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Archivio per luglio 2013

Piccoli violenti crescono: poche parole sulla maleducazione

30 luglio 2013 4 commenti
Navar.

Navar.

Stamattina, come tutte le mattine, Navar, il gatto, era in cortile steso al sole come uno straccio. Il bagno di sole procedeva bene tanto che, ovviamente, il felino si è addormentato nel giro di tre minuti. A svegliarlo sono state le consuete urla della vicina di casa e dei suoi due figlioli.

Le urla dei bimbi sono divertenti nella maggior parte dei casi. Sono urla semplici: l’urlo di è felice di stare al mondo. E fanno bene all’anima.

E un po’ meno bene fanno le urla di chi è abituato a tenere il volume della voce alto solo per occupare il silenzio. La mia vicina di casa è una donna tutta nervi e teorie. In pratica è una che sembra arrabbiata con Dio, con se stessa e con il mondo, ma soprattutto con i suoi due figli, per averle impedito di continuare a fare quello che faceva prima.

Perché il cielo è blu

Motivo per cui enuncia con fervore da invasata e decibel da rockstar che “mamma adesso vi porta di sopra e vi prepara il pranzo”, “ora dovete aspettare mamma che lega la bici”, “tesoro, non dare i calci alla mamma”, “forza campione!”, “amore, non devi picchiare tua sorella”, “mamma vi ha detto di non litigare”.

Premesso che mi è sempre sfuggito il motivo per cui alcune madri parlino prevalentemente in terza persona, la mia vicina è il tipo di madre “pedagogica”. Quel tipo di madre che ha la necessità, il bisogno fisico, di insegnare. A tutti i costi. Il cancello si chiude? Mamma ti spiega perché. Il cielo è blu? Mamma ti spiega perché. Prosegui la lettura…

Scene del crimine, prove compromesse e drammi

La pistola e un improvvisato investigatore.

La pistola e un improvvisato investigatore.

Domenica 28 luglio Marco Loiano o Loiola (il cognome ancora non si è capito) ha impugnato una pistola e ha sparato a un amico della sua ex moglie, Salvatore, ferendolo gravemente. Poi ha raggiunto il locale dove lavorava Cristina Biagi, la sua ex, e ha sparato anche a lei, uccidendola. Qualcuno gli ha urlato che era un assassino e lui, pare, a quel punto si è sparato.

Il fatto è successo a Marina di Massa in un momento, verso l’ora di pranzo, in cui il locale dove Cristina lavorava era affollato. Non fosse altro che si tratta di un posto di villeggiatura e la gente, soprattutto in piena estate, certo non manca.

Fatto sta che le foto sono piuttosto inquietanti. Non tanto perché ci sono i classici teli bianchi impregnati di sangue a coprire pietosamente le vittime, ma perché pare incredbile che una scena del crimine possa venire al tal punto compromessa. Manca solo il domatore di leoni e ci poi sono tutti: curiosi, astanti, testimoni, giornalisti, soccorritori e, sì, forze dell’ordine. Prosegui la lettura…

A te che hai cercato “come comportarsi con il nonno pedofilo”

Se il nonno è pedofilo chiama il 114: loro sanno come aiutarti.

Se il nonno è pedofilo chiama il 114: loro sanno come aiutarti.

Ci sono volte in cui proprio non si riesce a dormirci sopra. Chi approda su questo blog di solito cerca notizie sui serial killer. C’è anche chi cerca un aiuto perché vittima di mobbing, stalking. O perché il mobbing e lo stalking lo fa. Ma è la prima volta che trovo tra le frasi cercate “come comportarsi con il nonno pedofilo”.

Sei abbastanza grande da sapere che il nonno è pedofilo. E anche abbastanza grande per fare una ricerca di questo tipo su internet. La tua domanda non ha una risposta tipo una ricetta o un incantesimo alla Harry Potter. Innanzitutto stai lontano dal nonno pedofilo: trova una scusa e stagli alla larga.

Cerca di fare in modo di non trovarti da solo o da sola con lui. Ma sicuramente ci hai già pensato. Se ti dice che devi tenere dei segreti o dice che nessuno ti crederà non gli credere. Non so se tu l’abbia già detto ai tuoi genitori, ma immagino di no. O forse hai provato a dirglielo ma loro non ti hanno creduto. O hanno minimizzato.

Se si sono comportati così non significa che non ti credono o che non ti vogliono bene. Sicuramente te ne vogliono. Ma gli adulti sono portati a pensare che i ragazzini esagerano. Che magari l’hanno visto in tv. Oppure c’è una cosa che si chiama “negazione”: semplicemente non ci vogliono credere perché se fosse vero sarebbe un dolore così grande che potrebbero restare schiacciati.

