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Brenda Spencer, la sparatoria e il suo I don’t like Mondays

Brenda Spencer al momento dell'arresto.

Brenda Spencer al momento dell’arresto.

Le sparatorie nelle scuole americane (e in qualche caso, non molti, europee) non sono un inedito e capitano con una certa allarmante frequenza.  In Bowling a Columbine Michael Moore ha raccontato  il massacro alla Columbine High School di Littleton, Colorado.

Il 20 aprile 1999 due studenti, Eric David Harris e Dylan Klebold, 18 e 17 anni, hanno ucciso 12 studenti e un professore prima di suicidarsi. Harris e Klebold, considerati dei losers, hanno puntato soprattutto ai campioni di football e alle reginette del ballo. Per molti quello è stato il movente dei due mass murderers.

Brenda la strana

Il massacro di Columbine è arrivato un ventennio dopo il gesto di Brenda Spencer, considerata la prima a uccidere in una scuola (escludendo il caso del genitore che, nel 1927, per protesta fece saltare in aria l’istituto frequentato da suo figlio). Brenda, nel 1979, aveva 16 anni, era appassionata di fotografia e le sue compagne la trovavano un po’ strana.

 

E non erano le uniche. Dato che la commissione psichiatrica che la esaminò quando fu arrestata per aver sparato con un’arma ad aria compressa contro le finestre della scuola elementare, la giudicò instabile, profondamente depressa e con tendenze suicidarie. Consigliò al padre Wallace, con cui Brenda viveva, il ricovero in ospedale psichiatrico. Ma Wallace rifiutò.

Sorprese sotto l’albero

E, anzi, per Natale, le regalò un fucile Ruger 10/22 semiautomatico calibro .22 con mirino telescopico di precisione. E pensare che Brenda gli aveva chiesto una radio.  L’idea di Wallace, evidentemente, era dettata più dall’alcol che altro. L’uomo, infatti, non era in grado di badare né a se stesso né a Brenda.

La casa di Brenda circondata dalla polizia. La 16enne si arrese dopo ore di trattative.
La casa di Brenda circondata dalla polizia. La 16enne si arrese dopo ore di trattative.

Entrambi dormivano su materassi appoggiati a terra e circondati dalle lattina di birra e dalle bottiglie di alcolici vuote. Wallace, nella migliore delle ipotesi, non era stato in grado di comprendere il disagio di Brenda. Anche se, proprio sua figlia, disse che quando trovò il fucile sotto l’albero, pensò che suo padre volesse che lei si uccidesse.

Tiro al bersaglio

Il pensiero di uccidersi, in effetti, forse l’aveva anche sfiorata. Fatto sta che un mese dopo, il 29 gennaio 1979, Brenda decise di appostarsi a una delle finestre di casa sua con il fucile in mano. La finestra da cui ogni mattina guardava i ragazzini andare a scuola. Brenda impugnò meglio l’arma, prese la mira e fece fuoco.

Di fronte, proprio dall’altra parte della strada, il preside della Cleveland Elementary School, Burton Wragg, 53 anni, stava aprendo il cancello per far entrare i bambini in aula aiutato dal custode, il 56enne Michael Suchar. Gli alunni erano in fila, proprio come birilli. E Brenda iniziò a sparare.

La targa in memoria di Burton Wragg e Michael Suchar.

La targa in memoria di Burton Wragg e Michael Suchar.

Morti e feriti

Il preside non capì subito quello che stava succedendo, ma alcuni bambini caddero a terra feriti. Per metterne in salvo uno, Wragg, venne colpito e, a sua volta, Suchar che era a pochi metri, tentò di portare al riparo dei colpi il bambino e Wragg. Sia il preside che il custode morirono nella sparatoria.

Otto bambini e un ufficiale di polizia accorso sul posto vennero feriti dai colpi sparati con precisione da Brenda che, dopo aver ucciso i due adulti, si barricò in casa. Aveva sparato qualcosa come una trentina di colpi e restò asserragliata tra le pareti domestiche per circa sette ore.

La copertina del disco dei Boomtown Rats.

La copertina del disco dei Boomtown Rats.

I don’t like Mondays

La negoziazione che seguì la portò a parlare prima con la polizia e poi con un giornalista al quale dichiarò, quando lui chiese perché l’avesse fatto, “I don’t like Mondays”, ovvero “non mi piacciono i lunedì”.

Se a qualcuno la frase suona familiare è perché Bob Geldof (all’epoca non ancora sir) ci ha scritto una canzone e l’ha intitolata così. Alla fine del 1979 la cantavano i Boomtown Rats.

Brenda Spencer oltre a quella frase diventata famosa disse anche, ma al processo, “che guardare i bambini feriti mi ha molto divertita”. Per fortuna nessuno pensò di farne una canzone.

Due testimoni, i fratelli Jeff e Kevin Karpiak, che erano tra gli alunni su cui Brenda aprì il fuoco, dissero che quel giorno cambiò per sempre le loro vite. E ricordarono la precisione con cui la giovane sparò.

Da 25 anni all’ergastolo

Brenda Spencer nel 2009.

Brenda Spencer nel 2009.

Brenda fu giudicata come un’adulta e fu condannata a una pena da 25 anni all’ergastolo. Nel 1999, appena le è stato possibile, ha fatto domanda per ottenere la libertà sulla parola, che le è stata negata.

Alla commissione giudicante disse che “avevo chiesto una radio e lui (suo padre) mi regalò un fucile, era come se volesse che mi uccidessi”. Questo fu uno dei motivi per cui la libertà le fu negata.

Richiesta che, ad oggi, è stata respinta quattro volte, poiché Brenda è stata giudicata ancora troppo pericolosa per sé e per gli altri per poter lasciare la prigione.

Brenda Spencer potrà fare di nuovo richiesta di libertà sulla parola nel 2019. Fino a quell’anno dovrà restare in carcere. Si trova attualmente detenuta nel carcere femminile di Chino, California.

Categorie:crimini
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