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Guarda che faccia! Lombroso e le sue teorie

La craniometria. Uno strumento ad hoc, il craniometro, misura la testa.

Qualcuno ha inviato un’email, qualcun altro ha commentato le foto di Andrei Chikatilo segnalando che, in effetti, con una faccia del genere la voglia di cambiare marciapiede, incontrandolo, sarebbe venuta a chiunque anche a chi non è un fan di Lombroso. Stesso dicasi per Ed Kemper.

Cesare Lombroso è una figura piuttosto controversa nel panorama scientifico e, in particolar modo, criminologico. Da un lato c’è chi gli riconosce il merito di aver tirato fuori nuove teorie, dall’altro ci sono quelli (i più) che non hanno gradito i suoi metodi che scientifico avevano ben poco.
La “colpa” più grande di Lombroso sembra essere, stando ai saggi dedicati a lui e ai suoi lavori, quella di aver verificato le sue teorie invece che falsificarle (il metodo falsificazionista “distrugge” la teoria, se la teoria, dopo la distruzione regge, allora significa che è una buona teoria).
Lombroso, nato a Verona nel 1835 e morto a Torino nel 1909, capitò in un periodo storico, il positivismo, di ricerca, di scoperte scientifiche e mediche. Non c’è da stupirsi, quindi, che ci sia buttato anima e corpo. Studiò parecchio, era un medico, ma era anche giurista, antropologo e criminologo.
Il delinquente nato
La sua idea era che i criminali nascono tali, la sua opera più conosciuta è Il delinquente nato. Ovvero che il problema sta nel cervello, nel cranio. Difatti Lombroso non perse tempo e aprì quanti più crani possibile in modo da provare la sua teoria. Non solo, il criminale, che è criminale, ce lo ha scritto in faccia: secondo Lombroso, infatti, alcune caratteristiche erano alla base del comportamento del deviante, del delinquente.
Per questo motivo viene, ancora, considerato tra i fondatori della moderna criminologia, anche se alcuni sono più inclini a dimenticarlo, poco disposti a perdonargli i tardi studi sui fenomeni che riguardano fantasmi e spiriti. Tanto è vero che in molti ritengono che quella di Lombroso fosse pseudoscienza e non scienza.

Il cranio e la fossetta occipitale interna

Al museo Cesare Lombroso di Torino c’è una collezione non indifferente di crani, armi del delitto e molto altro che un criminologo dovrebbe visitare. Il suo primo caso riguarda il brigante Giuseppe Villella su cui Lombroso effettuò l’autopsia alla ricerca della fossetta occipitale (ovvero di un’anomalia nelle ossa craniche che, secondo il criminologo, doveva essere alla base della devianza).
A quel punto Lombroso iniziò a cercare la stessa fossetta nei crani di pazzi, devianti, delinquenti e criminali. Chiaramente, come è facile immaginare, se si cerca una determinata cosa, in genere la si trova. Il problema fu che Lombroso ignorò sistematicamente quei crani che, pur appartenendo a criminali, non presentavano la fossetta occipitale interna.
La fisiognomica
Lombroso studiò soprattutto i volti. Secondo lui grandi mandibole, canini forti, incisivi mediani molto sviluppati, zigomi sporgenti, arcate sopraccigliari prominenti, naso schiacciato e prognatismo erano sintomo di una qualche devianza. In sostanza il delinquente portava i segni della sua “malattia” scritti in faccia, visibili a tutti.
Lombroso, come detto, lavorò all’epoca del Positivismo, per cui era normale che cercasse prove scientifiche anche dove non c’erano, il tutto per tentare di ricondurre all’ordine anche il caos. E la devianza è caos. Al di là del volto, studiò, come detto, il cranio e fu un florilegio di misurazioni. Nacque quindi la craniometria. Le ossa vennero misurate e Lombroso stabilì ciò che era normale e ciò che invece non lo era.
Razza e razzismo
Trovare un metodo per arginare il crimine e i criminali era pressante. Se le sue scoperte si fossero rivelate vere su tutta la linea mettere dentro i delinquenti (magari ancor prima che commettessero un crimine) sarebbe stato un gioco da ragazzi: bastava misurare il cranio, la testa, con l’apposito strumento.
Naturalmente il metodo fallì. E Lombroso, tra le altre cose, fu accusato da più parti di essere stato un fomentatore del nazifascismo, anche se, in effetti, lo scienziato era ben lontano da quelle posizioni. Vero è che alcuni suoi scritti sono stati, in seguito, utilizzati in modo spregiudicato. Vero è anche che, ogni tanto, incrociando certe brutte facce è meglio ascoltare l’istinto e cambiare marciapiede.
  1. 7 maggio 2012 a 15:09 | #1

    Con Ted Bundy e Jeffrey Dahmer, invece, una lombrosiana convinta sarebbe uscita bella tranquilla…

  2. 7 maggio 2012 a 15:24 | #3

    In un libro di Lombroso c’è il ritratto di un”brigante calabrese, tipo atavico” preciso sputato a mio nonno, integerrimo agente della Guardia di Finanza, e all’ottimo preside della mia scuola media, che infatti veniva dalla stessa zona della Sila.

    • 7 maggio 2012 a 15:26 | #4

      Non faccio fatica a crederci! Lombroso in realtà cercava di mettere ordine: probabilmente era attaccato all’idea (all’utopia) di poter dividere i buoni dai cattivi in modo da rendere tutto più facile e migliore.

  3. Luca66
    9 maggio 2012 a 12:39 | #5

    In effetti il filmato/ricorstruzione storica che viene mostrato al Museo Lombroso ben inquadra il contesto storico in cui lo studioso si è mosso: il giovane Regno d’Italia era ansioso di “mettere ordine e pulizia” e l’idea positivista dava una risposta rapida e facile ai bisogni sociali del tempo.

  4. ross
    20 ottobre 2014 a 12:01 | #6

    ….ma vogliamo parlare delle facce di certi politici? Lombroso avrebbe avuto materia di studio ottima e abbondante!

  5. Hera
    18 agosto 2015 a 18:49 | #8

    Per come la vedo io, le teorie e gli studi di Cesare Lombroso non hanno alcun fondamento. Oggi, come in passato, ci sono criminali con la faccia pulita (e spesso anche attraenti) che cozzano con gli studi di questo sedicente pioniere della criminologia forenze.

  6. Darioh Ammiratah
    3 agosto 2016 a 17:21 | #9

    Il Dottor Lombroso è vero che ha gettato la base di molti studi sulla criminologia,ma si è dimenticato che non bisogna fare “di tutta l’erba un fascio” e di esempi nel quotidiano vivere e nella storia dell’uomo,ne troviamo diversi.

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