Home > crimini contro il buongusto > Concorsi di bellezza per bambini: la follia delle madri

Concorsi di bellezza per bambini: la follia delle madri

Savanna Jackson, tre anni, durante un concorso di bellezza.

Savanna Jackson, tre anni, durante un concorso di bellezza.

Sto leggendo, finalmente, L’uomo delinquente di Cesare Lombroso. Forse per questo motivo mi è scappato il “folli” del titolo. Ma non saprei quale altro aggettivo utilizzare per quelle madri che portano le figlie ai concorsi di bellezza che fanno tanto recinto delle vacche.

In Italia a un certo punto era arrivato il reality show Little Miss America, ma poi è stato cancellato. O sospeso. Comunque non si è più visto.

In effetti lo show era piuttosto agghiacciante. Soprattutto pensando (e non ci vuole una laurea) alla felicità dei pedofili che, seduti comodamente sul divano, potevano godere (e stavolta l’aggettivo non l’ho usato a casaccio) delle bimbe e dei bimbi tutti agghindati che nemmeno le Kardashian delle peggiori puntate (se non sapete chi sono le Kardashian, meglio).

Un’amica, Laura, ha postato su Facebook foto e articolo di una delle tante madri americane che vivono in funzione dei concorsi di bellezza a cui far partecipare la figlia. In questo caso la piccola si chiama Savanna e ha tre anni. Sua mamma, Lauren Jackson, afferma nelle varie interviste che, se da un lato è vero che trucca e spruzza ogni mese di abbronzante la figlia, dall’altro lo fa con prodotti sicuri.

Nel 2010 mi era capitato di contattare una delle tante associazioni americane che organizzano questo tipo di concorsi. In particolare avevo telefonato a quella di Las Vegas e mi era capitato di parlare con una signora che, un po’ sorpresa dalla telefonata dall’Italia, si stupiva ancora di più delle domande.

Destiny, quattro anni, con una sigaretta finta e la french manicure vera.

Destiny, quattro anni, con una sigaretta finta e la french manicure vera.

Tra le altre cose le avevo chiesto il perché del voler far assomigliare le bambine a delle pin up. La signora rispose: “Perché sono belle. Le bambine devono essere belle“. Provai un: “Ma le bambine sono belle proprio perché sono bambine”. E lei perentoria rispose che: “Certo. Ma non ai concorsi di bellezza. Qui devono essere tutte belle”.

Mi spiegò che alcune hanno imperfezioni, che pur essendo piccole sono già pelose e che, comunque, non possono certo andare sul palco senza prima aver imparato a sfilare. Credo che quella telefonata sia stata una delle poche che mi lasciò senza parole. Non avevo più argomenti. Mentre la signora parlava guardavo le foto del loro sito.

Il destino nel nome

Chiesi ancora cosa ne pensava dell’omicidio di JonBénet Ramsey, la reginetta di bellezza che nel 1996, all’età di sei anni, fu trovata uccisa in casa sua. Il caso è ancora aperto. Disse che le disgrazie capitano. Che poteva capitare a chiunque. E probabilmente aveva ragione. Anche se chiamare “disgrazia” un omicidio mi parve (e mi pare tuttora) fuori luogo.

Maddy Jackson con sua madre. Maddy ha quattro anni.

Maddy Jackson con sua madre. Maddy ha quattro anni.

Le madri che portano le figlie ai concorsi di bellezza sono donne che hanno deciso di portarcele ancora prima di averle. Quando la figlia arriva hanno già pronto un nome ben lontano da Mary, Elizabeth o Paula. Basta dare un occhio all’elenco delle concorrenti: Essence, Savannah, Alaska, Destiny, Skylar, Trinity, Story…

Nomi così non si scelgono a caso. Si chiama la figlia così perché la si vuole diversa dalle altre, migliore, in vista. E non c’è niente di male, solo che si parte dal presupposto errato: un nome assurdo (Essenza, Destino, Storia, Trinità) che si vorrebbe indimenticabile. Una sorta di “destino nel nome”. Ai concorsi di bellezza per bimbe non c’è una sola Mary.

Qualche critica, nulla più

Anche JonBénet era stata chiamata così francesizzando il nome del padre John Bennett Ramsey. Ultimamente il reality sui concorsi di bellezza (che in originale si intitola Toddlers&Tiaras) è stato criticato. Alcuni psicologi hanno fatto notare che far salire sul palco delle bambine che imitano atteggiamenti degli adulti (compreso fumare) non è sano.

Maddy con sembianze alla Dolly Parton a Toddlers&Tiaras.

Maddy con sembianze alla Dolly Parton a Toddlers&Tiaras.

