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MasterChef, pentole e profili: con quel coltello in mano…

Rachida a MasterChef Italia.

Rachida a MasterChef Italia.

Guardo MasterChef Italia insieme agli amici del gruppo facebook Divano&Fornelli. E’ la prima edizione che guardo. E la guardo sempre grazie alle parole dell’amica Chiara Poli (“non lo guardi? Ma sei pazza?!”).

Non l’ho mai guardato prima un po’ perché cucinare non è esattamente una passione, ma più che altro una necessità e un po’ perché quantità di cibo superiori a un piatto scarso mi agitano.

Fatto sta che MasterChef è entusiasmante. E ancora di più lo è tracciare il profilo dei concorrenti in base agli ingredienti scelti, al loro modo di cucinarli, di maneggiarli e di presentarli.

Non è un profilo criminologico, ovvio, si tratta più che altro di un profilo divertissment. Non serve a niente. A meno che qualcuno non abbia intenzione, una volta conclusa la trasmissione, di assumere qualcuno dei concorrenti.

La persona che più mi ha colpita è Rachida. Chi guarda la trasmissione la conosce sicuramente. Chi non la guarda può trovare qualcosa qui. Ma è proprio solo qualcosa. Perché tutto il resto esce durante la trasmissione.

Rachida è marocchina. Durante le selezioni ha avuto una seconda, enorme, possibilità. Ha potuto cucinare il suo piatto a casa. Inizialmente l’ho trovata una cosa giusta. Rachida sembrava talmente emotiva da non riuscire a respirare.

Motivo per cui darle l’opportunità di cucinare nel posto a lei più congeniale sembrava un gesto, da parte dei tre chef giudici, nobile e illuminato. Alla fine, se fossi stata una degli altri concorrenti, avrei avuto qualcosa da dire. Comunque.

Rachida in lacrime. Una delle tante volte.

Rachida in lacrime. Una delle tante volte.

Rachida è debole con i forti e forte con i deboli. O con quelli che lei ritiene deboli. Non me ne voglia l’aspirante chef marocchino/bergamasca, ma in effetti le sue frasi, i suoi atteggiamenti e i suoi strali sono talmente “da manuale” che non posso fare a meno di usarli ai corsi anti mobbing. E a quelli sul profiling. Business profiling.

Rachida è un elemento che, messo in un gruppo, distrugge il gruppo stesso. Lavora per sé, solo per sé, e gli altri, per lei, sono un ostacolo. Non fa sconti a nessuno.

Nella puntata dell’ultima settimana di gennaio, un altro concorrente, Marco, ha affrontato la rabbia di Rachida con in mano il coltello con cui stava affettando la carne.

Per un attimo nei suoi occhi è passata tanta rabbia da farmi pensare al peggio. Ho anche pensato che, fosse accaduto, non l’avrebbero mandato in onda.

Rachida e una delle sue mille espressioni.

Rachida e una delle sue mille espressioni.

Rachida provoca reazioni terribili anche negli spiriti miti. Ho un debole per l’aspirante chef Emma che trovo accogliente, dolce e morbida. E trovo che il suo cibo sia come lei: morbido. Consolante. Rigenerante.

Come il cibo dovrebbe essere. Non pesante. Mai troppo, mai poco. Ed Emma sembra una persona in cerca di qualcosa. Forse è solo in cerca di conferme.

Fatto sta che il gruppo sembra apprezzarla. Ma anche Emma, di fronte a Rachida, rischia di perdere le staffe. Di far emergere quella rabbia che, magari per anni, si è tenuta dentro.

Rachida ha espressioni del viso che, le vedesse Paul Ekman, gli verrebbe un coccolone. Rachida ha espressioni così false da risultare una caricatura. Una brutta copia di sé.Forse ha bisogno di riscattarsi. Di sentirsi completamente italiana. O completamente integrata. Ma probabilmente non ha trovato gli strumenti giusti per farlo. O semplicemente non li ha. O non le interessa usarli.

Una delle tante Ra-cit. Ovvero le frasi di Rachida.

