La nona stagione di Criminal Minds: quando si dice il terrore…

La testa mozzata nella stagnola.
La testa mozzata nella stagnola.

E’ andato in onda giorni fa il primo episodio della nona stagione di Criminal Minds. La serie tv non è mai stata tenera. Anzi. Alcune puntate sono memorabili per la tensione e la violenza. Una fra tutte la prima della quinta stagione “Nameless, Faceless” ovvero “Senza nome, senza volto”.

In quel caso il dramma coinvolgeva direttamente il capo della Bau, Aaron Hotchner (Thomas Gibson) che, scovato dal serial killer a cui dà la caccia a momenti viene ammazzato. A momenti.

Nel primo episodio della nona stagione, “L’ispirazione”, abbiamo un altro assassino seriale (ovviamente con la faccia da assassino seriale) che costringe le sue vittime a mangiare la carne (morta) di altre vittime. Secondo l’agente speciale Spencer Reid (noto per essere un genio) questo comportamento un filo estremo va sotto il nome di cannibalismo proiettivo.

Da qualche tempo ascoltando i commenti di amici e parenti che un tempo erano dei divoratori seriali di Criminal Minds sembra che il telefilm sia “troppo”. E in effetti si ha l’impressione che autori e sceneggiatori siano in lizza per le qualificazioni olimpiche per infrangere tutti i tabù.

In “L’ispirazione” abbiamo, in ordine sparso: cannibalismo, cannibalismo sessuale, mantidi religiose, serpenti (piccoli, però, ma sicuramente velenosi), denti, denti staccati da una testa mozzata e date in pasto ad altre vittime (brrr!!!), decapitazione, una mannaia grande così, insetti, teste mozzate (già detto, ma è bene ribadirlo), sangue, sudore e lacrime, madri morte redivive che sputano sangue e denti (gesù, dammi la forza), cadaveri messi in posa come se pregassero, allucinazioni che camminano sul soffitto. Che altro? Ah, sì, le immancabili violenze sessuali. Ah. E c’è anche la vicina di casa rompiballe che sarebbe l’unica a meritarsi una brutta fine. Ma questo non è un tabù, per cui non conta.

Wallace. E la sua faccia da serial killer.
Wallace. E la sua faccia da serial killer.

Piano, senza esagerare

Insomma, tornando ai tabù, si tratta di roba per spettatori dallo stomaco forte. Anche perché la frase “confrontalo con il dente trovato nello stomaco della vittima” ricorre spesso. E anche la testa mozzata e bella stagionata avvolta nella stagnola e appoggiata sul tavolo della cucina ricorre con una certa insistenza.

Guardare Criminal Minds, ultimamente, non è più come una volta. Una volta, nelle prime stagioni, c’erano sì i simpatici assassini seriali, ma non erano così estremi. Così estremi da essere fastidiosi. Non che nella realtà un serial killer non sia fastidioso, ovvio. Ma in genere un solo killer non incarna in sé tutto il male del mondo.

Cattivissimo lui

Wallace, il serial killer del primo episodio della nona stagione, è un tizio che ha sicuramente una serie di problemi che nemmeno Ed Gein, Jeffrey Dahmer e Andrei Chikatilo messi insieme avevano. E difatti la caratterizzazione riesce un po’ forzata. Wallace ha la faccia e gli atteggiamenti del timido, introverso, paffutello. E va bene.

Con la pistola. E la testa mozzata.
Con la pistola. E la testa mozzata.

Usa una mannaia perché l’elemento fondamentale per lui è il cibo. L’introiettare gli altri. In particolare qualcuno che sembra averlo fatto arrabbiare. E quindi la mannaia diventa lo strumento di morte. Solo che a un certo punto Wallace inizia a rispondere male alla vicina di casa perniciosa (che nemmeno Jack Bauer le avrebbe risposto così) e a usare armi da fuoco.

Oibò, vuoi vedere che…

I serial killer, anche quelli più schizofrenici, difficilmente usano più di un’arma (Zodiac ne usava molte, ma di solito chi usa una mannaia resta fedele alla mannaia). Verso il finale di puntata gli agenti speciali si soffermano a pensare al comportamento di Wallace: schizoide, ma controllato. E non torna. E no, che non torna.

E il finale è lì. A portata di mano. Giusto per aggiungere ancora qualcosa ai tabù e al cannibalismo. Tanto giusto per esagerare. Perché Criminal Minds, putroppo, ultimamente, esagera. I produttori hanno optato per un’indigestione di male che rischia di diventare splatter e, di conseguenza, incredibile. Nel senso di poco credibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.