Crudeltà sugli animali, informazioni e voyeurismo

Navar, vivo e in salute, mentre dorme sul tappetino del bagno.
Navar, vivo e in salute, mentre dorme sul tappetino del bagno.

Capita spesso di imbattersi in foto che mostrano animali torturati. Stante che la crudeltà verso gli animali è un reato, quello che fa davvero strano è che, nella maggior parte dei casi, chi pubblica le foto si proclama amico degli animali.

Risulta però davvero difficile da capire l’utilità della sequela di foto che ritraggono gli animali, dal gattino strozzato dal suo padrone all’elefante ucciso dai bracconieri, e la loro fine.

Ogni anno ci sono campagne pubblicitarie per evitare che i cani e i gatti vengano abbandonati. Una di queste, anni fa, era piuttosto forte: “Bastardo sei tu che lo abbandoni” era il claim. E, dato che veniva trasmessa via radio, si iniziava con un simpatico rumore di gomme che frenavano sull’asfalto e un bel botto finale.

Che se eri alla guida e non sei un bastardo che va in giro ad abbandonare cani e gatti come minimo rischiavi di farti venire un infarto, almeno la prima volta. Il rumore di frenata era la peggio cosa che si potesse mettere, soprattutto per chi era in auto. La campagna magari è anche riuscita. Nel senso pubblicitario del termine, ovviamente.

Perché chi ha intenzione di abbandonare, seviziare, uccidere un animale non si fa certo scoraggiare da una pubblicità. Pubblicità che, naturalmente, sciocca, mette di cattivo umore, intristisce chi invece mai e poi mai se la prenderebbe con un animale. Affidare al marketing qualcosa che ha a che fare con il crimine, in genere, è una pessima idea.

A parte le campagne pubblicitarie ci sono poi i gruppi e le associazioni di amici degli animali che da sempre usano le fotografie di animali torturati in tutti i modi possibili con lo scopo, probabilmente, di sensibilizzare il pubblico. Ma siamo davvero sicuri che funzioni?

Sadici di tutto il mondo, sorridete!

Forse conviene farsi delle domande (e darsi delle risposte) sul profilo criminale di chi fa del male agli animali. Di base i profili sono tanti e diversi. C’è chi è un sadico e inizia con l’ammazzare il gatto di casa giusto perché la cosa gli procura piacere e stiamo parlando di ragazzini di sei anni.

Poi ci sono quelli che, in un modo o nell’altro, ci guadagnano qualcosa dall’ammazzare un animale. E qui il discorso prende una brutta piega perché spesso chi difende i diritti degli animali mette sullo stesso piano l’allevatore di polli e il bracconiere che ammazza l’elefante.

E poi ci sono quelli che sono violenti di natura e come prendono a schiaffi il figlio, la moglie, il vecchio genitore, già che ci sono non hanno grandi difficoltà a prendere a calci il gatto o il cane. C’è anche chi, accecato dalla rabbia o per vendetta, butta giù dal quarto piano il cagnetto della ex fidanzata.

Venghino, siori, venghino!

Pubblicare foto di animali fatti a pezzi, smembrati, con conseguente sangue sparso ovunque, fa la felicità, nel senso vero e proprio del termine, dei sadici. E sono tanti. La foto dell’animale morto, può sembrare strano, procura piacere al sadico. E, c’è da credere che gli procuri anche il desiderio di mettere in pratica ciò che vede.

A meno che questa voglia di voyeurismo non affligga direttamente chi pubblica le foto. E’ davvero necessario, utile, in qualche modo sano, se uno ama alla follia gli animali, pubblicare centinaia di foto di animali morti? Siamo davvero certi che lo faccia perché li ama così tanto? Perché a un’analisi un attimo attenta viene da pensare che la cosa gli procuri un certo piacere.

E’ un po’ come se chi si occupa della difesa dei bambini improvvisamente si mettesse a pubblicare immagini pedo pornografiche giusto per dire è contro la violenza sessuale contro i bambini. Immaginate l’effetto? I pedofili di tutto il mondo scoppierebbero di gioia. E lui verrebbe immediatamente e giustamente arrestato.

Per cui, forse, meglio diffidare da chi si proclama paladino della difesa degli animali e sulla sua bacheca Facebook e sulla home page del sito della sua associazione pubblica foto di animali torturati, seviziati e uccisi. Se vivessimo in un mondo giusto scatterebbe un’indagine nei suoi confronti. Ma il mondo, si sa, tanto giusto non è.

5 pensieri su “Crudeltà sugli animali, informazioni e voyeurismo”

  1. Articolo molto interessante. Dato che amo natura e animali, sono contraria alle torture e crudeltà verso questi esseri viventi. Sono d’accordo che non serve pubblicare foto e/o video troppo cruenti: a volte io stessa non riesco a guardare un video per intero. E’ anche vero che alcune associazioni devono mostrare cosa succede per essere credute; però anche qui, c’è modo e modo, probabilmente. Saluti a tutti.

  2. Io sogno che, sotto Natale, facciano una pubblicità del tipo: “Hai deciso di regalarti un cucciolo? Tieni presente che è impegnativo, che rovinerà i mobili, che dovrai occupartene anche quando sei malato e soprattutto: HAI PENSATO A COME CAVOLO FARAI QUANDO VORRAI ANDARE IN VACANZA?!”

  3. Pingback: Buona Pasqua con gli agnelli nei prati | curiosa di natura

  4. finalmente! Bravi, io amo gli animali TUTTI e non ho mai capito cosa spinga “chi dice” di amarli a publicare certe immagini strazianti.
    L’ho sempre considerato (quasi) un istigazione a fare altrettanto!
    Bravi, davvero! D’accordissima!

  5. Ciao Linda,

    grazie per l’entusiasmo! 🙂 E grazie per avuto la voglia e trovato il tempo di fermarti a lasciare il tuo pensiero.

    A presto,

    Cristina

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