Per cui. Se glielo hai detto e non ti hanno creduto, tu prova ancora. Se invece credi che i tuoi genitori non siano le persone giuste con cui confidarti puoi sempre scegliere uno dei tuoi insegnanti e parlarci. Non so che tipo tu sia, ma è importante, come hai fatto questa ricerca che ti ha portato qui, che racconti a un adulto di cui ti fidi quello che ti capita.

Volendo, se non ci sono adulti di cui ti fidi, puoi rivolgerti direttamente alla polizia o ai carabinieri. Ci puoi andare direttamente. Puoi anche fermarne uno per strada e raccontargli tutto quanto. Oppure puoi chiamarli. La telefonata come saprai è gratuita. I numeri sono il 112 e il 113.

Se non ti piace l’idea di rivolgerti alla polizia o ai carabinieri, puoi chiamare il Telefono Azzurro facendo il 114. Il numero è gratuito e puoi chiamarlo sia dal telefonino che da un telefono fisso. 24 ore su 24, ogni giorno dell’anno. C’è sempre qualcuno che risponde. Sono molto bravi e risolvono situazioni che, vivendole, sembrano irrisolvibili.

Queste sono le poche cose che posso dirti. Ti ho pensato da oggi pomeriggio fino a quest’ora di notte. E spero che tu domani decida di rifare la ricerca in modo da capitare ancora qui. Non è un granché quello che ti ho detto. In alto a destra c’è il mio indirizzo email (cbrondoni@gmail.com). Puoi scrivermi.

Categorie:crimini

Predatori sessuali e ingenuità da social network

Una schermata, allarmante, di Facebook.

Una schermata, allarmante, di Facebook.

In Italia sono tutti stati felici quando è stata approvata la legge sulla privacy. Come se la legge sulla privacy fosse una siepe a nasconderci dagli sguardi dei vicini, o un ombrello a proteggerci dalla merda che, periodicamente, rischia di cascarci addosso, o uno scudo, come quello fiscale.

Ci sono quelli che si arrabbiano a morte se qualcuno li chiama a casa e partono con il terzo grado all’intervistatore telefonico (che di base, poveretto, non è colpevole di nulla, se non di aver accettato un lavoro da schiavo): “Come ha avuto il mio numero? Chi glielo ha dato? Come si permette di invadere la mia privacy?” e tutta una serie di altre amenità.

Comunque. Su Facebook poi, si pubblica di tutto. Nel mio caso ho qualcosa tipo 900 amici. Essendo, oltre che narcisista, anche un filino anti sociale, non li conosco tutti personalmente. Alcuni sì, certo, la maggior parte no. Ma sono contenta, di leggere di loro, di vedere le foto delle loro vacanze e di ascoltare pareri su un sacco di cose .

Senza pensarci

Ho imparato molto, tra l’altro. E l’argomento del momento, la nascita del Royal Baby, mi diverte parecchio: un raggio di luce e di allegria in mezzo a un tripudio di morti ammazzati. Resto invece sempre molto colpita dall’ingenuità che è sintomo, quasi sempre, di bontà d’animo, di alcuni.

Una mamma meravigliosa che conosco da quando eravamo piccole, ma piccole piccole, oggi ha pubblicato la foto scattata con il cellulare al cartello che i suoi due splendidi bimbi hanno appeso probabilmente sul cancello della loro villetta. Il cartello ci dice che loro due, i fratellini, sono pronti a dare lezioni di tiro con l’arco a chiunque ne avesse bisogno. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Cleveland, corpi morti e serial killer

La polizia nel giardino della casa di Michael Madison dove sono stati ritrovati i cadaveri.

La polizia nel giardino della casa di Michael Madison dove sono stati ritrovati i cadaveri.

Una delle ricerche più frequenti che portano a questo blog è “perché i serial killer sono americani”. In effetti, se siete arrivati qui cercando con questa frase, una risposta, una sola, non c’è. Alcuni sostentono che si tratti di Dna. Cioè è nel Dna degli americani essere più serial killer degli altri. L’affermazione, però, non è provata.

Il fatto che in America alle notizie venga dato ampio spazio, anche (e soprattutto) a quelle di cronaca nera offre una panoramica ampia e pressoché completa di ciò che succede nei vari Stati americani. Non c’è un gran mistero attorno a ciò che l’Fbi sta fecendo o su chi sta cercando: sul loro sito (Fbi.org) c’è scritto tutto. Con tanto di foto.

