Pagamento dell’affitto e contanti: il genio contro l’evasione

Dubbi sul perché non si possa pagare l'affitto in contanti.
Dubbi sul perché non si possa pagare l’affitto in contanti.

La notizia in merito al fatto che non si può pagare l’affitto in contanti mi ha lasciato piuttosto indifferente. Poi ci ho pensato. Mi sono messa nei panni della vecchietta che da anni paga in contanti che per forza si trova nella condizione di aprire un conto corrente.

Non è un esercizio difficile, quello di mettersi nei panni della vecchietta che ama pagare i suoi debiti in anticipo e in contanti. Si tratta di una persona che è nata quando i soldi avevano solo l’aspetto dei soldi e niente altro. Non avevano l’aspetto di tesserine colorate e, soprattutto, venivano presi e ricevuti da persone. E non da macchine.

Per cui ci sono rimasta un po’ male, per la mia vecchietta abituata a contare i soldi e a metterli nelle mani del proprietario dell’appartemento in cui è rimasta, a un prezzo equo, anche dopo che è morto suo marito, tanti anni fa. E ho riflettuto un attimo sulla mossa dello Stato: perché pagare in contanti?

Prepotenti al comando

La parola magica è “tracciabilità”. Nel senso che lo Stato vuole sapere a chi paghiamo che cosa in modo da controllare che nessuno faccia il furbo. Quelli più paranoici trovano la cosa piuttosto seccante. Quelli meno paranoici se ne fregano abbastanza. Faccio parte, dato che sono pigramente onesta, della seconda categoria: che lo Stato controllasse.

Si tratta di uno Stato malfidente, arcigno, disonesto. Uno Stato che è un padre padrone piuttosto che un papà che sorveglia (ed eventualmente punisce). Un despota pretenzioso che prima bacchetta le mani e poi va a vedere se, effettivamente, il cittadino meritava le bacchettate. E se non le meritava lo deve comunque dimostare.

E le bacchettate alla mia vecchietta hanno la forma di un conto corrente, di qualcosa che la mia vecchietta non conosce, che non vuole, che non ha interesse ad avere. Ma no. Viene punita per qualcosa che non ha commesso (ha sempre pagato l’affitto e il contratto è registrato), non ha mai evaso niente.

La festa grassa degli evasori

E chi evade? Chi evade paga in nero l’affitto, ovvero senza un contratto registrato tra le parti. E, di solito, se non è un idiota fatto e finito evita di lasciare tracce: ovvero evita la tracciabilità. Quindi, naturalmente, paga in contanti e non tramite bonifici o con assegni. Ma è ben lontano dalla mia vecchietta.

Chi si è inventato la legge che impedisce di pagare l’affitto in contanti dimostra di avere l’intelligenza di un protozoo. Probabilmente ha pensato, tutto felice, che aveva trovato la ricetta contro l’evasione. E tutto entusiasta, l’entusiasmo tipico dell’imbecille, sarà uscito dall’ufficio che, per quel giorno, ha lavorato abbastanza.

Chi ha pensato che impedendo di pagare gli affitti in contanti si porti avanti la lotta all’evasione deve essere decisamente ignorante. Perché, davvero, come si fa a non pensare che chi paga in nero si preoccupi anche minimamente della legge? Chi evade continuerà a evadere. Semplice, no?

Meno libertà, più libertà

Oltre a essere un altro passo verso la restrizione della libertà personale (se sono in regola con l’affitto pago come mi pare) è un passo che istiga all’evasione. Perché? Perché la mia vecchietta non ha voglia di andare in banca ad aprire un conto corrente, non ne capisce niente, la pensione la ritira in posta e nulla più.

La casa è sempre stata in affitto. Quanto ci metterà a chiedere al proprietario di casa di poter ancora pagare in contanti? E il proprietario di casa? Siamo davvero sicuri che abbia voglia e tempo di spiegare alla mia vecchietta che, se vuole pagare in contanti, devono chiudere il contratto regolare?

Se la mia vecchietta non vuole pagare diversamente non resta altro da fare al proprietario di casa che buttarla fuori. Perché lei, la mia vecchietta, in banca non ci andrà. Si sente stanca ed è sola. E il proprietario? Siamo sicuri che la butterà fuori? Perché umanamente, la mia vecchietta, non fa male a nessuno. E il proprietario ha bisogno di quell’entrata al mese.

Brave persone ed evasori di ritorno

E così, lo so già, il proprietario di casa che è sempre stato una brava persona tenterà di accompagnare la mia vecchietta in banca. La convincerà che sarà semplice aprire il conto corrente, sì, è vero, costerà un pochino, ma non tanto. E poi ogni mese, certo, lei dovrà andare in banca a fargli il bonifico. Ma lui, che è una brava persona, le prometterà di esserci sempre. Di aiutarla.

E così, questi due, la mia vecchietta e il proprietario di casa non evaderanno. Non pagheranno in nero. Ingrasseranno ancora di più le banche che, ancora e ancora, negheranno i mutui a chi non ha soldi per concederli a chi dimostra di averne, tanto giusto per non rischiare.

Ma non tutti saranno come la mia vecchietta e il proprietario di casa. Ci sarà chi, estenuato dalla burocrazia, cederà. E sì, finalmente, evaderà. Diventare evasori sembra avere, a pensarci, un che di liberatorio. E’ come tornare a essere briganti contro uno Stato che più che una società composta da tutti, somiglia più a un oppressore rapace e mai pago.

Uno Stato che ha la faccia di quel funzionario che non ha mai fatto una coda in posta, che non sa nemmeno cosa significhi fare i conti per arrivare a fine mese, che non sa cosa significhi lavorare, che non ha mai spedito un curriculum vitae nella speranza che, prima o poi, qualcuno rispondesse. Che è un burocrate della peggior specie. Un criminale con lo scettro del comando.