E hanno altresì fatto notare che se davvero gli organizzatori sono convinti che i pedofili non guardino la tv sarebbe opportuno far loro un corso sulla pedofilia. Non male come atteggiamento. Ma evidentemente non è stato sufficiente. Toddlers&Tiaras è arrivato alla sesta edizione e, comunque, è la punta dell’iceberg.

In tutti gli Stati Uniti ci sono concorsi e reginette di bellezza (dall’asilo al liceo). La bellezza, quella omologata, di plastica, finta è venerata, voluta, cercata. Le madri che portano le loro figlie ai concorsi sono donne ossessionate dalla perfezione. Una perfezione che è solo nella loro testa. Sono ossessionate dalla voglia di emergere. Per interposta persona.

Se tu vinci, io vinco

Come accade nella sindrome di Munchausen per procura. In quel caso le madri fanno di tutto per frequentare ambienti ospedalieri, incluso avvelenare i figli. Questo dà loro l’occasione di stare a stretto contatto con i medici e di ottenere attenzione (sia da chi ha in cura i loro figli, sia da amici e parenti che tentano di portare affetto e aiuto).

Nel caso dei concorsi di bellezza, le madri (che parlano sempre al plurale: “Siamo arrivate prime!”) sottopongono le figlie a ore e ore di trattamenti “di bellezza”: le depilano, le cospargono di creme autoabbronzanti, le truccano, le vestono, la acconciano. Anche guardando solo un paio di puntate di Little Miss America il disagio provato dalle bambine è evidente.

Una madre fa una iniezione di botox alla figlia di 8 anni prima di un concorso di bellezza.

Una madre fa una iniezione di botox alla figlia di 8 anni prima di un concorso di bellezza.

Naturalmente le madri sostengono che “ha pianto solo questa volta, non ha mai fatto così”. La stessa cosa che molti mariti dicono delle loro mogli: “E’ la prima volta che sbatte la faccia su una porta aperta”. Negli ultimi tempi qualcuno ha gridato, ma nemmeno a pieni polmoni, allo scandalo.

Segui i soldi

Una delle madri ha praticato iniezioni di botox alla figlia di otto anni. Ma la critica è rimasta ferma lì. L’indotto del programma e, più in generale, dei concorsi è tale che nessuno ha interesse a fermare la macchina da soldi. Le madri, infatti, spendono molti più soldi di quanti ne vincano (perché i premi in palio, ovviamente, sono in denaro).

Per i costumi, l’acconciatura, le lezioni di canto, ballo, portamento, recitazione, i prodotti di bellezza (botox incluso), ogni volta arrivano a pagare cifre che sforano i 3.000 dollari (a concorso). I premi in palio, di solito, sono commisurati all’importanza del concorso. Si va dalle poche centinaia di dollari ai 5 o 10.000 dei concorsi più in vista.

Concorsi che offrono alle madri l’illusione di vincere, di arrivare prime, di essere apprezzate per il lavoro che hanno fatto sulle figlie. Di afferrare il sogno americano di bellezza e perfezione. Un sogno effimero come l’autoabbronzante, come il botox, come il sorriso delle loro bambine.

  1. Luca Andrea
    23 maggio 2014 a 11:49 | #1

    Se questo non è un “crimine contro l’infanzia”, allora non lo è nemmeno lo sfruttamento dei bambini nelle fabbriche del Bangladesh!
    .-((

    • 23 maggio 2014 a 12:09 | #2

      Ciao Luca Andrea,

      dal mio punto di vista lo è. E’ un crimine vero e proprio. Sono d’accordo con te.

      Ho provato a sentire, anni fa, l’organizzatrice delle sfilate per bimbe a Las Vegas. Le ho fatto qualche domanda in merito a valori e dintorni, ma la signora non si capacitava del mio interesse dal punto di vista “crime” rispetto al punto di vista “fashion”.

      A parte scriverne, non saprei che altro fare. Ma sono con te.

      Grazie per essere passato e aver lasciato il tuo pensiero.

      A presto,

      Cristina

  2. saghi
    24 maggio 2014 a 15:28 | #3

    o mio Dio io sono proprio senza parole una bambina di 8 anni che gli iniettano il botox??!! ma chi sono queste persone esaurite pazze ! sono madri? o sono diavoli non do neanche animale perché l’animale non farà mai una cosa del genere al proprio cucciolo .. ma che tristezza ma che mondo viviamo Jesu aiutaci dal mondo delle Elitte e moda stiamo arrivando al colmo , ma la polizia non esiste non può fermare sta gente i servizi sociali devono strappare i bambini a queste malate di mente.. e pensare che i pedofili i maledetti che stanno la a godere questi spettacoli allucinanti.. non so cosa dire so solo che se ero io la facevo una strage !

