I Ray Ban Clubmaster e i serial killer di cinema e tv

La locandina de Il cacciatore di donne.
La locandina de Il cacciatore di donne.

Non so la Ray Ban cosa ne pensi. Perché sicuramente qualcuno al marketing se ne sarà anche accorto. Fatto sta che ieri ero in giro in tram e ho visto la locandina de Il cacciatore di donne con Nicolas Cage e John Cusack. La locandina è di quelle a sfondo nero e con le scritte in rosso.

La prima cosa che  mi è saltata all’occhio è stato John Cusack che indossa  (quelli che sembrano) Ray Ban Clubmaster e mi son detta che va beh, lui è il cattivo. E Cage farà il detective. Non tanto perché Cusack abbia la faccia da cattivo, non ce l’ha, in effetti, ma negli ultimi anni i serial killer in tv e al cinema si riconoscono per via degli occhiali che un tempo venivano indossati da J. F. Kennedy.

Kennedy, a dire il vero, li indossava da sole ed era un modello un filo diverso. Nel film di Oliver Stone il procuratore Jim Garrison (Kevin Costner) indossa un modello da vista molto simile (ma la marca non è quella). Adesso, la versione da sole, la indossano tutte le star di Hollywood (e un congruo numero di altri abitanti del pianeta) e l’effetto è sempre piuttosto figo. Stesso dicasi per Tim Roth ne Le Iene.

Mentre al cinema e in tv lo stesso tipo di occhiale, sempre in versione da vista, viene piazzato sul naso dei cattivi che, di solito, hanno come hobby l’omicidio seriale. Forse si tratta di un modo come un altro per indicare al pubblico che quello lì, sì, quello con quegli occhiali lì, non è tipo di cui fidarsi, che è meglio stargli alla larga. E il pubblico lo sa e inizia già a temere il peggio dalla locandina.

Michael Douglas in un inquietante primo piano nei panni di "D-Fens".
Michael Douglas in un inquietante primo piano nei panni di “D-Fens”.

Serial killer, ma con gusto

Nel secondo episodio di Hannibal “Amuse-Bouche” il detective Will Graham è ancora lì che pensa e ripensa al profilo del killer e appena viene inquadrato il farmacista, che indossa gli-occhiali-da-serial-killer, il gioco è finito: è ovvio che è lui il colpevole (poi sarà colpevole di qualcosa ma non di tutto).

Lo stesso occhiale lo indossa, tanto per gradire, Michael Douglas in Un giorno di ordinaria follia quando, nei panni di Bill Foster che con in mano tutte le armi più cattive (tre le altre un Uzi, un Intratec TEC-9, un Mac 10 e un Remington 870 a canne mozze) va in giro a sottolineare il suo punto di vista in merito alla vita e alla gentilezza e a un sacco di altre cose.

Ma anche i buoni…

Particolare che in Criminal Minds sia uno dei detective, Spencer Reid, a indossarli. Ma ci sta: Spencer è una specie di genio, un profiler nato, uno che vive nella mente di qualsiasi serial killer. E che, come si può facilmente supporre, qualche problema relazionale ce l’ha. Solo che sta dalla parte dei buoni.

Spencer Reid (Matthew Gray Gubler) di Criminal Minds.
Spencer Reid (Matthew Gray Gubler) di Criminal Minds.

Come per le armi (e i vestiti e le auto e tutto il resto) anche gli occhiali sembrano avere trovato il loro posto nella caratterizzazione dei personaggi.

Quanto meno dei personaggi cattivi. O non del tutto a loro agio con il genere umano. Naturalmente non tutti gli occhiali usati in tv e al cinema sono originali, ma la forma è sempre di gusto un po’ retro come di qualcuno che si sia smarrito (o abbia smarrito la ragione) molto tempo fa.

Guardando le foto dei processi ad assassini seriali non sembra che i Ray Ban Clubmaster vadano per la maggiore (anche se qualcuno con occhiali simili si è visto), ma probabilmente nella mente degli sceneggiatori rendono bene la malattia mentale, la follia (momentanea o permanente che sia) e il disagio. Per inciso: sono gli stessi occhiali che indossa mio marito.

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