9 pensieri su “Pagamento dell’affitto e contanti: il genio contro l’evasione”

  1. Che dire: sottoscrivo ogni sillaba.
    Soprattutto sulla facilità di mettersi nei panni della vecchietta (perché ci siamo tutti, in qualche modo) e sull’intelligenza da protozoo.
    Io non ho mai evaso le tasse, non ho mai preso soldi in nero (probabilmente ho sbagliato lavoro? :-D) e continuo a pagare tutto quello che devo. Ma sapere che al Governo se la ridono alla faccia mia, che sono senza lavoro eppure devo pagare anche l’aria che respiro, a momenti, mi fa arrabbiare. Ma mai quanto sapere che chi evade continuerà a farlo, e noi continueremo a pagare anche per lui. Come facciamo da sempre, del resto.

  2. Ciao La Polee,
    questo fatto di restare senza lavoro e continuare a pagare è esacerbante.
    Non so tu. Ma a me è venuta voglia di emigrare.
    Grazie per essere passata di qui. 🙂

  3. Oggi commento seriamente.

    Mia mamma non è una vecchietta, va su facebook, legge i giornali online e tutto il resto, ma lo stesso non ha una carta di credito, non ha il conto online e ogni volta che deve pagare una cosa esce e va in banca.
    Se trova una cosa su internet che vuole comprare chiama me, mi dà i soldi in contanti, ricarico la postepay e gliela compro, oppure non la compra.
    Questo è solo per fare un esempio di come funzionano le cose. Chi è abituato a fare in un certo modo continua così, soprattutto se ha una certa età.
    Mia madre, ad esempio, fa ancora la distinzione tra “soldi veri” ed euro.

    La sensazione è che lo stato combatta l’evasione fiscale solo di chi non può evadere, non ha interesse a farlo o guadagna così poco da non avere un bel niente da evadere.

    Chi guadagna le montagne di soldi e ha sempre evaso continua a farlo.

    Questa legge ha lo stesso valore di andare in guerra con le pistole ad acqua.

    Gli evasori, chi ha davvero i soldi, di certo non vive in affitto e gli appartamenti che possiede e che affitta in nero, magari non sono nemmeno intestati a lui, ma a società di comodo, a parenti, a prestanome e via dicendo.
    Chi ha i soldi, invece che pagare le tasse, spende meno a pagare qualcuno che trovi il modo di non fargli pagare le tasse.
    Mentre chi deve arrivare a fine mese con uno stipendio da dipendente le tasse le paga tutte, fino all’ultimo centesimo, perché non può materialmente evadere.

    E intanto le tasse aumentano per compensare chi non le paga.

    E’ il cane che si morde la coda.

    Più che in uno stato padre/padrone, siamo alla mercé di incompetenti che invece di pensare a delle soluzioni vere e drastiche, pensano di mettere delle pezze e dei cerotti qua e là.
    ma non si può fermare uno squarcio sulla femorale con un cerotto della Peppa Pig.

    Un esempio che esprime tutto il disagio mentale e la frustrazione del paese in cui viviamo è il bollo della macchina.
    Volevano mettere una sovrattassa sul bollo dei SUV e delle macchine di grossa cilindrata, entrambi inquinanti ed entrambi molto costosi. Le case automobilistiche si sono ribellate perché altrimenti tutti si sarebbero comprati la punto e nessuno avrebbe più comprato quegli inutili bolidi.
    Ecco che la sovrattassa è passata sulle macchine vecchie.
    Ora, è possibile far pagare di più una persona che non può già permettersi di cambiare macchina? Non credo che uno si tenga la punto 15 anni perché gli piace, piuttosto se la tiene perché non ha i soldi per comprarsi quella nuova. E lo stato ha pensato bene di chiedere più soldi a questa gente, piuttosto che a chi si compra i macchinoni da 50.000-60.000 euro. No, loro son tranquilli, i disgraziati invece no.

    Siamo al paradosso completo, se non mi stesse salendo il crimine, ci fare un paio di battute su.

  4. Ciao MrChreddy,

    in effetti la mia riflessione era proprio su questo, sul fatto di farsi salire il crimine. Perché le brave persone, alla fine, prima o poi si arrabbiano.

    O si difendono. Perché viene quasi da pensare che da uno Stato come questo bisogna difendersi.

    Ultimamente rischio di lavorare molto meno perché, da libera professionista, mi viene chiesto apertamente e senza mezzi termini, di non fatturare, di prendere il compenso in nero. Ma no. Piuttosto perdo il lavoro.

    Non tanto per onestà. Quanto perché non voglio entrare a far parte della schiera degli arresi. 🙂

    Grazie per essere passato ed esserti fermato un po’.

    Cris

  5. Mi unisco a quanto lucidamente scrive Cristina e anche a MrChreddy: condivido pienamente l’analisi e vorrei anch’io dare del cretino a chi al governo è capace di queste idiozie.
    Complimenti e grazie!

  6. In perfetto accordo con l’articolo. Le ‘genialità’ burocratiche applicate allo svilimento delle persone oneste, mi strappano sempre considerazioni analoghe, ma spesso espresse con linguaggio molto più vivace.
    Su una cosa sono in completo disaccordo: paragonare l’inventore della legge ed il protozoo è assolutamente offensivo per il protozoo.

  7. Ciao Giò,
    non avevo pensato al povero protozoo. Credo mi scuserò. In quanto al linguaggio vivace… sono con te. Il post, inizialmente, era più vivace. Ed è rimasto più vivace nella mia testa. 🙂
    Grazie per essere passata.
    Cristina

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