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Archivio per dicembre 2012

A Natale siamo tutti buoni. Ma anche no.

Buon Natale.

Buon Natale.

I morti e i feriti, in questi giorni, sono tanti, tantissimi. Ci sono i ragazzini della scuola americana uccisi da un ventenne con problemi psichici, c’è la signora di 50 anni uccisa a Rozzano per un pugno di euro, ci sono gli ennesimi 90 morti in Siria.

Sui ragazzini americani non c’è molto da dire se non che dare le armi in mano ai malati di mente non è mai una buona idea e, a questo punto, pare l’abbia capito anche il presidente Obama. Per quanto riguarda l’omicidio di Rozzano, nonostante ciò che dicono i tg, per alcuni 500 euro sono un movente.

E sulla Siria che dire? La guerra non è un ballo per educande e, difatti, i morti a momenti non fanno notizia. Purtroppo. Anche perché, subito dopo le immagini della strage, di solito vanno in onda, in chiusura di telegiornale, i servizi sui regali di Natale e sul cenone. Tutto come da copione.

E come da copione sono le pubblicità in tv. Che non hanno niente di criminale, se non il fatto che rischiano di essere attentati contro il buongusto. Attori e attrici che di carriera magari ne avrebbero anche fatta che diventano testimonial di qualsiasi cosa: smargiassi, urlanti e un po’ sciocchi.

Ma non a Natale. A Natale li ritroviamo ripuliti, senza i chiassosi costumi di scena, a fare appelli accorati per questa o quella causa. Perché a Natale non si può essere solo contenti come tutti gli altri giorni. No, è necessario mettersi una mano sulla coscienza e l’altra al portafoglio di modo da poter uscire puliti dal 2012.

Un po’ di beneficenza per il bambino che, improvvisamente, non ha più il moccio al naso e la mosca che gli ronza intorno. Il marketing è arrivato anche lì e qualcuno deve essersi accorto che mostrare immagini che imbarazzano fa più che altro venir voglia di cambiare canale, altro che far beneficenza.

Così anche i bambini sfigati devono essere belli. O almeno presentabili. E allora l’attore di turno prova a diventare suadente, mostra la sua capacità professionale impostando la voce e scendendo di un’ottava e tentando uno sguardo che nemmeno stesse recitando l’Amleto.

Non resta che spegnere la tv. Qualcosa di buono le pubblicità, anche quelle peggiori, riescono a fare. Buon Natale.

La gravidanza reale, lo scherzo e l’infermiera suicida

L'infermiera Jacintha Saldanha.

L’infermiera Jacintha Saldanha.

La storia è questa: Kate Middleton, duchessa di Cambridge, è incinta. Avendo la nausa è andata a farsi visitare all’ospedale King Edward VII di Londra. Lì ci lavorava l’infermiera Jacintha Saldanha, 46 anni, un compagno e due figli.

Dall’altra parte del mondo, in Australia, un paio di dj Mel Greig e Michael Christian hanno deciso di telefonare in ospedale spacciandosi rispettivamente per la regina Elisabetta II e per il principe Carlo per avere notizie di Kate. Inaspettatamente sono riusciti, parlando con Jacintha che era di turno, ad avere parecchie informazioni.

Ed erano più stupiti che altro. Possibile mai che chiamando l’ospedale e millantando un accento british fosse possibile farsi passare per sua altezza reale? Pare proprio di sì. E loro hanno riso parecchio e, c’è da giurarci, anche gli ascoltatori: la finta regina a un certo punto redarguisce il finto figlio Carlo. Scherzo riuscito, quindi, ma i dj si sono scusati anticipatamente per aver disturbato la degenza di Kate Middleton. Prosegui la lettura…

La sicurezza: quando le porte blindate in banca non servono

5 dicembre 2012 3 commenti
Sicurezza bancaria.

Sicurezza bancaria.

Sono stata in banca per firmare il modulo sull’antiriciclaggio. Potrei lamentarmi copiosamente dell’ora di attesa (c’era in coda una persona), ma no, evito. Ho usato l’ora persa per fare alcune considerazioni. Avevo in tasca un coltellino svizzero, ce l’ho sempre, ma le porte a bussola non hanno detto niente, erano d’accordo e si sono aperte.

Certo. Uno non va in banca a fare una rapina con un coltellino svizzero. Magari avessi avuto in tasca una Glock 17 avrebbero suonato e mi avrebbero indicato come potenzialmente pericolosa. Non saprei.

Mentre aspettavo ho fatto un giro, nemmeno troppo lungo, dato che la filiale non è poi così grande notando carta su carta ammucchiata qui e là su armadietti, scrivanie e sedie. Un mare di carta. Mi sono fatta delle domande sull’archiviazione e sulla reale utilità di quei fogli. Davvero, all’occorrenza, troverebbero qualcosa? Prosegui la lettura…

L’inferno sono gli altri – Da Sartre a Grissom in un viaggio infernale

4 dicembre 2012 1 commento
Mezzo pubblico sovraffollato all'estero.

Mezzo pubblico sovraffollato all’estero.

I mezzi pubblici della rete milanese sono una fonte di ispirazione costante in fatto di potenziali crimini. Basta salire, non necessariamente durante le ore di punta, su un tram o un bus o un vagone del metro un attimo affollato e c’è la probabilità di assistere a esplosioni di rabbia (o a rabbia repressa).

La rabbia, come detto, è un’emozione che deriva dal fatto che qualcosa o qualcuno si è frapposto tra noi e la nostra meta. Uno che, quando stiamo per perdere il metro, si ferma davanti alle porte ancora aperte ed esita, ci fa arrabbiare: rischiamo di perdere il metro, di arrivare tardi, di doverci scusare con il nostro contatto e via dicendo.

E la rabbia quando si incontra tanta gente che non conosciamo e che non ci conosce (e di conseguenza della quale poco ci importa, anche se non è politicamente corretto dirlo e scriverlo, ma è la verità) è molto più semplice che affiori tra gli strati di buona creanza di cui siamo variamente equipaggiati. Prosegui la lettura…

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