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TJ Lane: killer con la T shirt da killer e il dito medio alzato

L'arrivo in aula di TJ Lane.

L’arrivo in aula di TJ Lane.

TJ Lane a questa latitudine quasi sicuramente non lo conosce nessuno. Il 27 febbraio 2012 si presentò a scuola, la Chardon High School e sparò a un gruppo di studenti uccidendone tre. Altri due rimasero feriti. Aveva con sé una pistola calibro .22 e un coltello. Esplose dieci colpi.

Era un lunedì mattina (tanto per riprendere la canzone “I don’t like Mondays“, non mi piacciono i lunedì, ispirata proprio a Brenda Spencer che giustificò così una sparatoria a scuola) e la caffetteria era piuttosto affollata. Tra gli astanti c’era anche Sadie la sorella di TJ che uscì illesa dalla sparatoria.

TJ Lane il 19 marzo 2013 è stato condannato a tre sentenze a vita senza possibilità di libertà sulla parola e ad altri 37 anni anni di carcere per il duplice tentato omicidio. In aula è arrivato scortato dalla polizia e con il giubbetto antiproiettile. Una volta davanti a giudice, giuria e convenuti si è tolto la camicia.

Sotto indossava una T shirt bianca con la scritta “Killer”. Una cosa casalinga. Fatta da lui con un pennarello. Ha risposto alle domande del giudice ripetendo quello che aveva detto alla prima udienza ovvero che ancora adesso non ha idea del perché abbia sparato. Fatto sta la T shirt non è stato l’unico affronto alla corte.

TJ Lane mostra il dito medio alle famiglie delle vittime.

TJ Lane mostra il dito medio alle famiglie delle vittime.

Durante il discorso del procuratore TJ Lane ha mostrato il dito medio alle famiglie delle vittime e ha sorriso. Il procuratore ha fatto sapere che “è uno che non sta tanto bene”. Certo. Ovvio che non sta tanto bene. La madre di Daniel, ucciso da TJ, ha detto che è contenta della sentenza a vita (che in America è a vita per davvero).

E umanamente, senza giri di parole e senza ipocrisia ha aggiunto: “Spero che la sua morte sarà lenta e dolorosa”. E come darle torto? TJ che tutti volevano vedere comodamente seduto sulla sedia elettrica ha scampato la pena di morte perché ha commesso il fatto quando era ancora minorenne.

TJ è uno spree killer. Uno di quelli, in sostanza, che uccide in un solo posto e in un solo evento più vittime (almeno tre). In sostanza lo fa esclusivamente “per divertimento” in accordo con quanto dice il manuale dell’FBI (Crime Classification Manual). Questo tipo di killer spesso e volentieri si suicida o si fa uccidere sul posto. Non è stato il caso di TJ.

TJ Lane durante la lettura della sentenza.

TJ Lane durante la lettura della sentenza.

La voglia di uccidere

TJ Lane frequentava il settore “per ragazzi difficili” della Chardon High. Sembra che fosse considerato da tutti un tipo un po’ strano. Il procuratore ha indagato su eventuali moventi. Qualcuno, infatti, aveva avanzato l’ipotesi che TJ avesse subito del bullismo e si fosse quindi vendicato.

Teoria naufragata miseramente. TJ infatti non è stato vittima, secondo la scuola e gli investigatori, di alcun atto di bullismo. Semplicemente ha sparato a caso, giusto per il gusto di farlo. Il procuratore ha tra l’altro escluso problemi legati alla droga.

Un altro “evil child”, come è stato definito Andrew Conley che uccise suo fratello dicendo di sentirsi “come Dexter”, il serial killer televisivo, passerà la sua esistenza in prigione. La sorella di TJ si è detta speranzosa che il lato buono di suo fratello, a cui vuole bene, possa emergere e aiutare altra gente. Speriamo.

Categorie:crimini
  1. 20 marzo 2013 a 15:00 | #1

    E’ agghiacciante la frequenza con la quale, in America, la gente si alza la mattina e va a sparare alla folla.

