Zodiac, il serial killer dei messaggi cifrati

La patente di guida del principale indiziato, Arthur Leigh Allen.
La prima notizia, quella più importante e tragica allo stesso tempo, è che Zodiac non è mai stato preso. Per anni ha agito indisturbato in California, la prima vittima accertata (nel senso che ha fatto sapere con una nota che l’aveva uccisa lui) è stata Cheri Jo Bates, una studentessa universitaria di 18 anni aggredita nel parcheggio del campus e sgozzata.
Era il 30 ottobre 1966. Nel novembre dello stesso anno una lettera spedita a un giornale locale avvertiva che “non è la prima e non sarà l’ultima“.
Da quel momento in poi le forze di polizia iniziarono a indagare su vecchi casi per cercare delle connessioni con l’omicidio di Cheri, mentre il killer prese l’abitudine di scrivere lettere a tutti quanti: alla polizia, ma anche al padre della ragazza.
Fino a che il 20 dicembre 1968 vennero uccisi due fidanzatini, David, di 17 anni e la sua coetanea Betty. La ragazza era stata colpita con cinque proiettili calibro 22 sparati da un’automatica.
Il racconto di una vittima
Il delitto, a prima vista, aveva poco o niente a che vedere con quello dell’anno precedente della Bates, ma il 31 luglio 1969 arrivò un’altra lettera del killer che dichiarava di essere l’autore sia dell’omicidio di un’altra ragazza, Darlene Ferrin, colpita da nove proiettili mentre era in auto con il fidanzato, Micheal Mongeau, 19 anni. Anche Michael era ferito, ma sopravvisse e raccontò una storia agghiacciante.
Un criminale che Darlene pareva conoscere li aveva sorpresi in auto e aveva fatto fuoco. Entrambi i ragazzi erano riusciti a uscire dal veicolo, Michael fu trovato accasciato dietro a una ruota, mentre Darlene era riuscita ad allontanarsi di pochi metri prima che il killer la freddasse. Gli amici e i parenti della ragazza dissero che, da qualche mese, c’era uno stalker che lei chiamava Paul. Ma nonostante le indagini la polizia non arrivò a nulla.
Messaggi in codice
Una delle lettere del killer era un crittogramma decifrato da un insegnante di liceo, iniziava con “I like killing people becasue it is so much fun”, ovvero “mi piacere uccidere la gente perché è troppo divertente”. In alcune altre lettere l’assassino iniziò a firmarsi “Zodiac”, inoltre sulla portiere dall’auto di Michael furono trovate incise delle scritte che riportavano date, luoghi e orari.
La caccia al killer proseguì. E si sprecarono le teorie per ricercare un movente negli omicidi: dalle fasi lunari alla numerologia. Alcuni erano infatti convinti che i delitti avessero una cadenza da ricondurre alla matematica. Ma Zodiac continuò a uccidere fino all’inizio degli anni Settanta. Poi più nulla. Secondo alcuni Zodiac è morto. Secondo altri è in prigione, magari per altri reati.
Teorie e numeri
Fatto sta che le vittime accertate del killer dello zodiaco sono sette, mentre quelle presunte sono cinque. In ogni caso, in uno dei messaggi, Zodiac segnalava un preoccupante: “me 37 – SFPD 0”, ovvero 37 punti (vittime? Omicidi?) per lui, zero per il San Francisco Police Department. Tra le altre cose, fu tracciata una mappa dei delitti, unendo i punti sulla carta si otteneva una Z. Più tardi, alcuni degli omicidi furono invece attribuiti a Ted Bundy e la teoria crollò.
Sulla storia del serial killer più imprendibile della California ci sono libri, articoli e film (Ispettore Callaghan il caso Scorpio è tuo, per esempio). Zodiac è stato diretto nel 2007 da David Fincher e la sceneggiatura è basata sul libro di Robert Graysmith che, nella sua pubblicazione, ha dichiarato di conoscere il nome dell’assassino seriale: Robert Hall Starr.
La polizia invece era di diverso avviso e decretò che il principale sospettato era Arthur Leigh Allen (morto nel 1992). Le analisi sul Dna ritrovato sulle lettere spedite dal killer effettuate nel 2002 non hanno dato esito positivo.

2 pensieri su “Zodiac, il serial killer dei messaggi cifrati”

  1. ciao, vi segnalo un errore nella conclusione dell’articolo. Robert Hall Starr e Arthur Leigh Allen sono la stessa persona. Graysmith utilizzò uno pseudonimo per evitare problemi legali, essendo allen ancora in vita ai tempi dell’uscita del libro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.