Un po’ diverso in fatto di notizie, per esempio, il caso della Cina, del Giappone, della Mongolia, della Russia (e relativi stati ex Urss, tipo il Kazakistan, il Tagiskistan e via per tutti gli altri “stan”), della Corea del Nord (soprattutto, ma anche quella del Sud). Tutti questi Paesi (e molti altri, anche europei) non amano parlare dei fattacci di casa.

Del lavare i panni sporchi in famiglia

Preferiscono tacere. O, nel caso europeo, parlare dei fattacci degli altri mentre continuano a lavari i panni sporchi in famiglia. Per cui il primo problema riguarda proprio le notizie. In Cina, pare, che qualcuno nelle più remote pianure pratichi ancora il cannibalismo (soprattutto con i corpi dei bambini che, come si sa, non godono di particolari diritti a quella latitudine). Prosegui la lettura…

Categorie:serial killer

The Bridge: un’americana bionda e strana tra i messicani brutti e sudati

I protagonisti di The Bridge.

I protagonisti di The Bridge.

L’episodio pilota di The Bridge, serie tv di FX, è andato in onda in Italia il 18 luglio su FoxCrime. Il battage pubblicitario è stato martellante e, a dirla tutta, anche un po’ invadente. Il pomeriggio del 18, per esempio, non si poteva vedere nulla su FoxCrime senza che spuntasse ogni tre minuti il promo.

E che promo: il disegno del filo spinato che oscurava mezzo schermo (e se mi si oscura lo schermo mentre guardo Vincent D’Onofrio in Criminal Intent può essere che me la prenda parecchio). Comunque, il pilot è andato in onda.

La storia è questa: al confine tra Messico e Stati Uniti all’altezza di El Paso (Texas) e Ciudad Juarez (Chihuahua) viene trovato quello che sembra il corpo di una donna. In realtà le donne morte sono due e il corpo è composto per la metà superiore dei resti di una giudice americana e per la metà inferiore di gambe scure, ergo appartenenti a una messicana.

Ovviamente a stabilire la nazionalità partendo dal colore della pelle sono i due detective intervenuti sul border: l’americana bionda Sonya Cross (Diane Kruger) e il messicano baffuto Marco Ruiz (Demian Bichir). Una deduzione che fa impallidire. Addetti ai lavori e non. Prosegui la lettura…

Categorie:serie tv crime

The most notorious crimes in American history – Life

15 luglio 2013 6 commenti

the most notorious crimes in american historyNon è un libro. E’ uno dei volumi che ogni tanto Life pubblica. Questo in particolare è uscito il 20 agosto 2010. Periodicamente Life però pubblica nuovi volumi, per cui forse, si può attendere l’evento oppure si può provare su Amazon (che ha copie anche usate) o su eBay.

In questo volume gli autori hanno deciso di dividere i crimini in quattro sezioni in base al movente: politici, passione, profitto e senza movente. Tra gli omicidi politici ci sono gli assassini di Lincoln e quello di John Fitzgerald Kennedy, tra i passionali c’è il caso di O.J. Simpson, mentre nella sezione dedicata ai soldi c’è l’affaire Martha Stewart.

Nei crimini (apparentemente) senza movente ci sono parecchi nomi: Ted Bundy, Jimmy Hoffa, John Lennon. Serial killer, sindacalisti e cantanti che tra loro non c’entrano niente, ma le cui sparizioni, morti o gesta sono entrate a far parte dell’interesse di chi si interessa di crimini e dintorni.

Il volume è scritto in inglese ed è corredato da belle fotografie sia in bianco e nero che a colori. Ogni crimine è trattato in modo poco approfondito (diversamente ne sarebbe uscita un’enciclopedia) ma è ottimo per chi vuole accostarsi all’argomento o per chi già ne sa e vuole usarlo come fosse un taccuino.

Life Books – 160 pagine – $ 11,99

Categorie:libri e cose

Ricordati di negare sempre

10 luglio 2013 2 commenti
L'incidente alla centrale nucleare di Fukushima a seguito del terremoto l'11 marzo 2011.

L’incidente alla centrale nucleare di Fukushima a seguito del terremoto l’11 marzo 2011.

L’ex capo della centrale nucleare di Fukushima, Masao Yoshida, è morto di cancro all’esofago il 9 luglio 2013. Da molti è stato ritenuto l’eroe che, in mezzo al disastro nucleare del marzo 2011, seguito al terremoto, ha disobbedito agli ordini e ha deciso di usare l’acqua di mare per raffreddare i reattori.