    Che poi, sinceramente, a che servono 3 sentenze a vita più altri 37 anni? Sono utili sulla carta e per rilassare le famiglie delle vittime, ma non essendo gatti, credo che i colpevoli ne sconteranno a malapena una.

    Io, fossi stato la mamma di Daniel, avrei augurato a TJ una vita lunghissima, che almeno uno delle sentenze a vita se la goda per bene.

    • 20 marzo 2013 a 15:03 | #2

      MrChreddy, come sempre cogli nel segno. Anch’io mi sono chiesta a chi giovino tre sentenze a vita. Per tacere dei 37 anni aggiuntivi. Forse sono cose incomprensibili da questa parte del mondo.
      La mamma di Daniel che si è presa anche il dito medio avrebbe avuto tutta la mia sincera approvazione se avesse preso a testate TJ in aula. E non so cosa abbia auguro la mamma di Daniel a TJ, ma nel dubbio auguriamogliela noi una lunghissima vita in un carcere di massima sicurezza. Auguriamogliela, credo se la meriti, dopo tutto…

  2. zanzaratigre
    20 marzo 2013 a 17:31 | #4

    Ad un bastardo del genere andava comminata la pena di morte, ma non una volta, bensì tre!

  3. Luke
    5 luglio 2014 a 12:34 | #5

    Quanta ignoranza nei commenti! Tre sentenze a vita sono MOLTO PIU’ che una sola sentenza. LA questione è giuridica: se ci fosse una revisione del processo, o un processo di appello, per salvarsi dal carcere a vita dovrebbero essere messe in discussione TUTTE E TRE le sentenze di ergastolo. Tre condanne all’ergastolo rendono tra l’altro impossibile l’applicazione di qualunque attenuante. E infine uno sconto per di carcere per buona condotta su una o due sentenze non avrebbe effetto, perché c’è sempre la terza condanna per ergastolo a valere e a tenerlo dietro le sbarre.

    • 7 luglio 2014 a 9:49 | #6

      Caro Luke,

      fa sempre piacere avere qualcuno, come te, che arriva e dà degli ignoranti a tutti gli altri.

      Mi ha fatto un filo sorridere il tuo commento. Un po’ perché apri subito dicendo che la questione è “giuridica”.

      Ma davvero? Strano, non l’avevo notato.

      E un po’ (tanto) perché dopo aver dato degli ignoranti agli altri hai poi bellamente applicato il nostro codice penale al sistema giudiziario americano.

      Non vorrei mettermi a farti una lezione di sistemi giudiziari comparati, ma non ci vuole un genio della giurisprundenza per sapere che un solo ergastolo, uno solo, in America non prevede sconti di pena, attenuanti e revisioni. Soprattutto quando non è possibile che ci siano nuovi elementi che possano, in qualche modo, far riaprire il caso (per esempio il fatto che TJ Lane è reo confesso e ha agito davanti a testimoni e telecamere).

      Ma grazie per essere passato di qui e averci fatto sentire tutti un filo meno ignoranti di te. 🙂

      Cristina

  4. Denis
    9 settembre 2014 a 9:12 | #7

    Russia e America sono i 2 stati con il il più alto numero di serial killer,ma ho letto altri casi di minorenni assassini:Junko Furuta ,i 3 ragazzi ucraini,Mary Bell e uno in italia mi viene in mente Desirè,e uno recente dove un ragazzino bruciò la fidanzatina ancora viva.
    Almeno in America c’è la certezza della pena qui da noi un’omicida in alcuni casi dopo 10 anni esce.

    • 9 settembre 2014 a 9:27 | #8

      Buongiorno Denis,

      TJ Lane non è un serial killer.

      In America non è tutto rose e fiori.

      Un caro saluto,

      Cristina

  5. Gaia
    29 aprile 2015 a 23:09 | #9

    Il ragazzo in questione e’ sociopatico !
    Come si vede dalle immagini ( e dal video su youtube ) non prova rimorso e non prova sentimenti di alcun genere ! Mi spiace per la sorella ma non potrà MAI fare del bene a qualcuno.

  6. Sirio
    12 settembre 2015 a 23:33 | #10

    aggiungo un dettaglio che manca: in aula, quando gli è stato chiesto di fare un’ultima dichiarazione, prima di alzare il dito medio alle famiglie ha detto: “con questa mano che ha premuto il grilletto mi masturberò alla loro memoria”.

  7. Giuse
    5 dicembre 2015 a 2:00 | #11

    Al solito si è tutti giudici e psicologi, preferibilmente pseudo-lombrosiani… Il caro vecchio determinismo, ovvero nessuna speranza di riscatto… Chi l’ha detto che questo ragazzo (17 anni all’epoca del delitto) non farà mai del bene? Ha fatto una cosa disgustosa e pure di tutto per farsi odiare (si veda l’atteggiamento strafottente al processo), ma non è certo demonizzandolo stile tagliagola dell’ISIS che si è assolti… Intendo come società. Lui giustamente pagherà, ma intanto l’America continua a fomentare questa pratica, fra lobby delle armi (col caro vecchio Charlton Heston alias “Ben Hur” socio onorario), bigottismo e stato sociale con falle che fanno invidia alle buche delle strade di Roma.
    Oltretutto è ridicolo questo compromesso coi familiari della parte lesa: non possono far loro giustizia autorizzati dallo Stato (come in Iran e paesi simili) ma in compenso gli si consente di deporre e vomitare tutto il loro ancorché giustificato “disgusto e odio per te”, come tra gli altri detto dalla signora Parmertor. Okay che lo faccia senza ipocrisia, ma che glielo lascino fare “ufficialmente” e nella sala di un tribunale mi sembra una cosa agghiacciante e tutt’altro che educativa: è stato dopo questo, infatti, che il mostriciattolo ha ribattuto nel modo riportato da Sirio; concludendo con un “fottetevi tutti”.

    • 5 gennaio 2016 a 15:51 | #12

      Giuse,

      grazie per il tuo pensiero.

      Charlton Heston è morto nel 2008. Per dire…

      Cristina

      • Giuse
        6 gennaio 2016 a 22:03 | #13

        Grazie a te, Cristina. Hai ragione, ero fermo al documentario “Bowling for Columbine” di M. Moore che è del 2002. Visto il personaggio, credo non sia una grande gaffe. Probabilmente il suo stato di socio onorario continua anche “post mortem”: a ogni modo, della lobby delle armi, il nostro stimatissimo Ben Hur rimane testimonial col suo ricordo.
        Adesso Obama sta riprovando a risolvere il problema: speriamo bene.

  8. Nick usa
    8 febbraio 2016 a 3:57 | #14

    Cosa c’entrano le lobby delle armi? Cosa c’entra Obama e cosa vuole risolvere che da quando c’è lui l’economia americana sembra stata in mano ad un ubriaco.Se uno vuol uccidere con un’arma lo fa anche in altri paesi e c’è chi detiene armi da anni e non ha mai commesso reati; inutile trovare scuse, il tipo del filmato ha seri problemi.

  9. Salvo
    7 luglio 2017 a 20:13 | #15

    Sono l’unico a non accontentarsi del ‘solo per il gusto si farlo’? Non mi sembra una spiegazione né plausibile né sufficiente, cosa diamine è successo nella vita di questo ragazzo per renderlo quello che è diventato? Quanti TJ silenti ci sono in giro?

    • 7 luglio 2017 a 20:26 | #16

      Gentile Salvo,

      evidentemente non sarà l’unico a non accontentarsi del “solo per il gusto di farlo”. Non ho informazioni sulla vita di di TJ Lane. Mi baso sui fatti e per rispondere ai suoi quesiti dovrei fare ipotesi.

      Un caro saluto,

      Cristina

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