La curia di Bologna e l’uso improprio della parola “pornografia”

Un cadavere plastinato alle prese con gli scacchi.
Un cadavere plastinato alle prese con gli scacchi.

La curia di Bologna ha fatto sapere, con un articolo dal titolo “La pornografia di quelle persone scarnificate” sul locale inserto di Avvenire, che non è affatto d’accordo con l’apertura, a novembre, della mostra Body Worlds di Gunther von Hagens. La mostra, in effetti, è tra quelle che restano impresse nella memoria.

Von Hagens è un anatomopatologo tedesco che ha inventato la plastinazione: un processo per cui si mantengono intatti i cadaveri sostituendo i fluidi con dei polimeri di silicone. Aggirarsi tra i corpi plastinati e messi in posa può essere un’esperienza forte, anche se a Boston, nel 2006, c’erano bambini che scorazzavano felici tra i corpi plastinati.

La mostra, tempo fa, è arrivata in Italia. E non senza polemiche. Come ci si aspetta per qualsiasi novità. Si tratta del gioco delle parti. Il Vaticano non può certo approvare l’uso di corpi morti a scopo artistico, anche se teoricamente l’anima è andata altrove, per cui perché affannarsi tanto? Essere sepolti e mangiati dai vermi non è poi un’alternativa così allettante.

Vade retro, Satana!

La Chiesa dice la sua. Ma è piuttosto curioso l’uso della parola “pornografia”, il cardinale Carlo Caffarra, tra le altre cose dice: “È una violenza contro il pudore, una vera e propria pornografia. Si usa la morte per fare spettacolo, così come abbiamo molti dubbi che abbia un carattere scientifico”.

Il cadavere plastinato di madre e feto.
Il cadavere plastinato di madre e feto.

In sostanza il cardinale è un po’ alterato, come la sua posizione gli richiede. Ma mettere in dubbio il carattere scientifico è una mossa un po’ ingenua.

Solo vedere la differenza tra i polmoni di un fumatore e quelli di un non fumatore è già di per sé scientifico ed educativo. Quello che colpisce è però la sovrapposizione tra la morte e la pornografia.

Più che altro perché il mix si chiama necrofilia. Il necrofilo, di base, con i morti ci si vorrebbe accompagnare carnalmente.

Il peccato, sempre quello

Quindi, che un porporato sicuramente intelligente e capace scivoli così malamente sulle parole è bizzarro. E anche un po’ imbarazzante. Pornografia (dal greco “porne”, prostituta e “grafia” disegno) è la raffigurazione esplicita (pittorica, fotografica, cinematografica) di soggetti erotici e sessuali ritenuti osceni.

Per essere pornografici, quindi, devono avere un dichiarato e palese contenuto sessuale. A meno che il cardinale non ritenga che il solo essere nudi, addirittura spogliati della pelle, sia un esplicito invito al sesso. Tra l’altro, più oltre, il cardinale fa riferimento a donne incinta e feti. Che con la pornografia non c’entrano un granché.

Quattro passi tra i cadaveri

La parola “pornografia” resta una mosca su una torta di panna. E’ fuori luogo. Tanto quanto presentarsi in infrandito a teatro. A meno che il cardinale, alla vista delle foto dei cadaveri plastinati, non abbia avuto un fremito proibito. E non abbia perso di vista il suo obiettivo contingente: dire no ai cadaveri (e non al sesso, in questo caso).

I cadaveri plastinati di von Hagens, in Italia, non sono in pose che si possano definire oscene nell’accezione erotica o sessuale. Alcuni giocano a basket, altri pattinano, altri ancora vanno a cavallo. Un paio giocano a scacchi. Niente di che. Solo che sono morti. E camminarci in mezzo può essere disturbante.

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