Una delle tante Ra-cit. Ovvero le frasi di Rachida.

Ci sono due Rachida. La prima, quella che ha commosso con le sue lacrime i tre giudici, che vorrebbe essere la Rachida autentica, quella intimorita, quella schifosamente rispettosa dell’autorità e delle capacità degli altri, sempre pronta a mettersi in gioco.

E poi c’è la seconda, la Rachida vera. La Rachida che non collabora, che boicotta (più o meno scientemente gli altri), che affossa il gruppo per emergere (e non capisce che affossando il gruppo affossa anche se stessa).
La Rachida vera è fatta di rabbia allo stato brado.

Una frase su tutte rappresenta Rachida. Ed è stata indirizzata proprio a Emma: “Hai l’età di mia figlia, devi solo stare zitta”.Capito? Non importa cosa abbia detto Emma. Quello che importa è l’età. Chiunque abbia meno della sua età, Rachida non lo considera.

E, ovviamente, lo chef Bastianich, che è sicuramente più giovane di lei (o almeno così sembra), rischia parecchio. E per ora è stato l’unico, da bravo profiler (come solo uno chef può essere), a dire a Rachida ciò che pensa delle sue lacrime e del suo atteggiamento in un tranchant: “Tu non mi piaci”. Rachida è l’esempio di come si distruggono gli uffici, i gruppi di lavoro, i team. Una persona come Rachida può lavorare solo con Rachida. E tutto il resto non conta.

  1. Alessandro
    6 febbraio 2014 a 22:02 | #1

    Niente di più vero. La classica personalità che non solo non sa stare in team, ma che fa rischiare alteam la deflagrazione..

  2. cristina brondoni
    6 febbraio 2014 a 22:06 | #2

    Una sfasciagruppi.

  3. 7 febbraio 2014 a 12:36 | #3

    Volevo dire un paio di cose.

    Primo. La storia di mandare a casa a cucinare Rachida è stata presa pari pari dalla seconda (o prima non ricordo bene) edizione di MasterChef USA, dove una concorrente, mi pare creola, aveva fallito l’ingresso ed era stata mandata a cucinare per far vedere ciò che davvero sapeva fare.

    E’ show, hanno preso “la straniera naturalizzata” e hanno fatto la stessa cosa. Secondo me nemmeno il primo piatto di Rachida era male, solo che l’occasione era troppo ghiotta per quel colpo di testa dei giudici.

    Era solo per puntualizzare, chiaro 😀

    Secondo. Rachida tutte le volte dice: “Farò io il capitano la prossima volta” e puntualmente poi si fa da parte. E’ facile fare così, se si vince merito nostro, soprattutto mio, se si perde colpa vostra perché io potevo fare meglio, ma non me l’avete permesso.

    Le persone come lei le odio a pelle, sono insopportabili, non si accollano le colpe nemmeno quando fanno le cose da sole (sono polpetti di diavolo!) e poi quando si prendono i cazziatoni fanno i finti mesti, gli indifesi, porgono l’altra guancia in modo da inibire chi deve cazziarli. Come quando ha detto a Bastianich: “Mi sgridi forti, la prego!”.

    Terzo. Emma, a vederla così, sembra una persona buona e onesta, forse non è la migliore, non è la più brava, forse non ha nemmeno la personalità per emergere, ma io una cena da lei me la farei preparare eccome. Quando Rachida le ha continuato a dire di stare zitta, speravo la ribaltasse tipo Wrestling, ma Emma è troppo brava per queste reazioni… meno male non ero io al suo posto.

    Comunque, in sintesi, persone come Rachida sono da evitare come la peste bubbonica.

  4. cristina brondoni
    7 febbraio 2014 a 12:39 | #4

    Ciao MrChreddy,

    non sapevo della cosa USA. Sei sempre un pozzo di informazioni. Certo, un po’ triste che abbiamo preso il format pari pari, ecco…

    E, a dire il vero, anch’io mi fare cucinare volentieri un piatto da Emma.

    Le “polpetti di diavolo” invece vorrei evitarle. 🙂

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