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Archivio per agosto 2013

Jack lo Squartatore, un caso ancora aperto

30 agosto 2013 6 commenti
La piantina di Whitechapel del 1888 con, in verde, i luoghi degli omicidi di Jack The Ripper.

La piantina di Whitechapel del 1888 con, in verde, i luoghi degli omicidi di Jack The Ripper.

Il 31 agosto 1888, verso le 3.45 del mattino, inizia la storia di Jack lo Squartatore che, per 125 anni, ha impegnato detective, criminologi, psicologi, psichiatri, e giornalisti nel tentativo di dargli un nome e un volto. Ha impegnato anche registi, attori, scrittori, fumettisti e artisti con il risultato di essere, dopo Adolf Hitler, il più rappresentato omicida di tutti i tempi (con la differenza che Hitler ha ammazzato sei milioni di persone, mentre a Jack pare ne siano bastate cinque per entrare nella leggenda).

E dato che scrivere di Jack lo Squartatore è un bell’impegno ho chiesto a MrChreddy di Nerds’ Revenge di darmi una mano. E lui mi ha risposto che sì, si poteva fare. Così la parte inerente l’aspetto televisivo, cinematografico, fumettistico e artistico, insomma quella più interessante, la trovate qui: Jack lo Squartatore, dalla realtà al mito.
Mentre di seguito trovate la storia di Jack. Anzi, dovrei dire la lunga storia di Jack.

Che inizia appunto quel 31 agosto alle 3.45 del mattino quando a Buck’s Row, nel malfamato quartiere di Whitechapel, viene ritrovato il cadavere di Mary Ann Nichols, Polly per gli amici. Il suo corpo è stato devastato da una serie di coltellate: gli intestini sono fuorisciti e due ferite gola l’hanno lasciata quasi decapitata.

Prima e seconda vittima: lo schema

Non solo. Il killer si è accanito sul basso ventre e sugli organi genitali dove ha infierito con una serie di coltellate inferte di punta.

Polly di mestiere fa la prostituta e benché il suo omicidio sia stato particolarmente efferato i detective di Scotland Yard non sono particolarmente sorpresi: mesi prima erano state uccise altre due prostitute nell’East End. Le violenze erano all’ordine del giorno. La zona, fino a non troppi anni fa, era conosciuta per i quartieri poveri e l’alto tasso di criminalità. Prosegui la lettura…

Categorie:serial killer

La curia di Bologna e l’uso improprio della parola “pornografia”

Un cadavere plastinato alle prese con gli scacchi.

Un cadavere plastinato alle prese con gli scacchi.

La curia di Bologna ha fatto sapere, con un articolo dal titolo “La pornografia di quelle persone scarnificate” sul locale inserto di Avvenire, che non è affatto d’accordo con l’apertura, a novembre, della mostra Body Worlds di Gunther von Hagens. La mostra, in effetti, è tra quelle che restano impresse nella memoria.

Von Hagens è un anatomopatologo tedesco che ha inventato la plastinazione: un processo per cui si mantengono intatti i cadaveri sostituendo i fluidi con dei polimeri di silicone. Aggirarsi tra i corpi plastinati e messi in posa può essere un’esperienza forte, anche se a Boston, nel 2006, c’erano bambini che scorazzavano felici tra i corpi plastinati.

La mostra, tempo fa, è arrivata in Italia. E non senza polemiche. Come ci si aspetta per qualsiasi novità. Si tratta del gioco delle parti. Il Vaticano non può certo approvare l’uso di corpi morti a scopo artistico, anche se teoricamente l’anima è andata altrove, per cui perché affannarsi tanto? Essere sepolti e mangiati dai vermi non è poi un’alternativa così allettante.

Vade retro, Satana!

La Chiesa dice la sua. Ma è piuttosto curioso l’uso della parola “pornografia”, il cardinale Carlo Caffarra, tra le altre cose dice: “È una violenza contro il pudore, una vera e propria pornografia. Si usa la morte per fare spettacolo, così come abbiamo molti dubbi che abbia un carattere scientifico”. Prosegui la lettura…

Mobbing: quando lavorare fa male – Milano 4 ottobre

mobbing_07Un incontro alla spazio Sugus di via Dal Verme 4 a Milano dalle 16.30 alle 19 del 4 ottobre 2013.

Si parla di mobbing e si parla di come riconoscerlo ed evitarlo.

Il programma:
Cos’è il mobbing: dal mondo animale in poi
I luoghi e i modi del mobbing
Violenza, intimidazione, ostracismo
La vittima di mobbing: profilo, comportamenti e contesti
Bossing, mobbing tra pari e mobbing dal basso
Gli “attori”: autori e side mobber
La seconda vittimizzazione: la vittima e l’ambiente domestico
Segni e sintomi della vittima di mobbing
Dati e statistiche del mobbing in Italia e in Europa

Docente: Cristina Brondoni

Per iscrizioni e informazioni si può cliccare qui

Categorie:corsi

I ragazzi del massacro – Giorgio Scerbanenco

19 agosto 2013 2 commenti

scerbanenco ragazzi del massacroSi tratta del terzo e penultimo romanzo che ha per protagonista il poliziotto ed ex medico Duca Lamberti. Non fosse che si nota la mancanza di telefonini e internet, pur essendo stato scritto nel 1968, il romanzo è decisamente attuale.

La storia inizia con il ritrovamento del cadavere straziato della maestra Matilde Crescenzaghi, giovane insegnante in una scuola serale di Milano. La mestra viene ritrovata nuda nell’aula in cui insegnava ai ragazzi difficili.

Duca Lamberti inizia a interrogare i ragazzi e, nel frattempo, a esaminare le prove. E’ convinto che in quell’aula sia successo molto più di quello che le prove gli dicono. Così l’indagine prende un ritmo serrato.

Il romanzo appassiona. E Duca Lamberti, visto con gli occhi di chi nel 1968 nemmeno c’era, ricorda un po’ il Jack Bauer di 24, ma senza pistola. Duca è uno che non va per il sottile, che quando interroga un testimone, poco importa che sia un minorenne, gli fa pressioni psicologiche notevoli.

In più è uno, Duca Lamberti, che dice le cose come stanno, che crede poco al fatto che la gente possa cambiare, che i cattivi possano redimersi. Anche se è capace di umanità. Nel 1968, forse, non c’era il politicamente corretto e Duca dice cose che a tratti fanno sobbalzare: questione di abitudine, forse.

Le analisi criminologiche (non solo degli undici ragazzi del massacro) sono imperdibili. E imperdibile, per chi vive la città, il ritratto di una Milano molto diversa da quella odierna.

Garzanti Editore – 230 pagine – € 9,50 – ebook € 6,99

Categorie:libri e cose

Femminicidio: qualche dato in barba alla moda del momento

Marcello Mastroianni (Ferdinando Cefalù) e Daniela Rocca (Rosalia Cefalù) nel film di Pietro Germi del 1961 Divorzio all'Italiana.

Marcello Mastroianni (Ferdinando Cefalù) e Daniela Rocca (Rosalia Cefalù) nel film di Pietro Germi del 1961 Divorzio all’Italiana.

Il governo ha approvato l’8 agosto il decreto legge in 12 articoli per dare alle donne vittime più sicurezza e agli uomini violenti pene più severe. Il decreto prevede, tra le altre cose, che il marito violento venga “buttato fuori di casa”. Il virgolettato è d’obbligo dato che la frase è del presidente del consiglio, Enrico Letta.

Sicuramente una legge di questo tipo è sinomimo di un Paese civile che ha sufficiente sensibilità per capire che no, uomini e donne, alla fine, dopo tante battaglie, tante recriminizioni e chilometri di manifestazioni, non sono uguali. Con buona pace delle femministe che si sono battute per decenni per la parità. Ma forse pensavano a una parità spontanea.

Un Paese, che è bene ricordarlo, ha abrogato le leggi sul delitto d’onore (che riconoscevano le attenuanti per chi ammazzava la moglie traditrice) nel 1981 (legge n. 442 del 5 agosto).

Si sperava che, con il tempo, uomini e donne si rispettassero in quanto esseri umani (evitando di demonizzare un genere: fino a trent’anni fa le donne, traditrici cattive). Letta ha detto che il governo ha dato un “chiarissimo segnale di contrasto e di lotta senza quartiere al triste fenomeno del femminicidio“. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Il crimine in tv e al cinema: un corso all’Umanitaria

Lo screenshot, giusto per dare un'idea, ecco...

Lo screenshot, giusto per dare un’idea, ecco…

Il corso, in cinque lezioni da due ore l’una, è un viaggio che prende avvio dal giallo e del noir letterario trasposto al cinema e in tv.

Il viaggio si snoda attraverso le diverse declinazioni del crimine e, più in generale del male, con un occhio all’evoluzione in società.
Molti i film e telefilm analizzati. Così come molti i casi reali in un alternarsi tra realtà e finzione.
Un occhio di riguardo allo spettatore e a come si è formato ed evoluto fino ad arrivare ai casi limite di spettatori che, ispirandosi a tv e cinema, hanno commesso crimini.
Per informazioni e iscrizioni si può cliccare qui.
Categorie:corsi

Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures – Milano

Locandina della mostra.

Locandina della mostra.

Una mostra dedicata ad Alfred Hitchcock. Praticamente con Lara ci siamo precipitate a vederla. Forse entrambe con aspettative all’americana. O all’inglese. O alla tedesca. Insomma con delle aspettative che a questa latitudine non funzionano un granché.

La mostra è decisamente solo fotografica (ci sono circa 70 foto). Non ci sono cimeli. Ci sono le fotografie dei backstage dei film (girati dal 1940 al 1976) e ci sono le didascalie che raccontano anedotti e spiegano tecniche cinematografiche o retroscena sui legami tra il regista e i suoi collaboratori (come i compositori delle musiche dei suoi film, per esempio).

Ci sono alcuni schermi dove in loop girano le spiegazioni di Gianni Canova (che nel suo modo di fare somiglia sempre più a Carlo Lucarelli… paura eh?). Le spiegazioni non sono male. Ma Hitchcock, se uno ha visto i suoi film (anche non tutti e 50 e rotti) e ha già visto altre mostre in giro per il mondo, è spiegato un po’ per principianti.

Cameo, please

Molto carino l’insieme dei cameo (anche se nelle didascalie c’è scritto “cammeo” e la cosa mi ha lievemente contrariato) di Hitchcock. E non male l’idea di un Norman Bates (non vi dico dove e come) che non ti aspetti e che i brividi te li mette. Se non sei psicopatico anche tu, ovvio. Prosegui la lettura…

Categorie:libri e cose
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