Uccide un motociclista mentre era ubriaca. Delle vittime e dintorni

Il luogo dell’incidente.

Era ubriaca il 23 aprile 2011 quando, dalle parti di Bergamo, ha ucciso un motociclista, Fabio Poli. Di fatti di questo tipo se ne sentono tutti i giorni. Solo che difficilmente capita di conoscere bene la vicenda e i familiari della vittima. Oggi la sentenza per l’assassina è arrivata come un macigno sulla famiglia del motociclista.

La donna ha patteggiato un anno di carcere che non sconterà. Ha dovuto pagare una multa di 600 euro. E le è stata ritirata la patente.

Fabio era padre di due bambini, marito, pubblicitario ed era promotore di progetti per sostenere i disabili. Era una brava persona. Il 23 aprile era in strada, in moto, quando una donna A.P., ha fatto manovra con l’auto uscendo dal parcheggio laterale della strada e facendo inversione a U (dove c’era la linea continua).

In quel momento passava Fabio e la manovra di A.P. l’ha fatto cadere e l’ha ucciso. Fine. Anche se per chi resta, compresa la sorella di Fabio, Chiara Poli, un’amica cara, è solo l’inizio. E’ l’inizio del dolore, della tragedia, del lutto. E’ l’inizio di qualcosa che bisogna cercare di contenere, di sostenere, di metabolizzare.

Gli incidenti, scrive Chiara oggi nel suo blog, capitano. Ma la legge italiana dice che chi si mette alla guida dopo aver bevuto non è capace di intendere e di volere, agisce in stato morboso e, per questo, la pena di solito è decisamente lieve rispetto al danno provocato. Lo stesso accade per chi si droga. C’è la colpa. Ma non il dolo.

Difatti A.P. è stata accusata di omicidio colposo. Ovvero la giustizia ha riconosciuto che la morte di Fabio è colpa sua. Ma che lei non voleva ucciderlo. Il dolo, infatti, è la volontà di fare del male. Ma di solito per le vittime conta ben poco la volontà dell’assassino.

Certo è che in una società che ritiene normale fare uso di cocaina e bere fino allo sfinimento (stando alle statistiche) la legge andrebbe adeguata introducendo l’omicidio stradale. Se, infatti, è normale sniffare e ubriacarsi dovrebbe essere altrettanto normale essere puniti se, durante la normalità, si provocano incidenti ammazzando qualcuno.

A.P. ha ucciso Fabio ed è libera di continuare a bere, ridere e scherzare. Forse dovrà aspettare un po’ per tornare a guidare. Ma è sicuramente libera di fare la sua vita. Giustizia è stata fatta. E’ stata fatta?

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