Muggiano, rom, furti seriali e sicurezza

La cancellata divelta nell'area di servizio di Muggiano.
La cancellata divelta nell’area di servizio di Muggiano.

Probabilmente dovrei scrivere del 15enne che ha ucciso la sua coetanea accoltellandola e dandole fuoco, prima o poi lo farò. Forse. Oggi però c’è una storia di furti seriali.

Muggiano è un quartiere alle porte di Milano. In Tangenziale Ovest ci sono anche, in entrambe le direzioni, le aree di servizio omonime con benzinaio, mini market e zona dedicata ai tir e al riposo dei camionisti.

L’accampamento dei rom si trova a poche centinaia di metri dall’area di servizio in direzione di Milano. Se si transita in tangenizale, rallentando (stando attenti a non creare disagi e problemi agli altri automobilisti), lo si vede sulla destra.

Il degrado, anche se si osserva per pochi secondi, è evidente. Ci sono auto distrutte e abbandonate in quello che, al colpo d’occhio, pare un acquitrino. Viene da pensare, in primis, alle condizioni igienico sanitarie del campo e dei suoi abitanti. Precarie, nella migliore delle ipotesi.

Se ci si ferma per qualche decina di minuti nell’area di servizio si può notare il transito dei rom che arrivano dal loro campo e, passando a ridosso del guard rail, fanno rifornimento di acqua e benzina. Spesso restano nel mini market e chiedono l’elemosina ai viandanti.

Tutto questo, in sé, non rappresenta niente di pericoloso: miseria umana, certo, condizioni disperate, sicuramente, stile di vita (per chi l’ha scelto), forse. Ogni tanto nel mini market ci sono dei furti. Ma succede in ogni supermercato, negozio, esercizio commerciale: il furto è fisiologico.

Certo. I furti nel mini market sono seriali: ovvero succedono con una certa scientifica puntualità. Ed è normale: le scorte finiscono, occorre rifornirsi.

Diverso, invece, il caso dei furti (quasi ogni notte, seriali anche quelli, quindi) sui tir. I camionisti di passaggio, infatti, si fermano per le ore di riposo. I rom arrivano sempre dal campo, ma dato che la merce da trafugare è parecchia di solito divelgono le inferriate che delimitano l’area di sosta.

Uno dei teloni dei tir tagliati dai rom nell'area di Muggiano.
Uno dei teloni dei tir tagliati dai rom nell’area di Muggiano.

A quel punto tagliano i teloni dei camion per rubare la merce e portarla al di là della recinzione e da lì fino al loro campo.

Se si ha la voglia e il tempo di fermarsi di notte, più di una notte, il via vai di rom, automobilisti, camionisti e polizia stradale è continuo. La polizia stradale, infatti, interviene su questi furti seriali costantemente. Gli agenti arrivano, accertano il furto, se i rom sono ancora nei dintorni si procede all’identificazione ed eventualmente all’arresto.

L’auto della stradale resta ferma parecchio tempo. Quasi ogni notte. Sempre per lo stesso problema. Fa strano che il campo nomadi sia ancora lì. A marzo di quest’anno una donna che ha detto di vivere nel campo ha riferito di essere stata violentata. Ma, probabilmente, era una vittima poco credibile e di lei non si è saputo più niente.

La sicurezza nell’area di servizio teoricamente dovrebbe essere garantita da una selva di telecamere: cinque oltre a un “occhio magico” (una telecamera che “vede” a 360°). Tante da scoraggiare chiunque anche solo a pensare di poter rubare qualcosa.

In realtà, però, le telecamere sono tutte piazzate sopra i distributori di benzina. Nell’area in cui si fermano i camionisti probabilmente la videosorveglianza o è molto ben occultata oppure è inesistente. Fosse ben nascosta, però, ci sarebbero filmati a disposizione per (provare a) prendere i ladri.

Una teoria criminologica racconta delle “sacche” di criminalità. In sostanza in tutte le grandi aree metropolitane, come Milano, per esempio, le autorità competenti (chi decide, insomma) opta per lasciare alcune zone in mano a ladri e delinquenti magari non troppo pericolosi.

Questo per evitare che ladri e delinquenti si disperdano creando ulteriori problemi. Quindi: se so chi sono e cosa fanno posso tenerli sotto controllo (senza fermarli). Se invece decidessi fermarli probabilmente ne fermerei alcuni. Gli altri continuerebbero a delinquere chissà dove.

I rom in effetti non sono poi tanto pericolosi. I loro furti sono seriali, ma raramente qualcuno resta ferito. E ancora più raramente ucciso. Anche se, qualche anno fa, nello stesso posto un 78enne rom uccise a fucilate i suoi nipoti. Inoltre, nell’area di sosta di Muggiano, si fermano turisti, gente in transito e camionisti.

L’ideale per la teoria delle sacche di criminalità. In sostanza anche se i furti ci sono ogni notte il problema è circoscritto: le vittime, infatti, sono qui solo di passaggio. Difficilmente la stessa persona verrà derubata una seconda volta. Non solo. La cittadinanza, gli autoctoni, gli abitanti possono dormire sonni tranquilli.

Fino a che, infatti, i rom continueranno a rubare ai viandanti, avranno di che sopravvivere. La teoria criminologica sulla carta funziona parecchio bene (come tutte le teorie sulla carta). Nella realtà un po’ meno. Le auto della stradale e soprattutto gli agenti che ci lavorano sopra non sono risorse infinite.

Se ogni notte un’auto deve fermarsi per i furti seriali noti avremo un’auto in meno in caso di incidente. O di altri furti. O di altre emergenze. Le auto della polizia stradale sulle tangenziali di Milano sono quattro. Di giorno. Di notte sono tre. In Tangenziale Ovest le  auto sono due, a volte una sola. Su ogni auto ci sono due agenti.

Ma si sa. Nelle grandi aeree metropolitane le autorità di solito scelgono di tenere il centro pulito e sicuro e, mano a mano che si va verso le periferie, sicurezza, arredi urbani e pulizia vengono considerati sempre meno. Fino ad arrivare alle tangeziali che, in molti casi, come in quello di Muggiano, sembrano zone di frontiera in cui in pochi si avventurano.

E, tra l’altro, doveste decidere di passare per l’area di servizio di Muggiano (direzione Milano) per controllare quando ho scritto, attenzione: chiudete l’auto. Se la lasciate lì tutta la notte, ogni tanto passate a dare un’occhiata. E se avete voglia di avventuravi nel retro dell’area di sosta magari non fatelo da soli.

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