Tutte quelle scarpe rosse: poche idee, ma confuse

Alcuni manifesti della campagna "la violenza ha mille volti".
Alcuni manifesti della campagna “la violenza ha mille volti”.

C’è la violenza sulle donne. C’è chi la denuncia. E c’è chi soffre in silenzio. E poi ci sono tutti quelli che parlano a caso. Per il solo fatto che parlare della violenza sulle donne fa bello. Fa figo. Fa in topic. Ci sono quelli che addirittura si sono inventati la legge sul femminicidio buttando a mare anni di emancipazione e le parole del legislatore.

Il reato di omicidio è già previsto dal codice penale, ma pare che non sia sufficiente. Il legislatore, all’epoca, non ha fatto distinzione, come è giusto che sia, tra vittima donna e vittima uomo. Non è più grave uccidere una donna. L’omicidio è grave, punto. A prescindere da chi sia la vititma (ci sono comunque già previste le aggravanti e le attenunati). Perché?

Perché la legge è uguale per tutti. E se si iniziano a fare differenze di genere, si rischia di non uscirne più. Si sta tornando indietro. Si sta tornando alle povere donne. E da qui a breve le donne che ammazzano avranno uno sconto di pena perché ritenute “isteriche” o “malate di nervi” come nei migliori romanzi dell’Ottocento.

Come la Melania di Via col Vento sempre afflitta da un qualche disturbo psichiatrico che non le permetteva di discernere e di evitare di aggrapparsi ai tendaggi o di cadere svenuta ogni due per tre. Dire che la violenza sulle donne è un problema è dire il vero. Tappezzare le città di cartelloni più o meno creativi su cosa sia la violenza domestica va anche bene.

Ammesso e non concesso che chi pesta le donne sia uno che visto il manifesto si ferma a pensarci su: “Ah, ma dai. Quindi prendere a pugni mia moglie è sbagliato? Toh. Non lo sapevo. Ora che lo so, però, evito”. Ma andiamo. Ma su. Ma che ingenuità. Ma davvero c’è gente convinta che parlarne, parlarne a caso, parlarne tanto serva?

Perché forse sarebbe più utile parlarne meno e parlarne meglio. Non spammare scarpe rosse qui e là perché il 25 novembre è la giornata contro la violenza sulle donne. E il 26? Il 26 chi le picchia può tornare a picchiarle? Invece di parlare a casaccio delle violenza sulle donne forse sarebbe più opportuno interrogarsi su chi siano le vittime. E su chi siano i colpevoli.

Altri manifesti della campagna "la violenza ha mille volti".
Altri manifesti della campagna “la violenza ha mille volti”.

Le donne che sono state uccise nel 2012 sono state 158 (secondo il rapporto Eures-Ansa 2013). I morti totali per omicidio volontario sono stati 526. Su circa 60 milioni di italiani. Parlare di emergenza forse è un filino esagerato. Le possibilità di morire ammazzate (per omicidio volontario) sono infinitesime.

Ci sono molte, ma molte, più possibilità di morire in casa per incidente domestico. I morti in un anno in Italia per incidente domestico (folgorati dal vecchio phon o dalla lampadina, complici impianti non a norma e imprudenze varie) sono 8.000. Circa 21 al giorno. Morto più, morto meno.

Ma non fanno notizia. Non ci si può scagliare contro nessuno. Ve lo immaginate? La giornata contro il bastardissimo impianto elettrico. O contro la stronzissima scala a chiocciola. O contro i disgraziatissimi phon caduti nelle tremende vasche da bagno piene d’acqua.

Le 158 donne uccise nel 2012 meritano tutto il rispetto. Così come i 368 uomini morti per lo stesso reato, nello stesso periodo, nello stesso Paese. Altrimenti non si va da nessuna parte. Volendo si potrebbe indagare un pochino sugli incidenti domestici (non fosse mai che il phon non è caduto per sbaglio nella vasca piena d’acqua mentre il marito faceva il bagno, ecco).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.