Si è dimesso dal lavoro a dicembre di quell’anno a causa della malattia ma è riuscito a mettere la centrale nucleare in sicurezza. Poi ha iniziato a curarsi, ma il cancro ha avuto la meglio. La notizia, già di per sé, è abbastanza triste. E tutti, nessuno escluso, hanno probabilmente pensato una roba tipo: “Beh, a respirare radiazioni si rischia di morire, in effetti”.

Insomma, diciamo che la notizia, pur tragica, non giunge inaspettata. Purtroppo. Quello che invece stona, come una mosca su una torta alla panna, è la reazione della diregenza della Tokyo Electric Power Company (Tepco per gli amici) ovvero dell’azienda proprietaria della centrale nucleare, che ha escluso che la malattia di Masao Yoshida sia in qualche modo riconducibile all’esposizione alle radiazioni. Prosegui la lettura…

Il seggio vacante – J.K. Rowling

J.K. Rowling il seggio vacanteLa storia è una storia a prima vista semplice: un piccolo paese inglese non distante da Londra in cui si è liberato un posto nel ristretto consiglio cittadino. Quella vacanza fa sì che si scateni una composta ma accesa lotta per aggiudicarsi il seggio tra sotterfugi, non detti e segreti più o meno importanti.

Un libro che, nonostante la mole, si legge in un soffio. La “mamma” di Harry Potter offre un ritratto poco lusinghiero, a tratti dissacrante, divertente e tragico allo stesso tempo della piccola borghesia britannica di provincia. La signora attempata e compunta che attende, da tutta una vita, di potersi inchinare a sua maestà la regina d’Inghilterra.

I sedicenni che sembrano più saggi o quanto meno più coraggiosi dei loro avvizziti genitori tutti presi dalle loro ansie, dalle loro paure, dalle loro paranoie. Anche se non hanno affatto bacchette magiche e frasi da incantesimo per cambiare la grigia realtà che li circonda e fuggire in mondi meno opprimenti.

J.K. Rowling ha dichiarato che il romanzo difficilmente verrà capito da chi non ha vissuto quella realtà. In effetti, sarà perché è sufficiente aver viaggiato e aver notato i souvenir del Giubileo di sua Maestà alle finestre un po’ sporche in certi villaggi con più fioriere che abitanti, sarà perché l’autrice è molto brava, fatto sta che il romanzo si capisce. Fin troppo bene. BBC ha annunciato che ne farà una serie tv.

Non si parla di crimine in senso stretto. Ma J.K. Rowling offre un quadro piuttosto preciso dell’omissione. Che molto spesso è tanto peggio dell’azione.

Salani Editore – 553 pagine – € 18,70 – ebook € 5,99

Categorie:libri e cose

Vicini da morire

Homer Simpson in un momento di rabbia nei confronti del vicino perfetto Ned Flanders.

Homer Simpson in un momento di rabbia nei confronti del vicino perfetto Ned Flanders.

In genere è con l’estate che i casi di liti tra vicini di casa aumentano: il caldo fa sì che le finestre restino aperte più a lungo (sempre, a volte), che si stia più tempo in giardino (per chi ce l’ha) e che magari si facciano feste o si invitino amici. La maggior parte delle volte ci si trova piuttosto bene e non ci sono grandi problemi. Poi ci sono le eccezioni.

Domenica 7 luglio, per esempio, in provincia di Mantova a San Michele in Bosco un uomo di 38 anni, padre di quattro figli, Antonio Luongo, è stato accoltellato dal vicino di casa 30enne, Andrea Canteri, che gli aveva tagliato le gomme dell’auto. Del fatto Luongo è stato avvisato dalla moglie e ha affrontato Canteri che, con lo stesso coltello, lo ha colpito alla gola.

Pare che tra i due le liti fossero continue: Canteri, sposato e con un fratello disabile a carico, imputava a Luongo, disoccupato, un gran fracasso e molto disordine provocati dalla sua numerosa famiglia. Era anche piuttosto indispettito dal giardino tenuto male. Così domenica ha deciso di vendicarsi tagliandogli le gomme dell’auto. Ma quando Luongo si è palesato l’ha ucciso.

Sbatto il portone e poi ti sparo

Dopo il gesto Canteri è rientrato in casa e si è seduto al tavolo della cucina dove è stato trovato dai carabinieri che l’hanno arrestato: l’accusa è omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi. A Cassino, nella notte tra il 7 e l’8 luglio un 35enne ha sparato, tre volte con una 7.65, al piede del suo vicino di casa. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini
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