Espressioni del viso e make up

Espressioni del viso: Vivien Leigh nei panni di Rossella in Via col Vento.
Espressioni del viso: Vivien Leigh nei panni di Rossella in Via col Vento.

Le espressioni del viso stanno alla base della menzogna. Ma mi sono resa conto che il make up cambia completamente le espressioni del viso.

Ho seguito un corso di make-up.

La lezione sulla forma delle sopracciglia delle labbra è stata illuminante.

L’insegnante, Tomoko, è un’adorabile giapponese con un accento un po’ difficile da seguire e, per questo, esotico e meraviglioso.

Tomoko ha disegnato alla lavagna le sopracciglia, l’occhio e la bocca. E le espressioni del viso erano piuttosto chiare: come le emoticon, per esempio.

Con pochissimi tocchi di pennarello ha cambiato completamente il disegno più di qualche volta.

Sopracciglia più lunghe, viso più triste, sopracciglia più ad angolo in alto viso più duro, sopracciglia più corte e verso l’interno viso più piccolo.

Ho pensato che l’effetto fosse dovuto al fatto che si trattava di un disegno.

Invece Tomoko, prontamente, ha tirato fuori una quantità invereconda di pagine pubblicitarie tratte da riviste patinate che mostrano bellissimi visi di modelle.

Tomoko ha precisato che quasi tutte sono ritoccate con Photoshop, ma che l’effetto non cambia ugualmente: le espressioni del viso cambiano in base al make up (oltre che a Photoshop).

Identikit. Esempi.
Identikit ed espressioni del viso.

Espressioni del viso: come ti cambio la faccia

Ha poi ritoccato le pagine pubblicitarie: l’effetto è stato sorprendente. Sharon Stone con le sopracciglia corte corte e sottili somiglia a una bambola di porcellana, bella ma inespressiva. Nel ritocco di Tomoko diventa profonda e dura.

Tomoko ha riservato lo stesso trattamento alle espressioni del viso di almeno una ventina di testimonial di case di moda, profumi, cosmetici e altri prodotti di lusso.

E il risultato, ogni volta, è stato spettacolare. Ho pensato che, quando si fanno gli identikit si punta parecchio sulla forma.

Espressioni del viso e ricordi

Com’era la forma del viso, com’erano le sopracciglia, gli occhi, gli zigomi, la bocca. Ma è molto difficile raccontare un viso a qualcuno che non lo ha visto. Di solito si raccontano le espressioni del volto o le emozioni provate.

In tv e al cinema di solito l’identikit salta fuori più o meno come la fotografia del cattivo (quando, ovviamente, verrà preso). Nella realtà le cose non stanno proprio così.

Grace Kelly.
Grace Kelly.

Ognuno di noi si sofferma su dettagli che magari per altri sono poco importanti.

Tutti noi riusciamo a riconoscere (e ricordiamo) segni sul viso: una cicatrice profonda su uno zigomo, piuttosto che un occhio nero, un dente che manca.

Motivo per cui chi va in giro con l’intento di rapinare spesso si trucca in modo da attirare l’attenzione su un solo dettaglio.

A me gli occhi!

Quel dettaglio sposta completamente l’attenzione. Se siamo concentrati sulla cicatrice profonda non noteremo (e quindi faremo fatica a ricordare) il colore dei capelli, degli occhi, la forma delle sopracciglia, la bocca, i denti, l’altezza delle orecchie rispetto agli occhi e tutto ciò che potrebbe tornare utile quando si fa un identikit.

Tomoko ha presentato due visi più che conosciuti. Il viso di Grace Kelly e quello di Vivien Leigh. E ci ha chiesto di descriverli senza vederli.

Su Grace Kelly le partecipanti al corso, me compresa, hanno usato aggettivi come “bellissima”, “meravigliosa”, “bella”, “perfetta”, “elegante”. Nessuna però ha raccontato che tipo di viso fosse.

Quel certo non so che

Per Vivien Leigh gli aggettivi sono stati di tutt’altra natura, riguardavano la sua personalità e le espressioni del viso e non la bellezza in generale: “volitivo”, “di carattere”, “duro”, “intenso”.

Eppure Vivien era bellissima tanto quanto Grace. Forse era meno elegante, ma perché dire che Vivien era di carattere e Grace no?

Tomoko l’ha chiarito immediatamente.

Il marchio di fabbrica di Vivien erano le sopracciglia: asimmetriche. E quindi espressive, uniche, caratteristiche. Il viso di Grace era perfetto. Completamente simmetrico. E quindi dimenticabile. Nel senso di più difficile da afferrare, da descrivere, da contenere.

Quello lì sembra di un altro mondo

Tomoko ha anche fatto notare quanto possa cambiare il viso con accorgimenti minimi: se a Grace si vanno a ritoccare le sopracciglia nel punto più alto, tirandole più verso l’attaccatura dei capelli, l’espressione diventa più dura. Se a Grace si va a ritoccare il labbro superiore applicando sulle due punte superiori un po’ di rosso, Grace cambia faccia.

Uno, nessuno, centomila.
Uno, nessuno, centomila.

Tomoko ha anche detto che tutte noi possiamo cambiare se cambiamo la forma delle sopracciglia e della bocca.

Basta far caso al signor Spock di Star Trek. Che fa il vulcaniano, ovvero l’alieno. Se ci chiedessero di descrivere Spock diremmo che ha le orecchie a punta e le sopracciglia all’insù verso l’esterno.

Quel monociglio lì…

Facile no? Uno dei problemi più grandi per gli esperti di ricostruzione facciale è proprio la forma delle sopracciglia.

Se da un lato è vero che ci sono le ossa del cranio a determinare i contorni che un tempo sono stati del viso, dall’altro è anche vero che le sopracciglia vanno indovinate. E un viso cambia completamente se le sopracciglia cambiano.

E a volte restano i dubbi. Sarà stato davvero così quel viso? In tutto questo come non ricordare Cesare Lombroso e il fatto che, per lui, chiunque avesse le sopracciglia unite era un poco di buono. Tomoko ieri ha detto che più sono vicine le sopracciglia, più il viso si chiude e si incupisce. Tomoko come Cesare.

 

4 pensieri su “Espressioni del viso e make up”

  1. Splendido splendido articolo. Tu l’hai declinato nel tuo lavoro e io lo fletto di nuovo e dico: pensa quanto sono utili questi dettagli per chi scrive. Show, don’t tell! Davvero!

  2. Grazie, Carlotta!
    Resta il fatto che andare al corso di make up e pensare ai crani umani e alla ricostruzione facciale non è una roba bella.

    Ci faccio caso spesso. In molti romanzi ci sono personaggi un po’ stereotipati, a volte perché la descrizione non entra nei dettagli, ma si ferma al macro.

    Mentre in Cime tempestose c’è una narrazione memorabile delle espressioni del viso legate all’umore della persona e alla percezione degli altri (e di come eventualmente cambiare).

    Grazie ancora per essere passata di qui. 🙂

    Cristina

  3. Interessante.

    Quando studiavo disegno queste cose le consideravo nel fare un viso. Anche se quando si disegna, per rendere un viso credibile e non “strano” bisogna rispettare certe regole di proporzione, regole che madre natura non segue sempre sempre.

    Ora, però, comincerò a fare più caso a sopracciglia e bocca degli altri 😀

  4. Ciao MrChreddy,

    Tomoko dice che bisogna correggere madre natura. Ma non troppo. Nel senso che poi si diventa inespressivi. O con espressioni sbagliate (tipo molto tristi o sempre stupiti).

    🙂

    Cristina

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