Rebecca Schaeffer: il suo omicidio e lo stalking

Rebecca Schaeffer.
Rebecca Schaeffer.

Rebecca Schaeffer faceva l’attrice. Era la protagonista di una sit com americana Mia sorella Sam. Ma nel frattempo aveva ottenuto un provino per Il Padrino – Parte III e nell’estate del 1989 si stava preparando per affrontarlo al meglio. Era praticamente sempre in casa, quando non era in studio, a provare la parte.

Per Rebecca Schaeffer lavorare con Francis Ford Coppola rappresentava la grande occasione. In effetti aveva già avuto una parte in Radio Days, ma sfortunatamente la sua performance era stata cancellata in sede di montaggio e post produzione.

Rebecca Schaeffer era popolare, non ancora famosa

Rebecca era piuttosto popolare. La mattina del 18 luglio come di consueto in quel periodo stava studiando per l’audizione. Quando il campanello della porta suonò andò ad aprire. Di fronte a lei c’era Robert John Bardo. Aveva in mano un autografo dell’attrice.

I due parlarono per qualche minuto. Rebecca era molto seccata dal fatto che lui si fosse presentato a casa sua e gli chiese, quindi, di andarsene e di non tornare un’altra volta. Chiuse la porta e, presumibilmente, tornò al copione del film.

Robert John Bardo non era un fan come tutti gli altri. Bardo, infatti, era ossessionato da Rebecca. Ma la sua storia di ossessioni inizia qualche anno prima. Quando Bardo si invaghisce di Samantha Smith, giovanissima attivista politica durante la guerra fredda. Le invia centinaia di messaggi.

Samantha scrisse una lettera all’allora presesidente russo Yuri Andropov che non solo le rispose ma la invitò per un incontro. Samantha divenne ben presto ambasciatrice di pace. La sua carriera, però, terminò tragicamente. Nel 1985, all’età di 12 anni, Samantha rimase uccisa in un incidente aereo.

La scena di sesso

A quel punto Bardo spostò la sua attenzione, o meglio la sua ossessione, su Rebecca. Le scrisse, in tre anni, centinaia di lettere. Ma la sua visione cambiò radicalmente quando Rebecca interpretò un ruolo che la vedeva a letto con un uomo. Da quel momento Bardo la considerò “l’ennesima puttana di Hollywood“.

E decise che Rebecca andava punita per essere diventata sporca come tutte le altre. Così cercò un modo per avvicinarla. Anni prima, nel 1982, l’attrice Theresa Saldana (conosciuta soprattutto per il suo ruolo di Rachel, la moglie de Il Commissario Scali) era stata accoltellata da un suo fan scozzese.

Theresa Saldana con Michael Chiklis in una foto di scena de "Il Commissario Scali".
Theresa Saldana con Michael Chiklis in una foto di scena de “Il Commissario Scali”.

Il caso di Theresa Saldana

Arthur Richard Jackson abitava infatti ad Aberdeen ed era ossessionato da Theresa. Ossessionato al punto di assumere un investigatore privato che facesse indagini per suo conto (si era spacciato per uno degli assistenti di Martin Scorsese) e gli desse l’indirizzo di casa dell’attrice.

E così fu. Jackson a quel punto prese un volo per gli Stati Uniti, riuscì a raggiungere Theresa, la fermò di fronte al condominio in cui viveva e l’accoltellò dieci volte. Theresa si salvò (anche grazie all’intervento di un fattorino che, in seguito al suo gesto, fu nominato vice sceriffo). Jackson è morto in ospedale psichiatrico nel 2004.

L’ispirazione

Bardo conosceva bene la storia di Theresa Saldana e del suo fan. E non fece altro che replicarla. Contattò un investigatore privato e ottenne in poco tempo l’indirizzo di casa di Rebecca. Nel frattempo, aiutato da suo fratello, dato che lui all’epoca aveva solo 19 anni, era riuscito a procurarsi un’arma, una Ruger .357.

Quella mattina il suo intento era l’omicidio. Quando Rebecca gli disse di non farsi più vedere Robert andò a fare colazione in un locale poco distante e, dopo un’ora, suonò nuovamente al campanello di Rebecca. Anche questa volta Rebecca aprì la porta. Non fece in tempo a fare altro. Bardo le sparò.

I vicini di casa chiamarono i soccorsi. Rebecca fu portata in ospedale, ma morì mezz’ora dopo. Aveva 21 anni. Bardo, nel frattempo, si era allontanato in auto deciso a tornare a casa sua, a Tucson, in Arizona. Fu arrestato quasi subito e confessò immediatamente l’omicidio.

Robert John Bardo durante un'udienza.
Robert John Bardo durante un’udienza.

La prima legge sullo stalking

Secondo lui Rebecca, quando gli aveva aperto, l’aveva “guardato con freddezza“. Probabilmente se lo avesse guardato in qualsiasi altro modo Bardo l’avrebbe comunque uccisa. Al processo, infatti, disse che “era diventata una puttana, andava punita”.

Robert John Bardo sta ancora scontando la condanna a vita nel carcere di Ironwood, in California. Il caso di Rebecca Schaeffer ha fatto sì che in tutti gli Stati Uniti venisse approntata una legislazione sullo stalking e sui comportamenti ossessivi.

3 pensieri su “Rebecca Schaeffer: il suo omicidio e lo stalking”

  1. Mi dispiace molto per Rebecca,mi ricorda il caso di un’altra attrice giovane uccisa però dall’ex fidandazato Robin Dunne.Il commisario Scali ne ho visto anni fa qualche spezzone,Chiklis poi farà il bellissimo serial Shield ispirato al caso Rampart.

  2. Ho visto ultimamente la ricostruzione del caso fatta in “Most Evil”, serie narrata dal dottor Michael Stone; purtroppo il mondo del cinema è costellato da episodi simili. Jhon Hinkley Jr. era così ossessionato da Jodie Foster da tentare di uccidere il presidente Regan. Purtroppo siamo lontani da una soluzione univoca, ma credo sarebbe fondamentale cercare una regolamentazione simile in ogni paese, per tentare di scoraggiare crimini come questi. Senza poi dimenticare che spesso questi sono veri e propri squilibrati, quindi ci sarebbe un ulteriore discorso, molto più complesso…..

  3. Ciao AleCapofficina,

    in realtà questi sono del tutto squilibrati e tentare di pensare a una strategia o a una legge quando si ha a che fare con mine vaganti non è plausibile. Impossibile tentare di prevenirli: come detto sono squilibrati e non si sa se, come e quando attaccheranno.

    Chi fa tv, anche piccole esperienze, sa che esistono persone “strane” disposte a tutto per apparire o per brillare di luce riflessa.

    I casi, anche se sono eclatanti, sono talmente pochi (per fortuna) che rischiano di non fare statistica…

    Grazie per il pensiero,

    a presto.

    Cristina

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