Ladro ucciso: Valentin Frrokaj evaso dal carcere nel 2013

Valentin Frrokaj, 29 anni, evaso dal carcere in cui era detenuto per omicidio.
Valentin Frrokaj, 29 anni, evaso dal carcere in cui era detenuto per omicidio.

Valentin Frrokaj è il ladro ucciso dal proprietario della casa in cui stava rubando.

La sua fuga sembrava uscita da un film. Ma no, non è vero che il carcere di Parma è come quello di Alcatraz. Innanzitutto c’è la via in cui si trova il carcere italiano che già da sola invita a fare della facile e gratuita ironia. Via Burla. E poi non c’è sicuramente un detenuto affascinante come il Frank Morris (Clint Eastwood) del celeberrimo film Fuga da Alcatraz di Don Siegel (1979).

Ma tant’è. Due albanesi, Taulant Toma e Valentin Frrokaj, quest’ultimo in carcere per omicidio (tanto per dire che non spacciava noccioline andate a male) hanno avuto l’agio, il tempo e il modo di segare le sbarre della loro cella (aiutandosi con delle bombolette di gas per indebolire il metallo) e, una volta riusciti nell’intento, si sono poi calati annodando le lenzuola.

Taulant Toma, 35 anni, albanese, evaso dal carcere di Parma il 2 febbraio 2013
Taulant Toma, 35 anni, albanese, evaso dal carcere di Parma il 2 febbraio 2013

Esatto. Anche io l’ho pensato. Ci sarà un allarme. Una sirena. Un qualcosa che si mette a fare fracasso se qualcuno oltrepassa una certa soglia. No. Anzi, sì. Ovviamente c’è. Ma per oscuri motivi (nessuno si è azzardato a dire che costa o che è guasto e costa ripararlo) il sistema di allarme perimetrale non era in funzione.

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La notizia è già di per sé piuttosto bizzarra, ma dato che non c’è limite al peggio, Giovanni Battista Durante del sindacato della polizia penitenziaria ha fatto sapere che “l’allarme non era in funzione come in molte altre strutture”. Avete letto bene cari carcerati che passate di qui. Per cui, se avete intenzione di evadere, l’allarme non dovrebbe essere un problema.

Ma il peggio, come detto, è senza limite. Le guardie avevano inizialmente il sospetto che i due albanesi evasi si fossero “allontanati durante i colloqui”. Cioè, nel senso che uno prende ed esce insieme ai parenti e tanti saluti e grazie? Poi invece a qualcuno è venuto in mente di andare a dare un occhio (tipo fare un sopralluogo pareva forse superfluo) nella cella.

E voilà! Sbarre tagliate e lenzuola che penzolavano. Per cui con il metodo deduttivo che ci ha insegnato Sherlock Holmes qualche genio è arrivato a svelare l’arcano. E che sì, i due hanno segato le sbarre e sono scappati dalla finestra. Per fare le indagini è intervenuto, con una richiesta esplicita, il ministro della Giustizia, Paola Severino.

Recidivi e contenti

Comunque i due albanesi, per ora, sono in fuga. Toma, tra l’altro, era già evaso dal carcere di massima sicurezza di Terni nel 2009. Era stato latitante per due mesi e mezzo e alla fine era stato riacciuffato. Anche in quell’occasione si era calato dalla finestra annodando insieme le lenzuola.

Il sindacato di polizia ha fatto sapere che il problema è duplice: carceri sovraffollate e tagli alla polizia penitenziaria. Verrebbe quasi da pensare che, dato che ci sono poche guardie e troppi ladri, magari inserire l’allarme potrebbe aiutare. Ce l’avevano anche ad Alcatraz. E lo usavano.

4 pensieri su “Ladro ucciso: Valentin Frrokaj evaso dal carcere nel 2013”

  1. Lenzuola annodate….
    Per forza! Avevano i capelli rasati!
    Altrimenti sarebbe bastato intrecciare i capelli e calare dalla finestra le trecce!
    O no? ;O)

    Signur….

  2. Caro ALF841, come sei romantico!
    Ma le trecce non erano per far salire nella torre il principe azzurro di turno ed essere, finalmente, liberati dalla prigionia di un tiranno cattivo? 🙂

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