  3. 17 ottobre 2014 a 22:20 | #5

    Sono pienamente d’accordo con te! Mi è capitato di vedere Little Miss America tempo fa e sono letteralmente rimasta senza parole, cosa assai rara anche per me… la cosa più sconvolgente mi è parsa la freddezza da killer delle mamme, che sono convinta siano disposte a tutto pur di far vincere le figlie, anche a sacrificare la possibilità che queste bimbe diventino in futuro delle donne psicologicamente sane. Mi viene da augurar loro di raccogliere tra una decina d’anni, o forse meno, i frutti marci di cotanto sporco lavoro, ma non c’è bisogno di augurare niente, mi sa, la vita prima o poi presenterà loro un conto molto salato, non si scappa. Agghiacciante, ennesimo motivo per cui gli USA mi terrorizzano, non potrei mai viverci. PS: sono appena approdata sul tuo sito e ho letto vari pezzi qua e là, mi piace tantissimo, bravissima!!! Ti leggerò molto spesso, ciao!

    • 18 ottobre 2014 a 9:15 | #6

      Ciao Stefy,

      “freddezza da killer delle mamme” è una frase che racchiude in sé l’essenza del post.

      Ho conosciuto, per una serie di motivi, una persona, una donna, che da piccola faceva concorsi di bellezza e mi è sembrata a posto. Ogni tanto ne ride. Dice di non avere un buon rapporto con la madre, non tanto per i concorsi di bellezza, tanto per altre cose attinenti il loro rapporto.

      Dei concorsi di bellezza mi ha raccontato che, inizialmente, si divertiva. E che poi sono diventati la norma. Uno stile di vita. Forse fa parte di una cultura e, a questa latitudine, magari fatichiamo a capirli. Sono possibilista (avendo mezza famiglia in America e avendoci lavorato per qualche tempo).

      Sono contenta che tu abbia trovato di un qualche interesse il blog, ti aspetto! 🙂

      A presto,

      Cristina

  4. Amos
    16 agosto 2015 a 14:39 | #7

    Perché questo mi terrorizza più dei serial killer, stupratori ecc?

  5. 18 gennaio 2016 a 15:54 | #9

    Buon giorno Cristina, molto interessante il tuo lavoro! Mi sono imbattuta per caso nel tuo blog e mi sono fermata. Premesso che non ho figli, ma ho conosciuto ragazze che hanno partecipato a concorsi e che ne hanno parlato con toni che vanno dalla risatina nervosa alla vero e proprio terrore; ho visto qualche episodio del programma con lo spirito che mi caratterizza, ovvero quello dell’antropologa dilettante. Ho trovato inquietante, al limite del perturbante questo tipo di concorsi. Si potrebbe definire questa “sindrome”, che tu giustamente paragoni con la Munchausen, la “sindrome di Barbie”, nel senso peggiore del termine “Barbie”. Ho personalmente toccato con mano i disturbi alimentari, quindi non posso che trovare queste “madri” creature disperate che al posto di una coroncina di brillanti necessiterebbero di una bella camicetta di forza…. perdonatemi la cattiveria, ma come si fa a non rimanere basiti? Complimenti ancora per il tuo bel lavoro!!

    • 18 gennaio 2016 a 16:06 | #10

      Ciao Ale Capofficina,

      grazie!

      E grazie soprattutto per esserti fermata e aver lasciato il tuo pensiero. Non penso sia cattiveria, la tua. La cattiveria, immagino, è quella delle madri che, non essendo del tutto (o per niente) realizzate, spingono i figli e le figlie su un palco…

      Grazie ancora per la sosta e il commento! 🙂

      A presto,

      Cristina

  6. giusy
    20 gennaio 2016 a 14:45 | #11

    Vorrei far partecipare mio figlio

    • 2 febbraio 2016 a 22:36 | #12

      Ahahah! Andiamo bene! Il titolo comprende la frase: “la follia delle madri”… così, lo faccio notare nel caso in cui fosse sfuggito…

      E risparmia a tuo figlio certe sciocchezze.

      Care cose,

      Cristina

  7. mayah
    29 giugno 2016 a 22:09 | #13

    Scusate ma in America non esiste chi tutela dei minori? Una madre esaurita può fare della figlia ciò che vuole e può fargli quel che vuole senza che nessuno difenda queste povere cucciolette? assurdo!!! Le punture di botox e la ceretta a 8 anni!!!! Sono disgustata! E’ un vero crimine contro l’infanzia! Da denuncia!

  1. Nessun trackback ancora...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti