“Non ci sono più gli omicidi di una volta”

Fermo immagine da "The Loved Ones".
Fermo immagine da “The Loved Ones”.

Il titolo è tra virgolette perché è il commento di un amico di Facebook, Francesco Trotta, alla mia rimostranza sul fatto che, ultimamente, pare che la gente ammazzi solo per soldi, almeno a questa latitudine. Passione, odio, amore, gelosia, ideali sembrano aver ceduto il passo alla crisi. Anche nel crimine.

Dopo il pluripremiato (in permessi premio) Pietro Maso che sta guadagnando la libertà per aver ammazzato i genitori in modo da impossessarsi dell’eredità, è stata la volta di Alfonso D’Aponte che si è guadagnato 18 anni di carcere per aver ucciso, nel 1997, la sorella (allora 18enne), sempre per questioni di eredità.

Anche D’Aponte ha beneficiato di più di un permesso premio come accade a tutti i bravi carcerati. Durante l’ultimo permesso, stiamo parlando di marzo 2013, ha tentato di uccidere suo fratello. La cosa che fa strano è che D’Aponte di fratelli pare averne parecchi. Per arrivare all’eredità tonda tonda avrebbe dovuto fare una strage.

Forse l’idea non gli dispiaceva. Fatto sta che è tornato in galera con l’accusa di tentato omicidio. Probabilmente sentiremo di nuovo parlare di lui al prossimo permesso premio (elargito perché in carcere si comporta tanto bene) dato che, come detto, i fratelli non gli mancano.

Poi c’è la storia di Ivan Gallo “l’imprenditore fallito” come è stato battezzato dal Corriere della Sera (che gli ha già dato anche del “killer”) che è accusato dell’omicidio dell’orefice Giovanni Veronesi. Secondo le indagini Gallo ha rubato i gioielli ed è scappato a Marbella (Spagna) a rivenderli. Nemmeno a dirlo è stato fermato nel giro di un amen.

Virginia Helena Soares de Souza.
Virginia Helena Soares de Souza.

Dio e gli angeli della morte

Per trovare delitti che non siano frutto dell’avidità in questi giorni occorre spostarsi di latitudine. In Brasile, per esempio, è stata arrestata una dottoressa, medico anestesista, con l’accusa di aver provocato volontariamente la morte di alcuni pazienti. Pare che il movente di Virgina Helena Soares de Souza fosse liberare i letti.

La dottoressa ha negato di aver mai ucciso qualcuno. Ma sembra che i fatti le stiano dando torto: gli investigatori hanno trovato qualcosa come 300 casi di morte sospetta durante il suo operato. Con lei sono finiti in manette i membri della sua équipe.

Di solito medici e infermieri (ambosessi) che ammazzano, detti “angeli della morte”, lo fanno per delirio di onnipotenza oppure per pietà. Anche se la pietà di solito è figlia del sentirsi Dio in terra. Cosa, tra l’altro questa, che alcuni colleghi hanno notato nella dottoressa Soares de Souza: “Lo faceva perché si credeva Dio”.

Gary George.
Gary George.

Tra fiction e realtà

Se ci si sposta invece in Gran Bretagna si trova il caso di Gary George che, ispirandosi a un film horror australiano (The Loved Ones), ha ammazzato, dopo averlo seviziato e torturato, il suo migliore amico, il 54enne Andrew Nall.

Gary George è stato condannato a 30 anni. Gary George è un alcolista e un senza fissa dimora. Secondo i giudici ha agito per puro piacere e perché era ossessionato dalla stregoneria e dal film che aveva visto un’infinità di volte fino a fargli maturare l’idea di mettere in pratica ciò che aveva visto fare dagli attori.

Nota polemica e gratuita (l’avvertenza l’ho messa, in rosso, così potete scegliere di non leggere) 

E pensare che ci sono ancora colleghi criminologi che proseguono a dire che la tv non offre alcuno spunto, che il cinema è cinema e la fiction e fiction e che a nessuno, ma proprio a nessuno, verrebbe mai in mente di mettere insieme ciò che ha visto sullo schermo nella vita di tutti i giorni. Pare che tu, collega, ancora una volta, abbia torto. Pare.

Ma sono certa che ribadirai quando hai già fatto notare: “I casi sono talmente pochi e non portano denaro”. No. Non ne portano. Meglio intortarsi con indagini e perizie e controperizie che sai quando inizi e non sai quando finisci.

2 pensieri su ““Non ci sono più gli omicidi di una volta””

  1. Credo che cinema e tv siano buoni ispiratori per chi cerca un modus operandi strano e fantasioso. Ma credo che chi uccide lo farebbe comunque, anche se magari con meno originalità (copiata dagli sceneggiatori)

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