prosegui la lettura…
Categorie:serie tv crime

Menzogne e lavoro: il curriculum farlocco del CEO di Yahoo

16 maggio 2012 3 commenti

L’arrivo di Scott Thompson in Yahoo in veste di CEO. La compagnia aveva appena licenziato 2.000 impiegati.

Scott Thompson ci ha messo un attimo a diventare ex amministratore delegato di Yahoo. Appena qualcuno ha scoperto che nel suo curriculum vitae c’era una laurea in ingegneria informatica che Thompson, in effetti, non ha mai preso, è stato liquidato alla velocità della luce. Thompson ha una laurea in economia, però.

La specificazione è d’obbligo. Renzo Bossi, invece, pare si sia laureato in Albania, anche se da quelle parti qualcuno ha fatto sapere che, no, Bossi mai visto né conosciuto.

La questione di cosa scrivere e cosa non scrivere nei curricula è annosa. Conviene mentire? E se si mente, in quale misura è opportuno farlo? E, soprattutto, quanto costa, in termini di amor proprio, venire scoperti? 

Sicuramente il CEO di Yahoo non ci ha fatto proprio una bella figura e il tutto gli deve costare parecchio (probabilmente anche in termini di soldi). Renzo Bossi ha fatto una figuraccia altrettanto barbina, ma quasi tutti se l’aspettavano (la laurea millantata, farlocca, estera di un estero che non è certo Harvard, con tutto il rispetto), per cui nessuno si è troppo sorpreso.  Prosegui la lettura…

Mogli che evirano mariti. Da Lorena Bobbit in poi

Matrimonio e coltello.

La più famosa resta lei, Lorena Bobbitt. Anche se a Livorno, una signora di 57 anni ha ammazzato il marito 61enne, nel tentativo di evirarlo. Lui l’aveva chiamata al telefono, secondo le dichiarazioni della donna, poco prima di rincasare, per farle sapere che la stava tradendo. Una volta tornato a casa ha trovato la moglie armata di un pezzo di marmo (il resto di un porta rotolo rotto).

La signora non ha esitato e l’ha colpito con l’arma impropria ferendolo gravemente. Il marito, nonostante le gravi lesioni, è andato a dormire. Quando i due si sono accorti che la situazione era un attimo sfuggita di mano hanno chiamato l’ambulanza, ma l’uomo è morto dopo il ricovero in ospedale.

Lorena Bobbitt, nel 1993, poco più che ventenne, fece qualcosa di analogo al marito. Ma evitò di perforargli l’intestino. Si “limitò”, infatti, a tagliargli il pene con un affilato coltello da cucina e poi, non paga, a buttare la parte anatomica fuori dal finestrino dell’auto sulla quale stava allontanandosi da casa. Prosegui la lettura…

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