Prostituta trovata morta a Scandicci: che sia un serial killer?

Gli investigatori sulla scena del crimine. Foto Corriere della Sera.
Gli investigatori sulla scena del crimine. Foto Corriere della Sera.

Secondo gli investigatori non è un serial killer. Lo dico subito, così libero il campo da eventuali incomprensioni. Il fatto è questo: nella mattinata del 5 maggio il cadavere di una donna è stato trovato legato a una sbarra. I polsi erano assicurati alla sbarra (che chiude una strada) con dello scotch.

La donna faceva, probabilmente, la prostituta. A trovarla una persona di passaggio che ha dato l’allarme. Il cadavere è stato ritrovato in via del Cimitero a Ugnano che si trova tra Scandicci e Firenze. Il luogo del ritrovamento si trova in zona rurale sotto un cavalcavia dell’autostrada A1.

Il cadavere appartiene a una donna dall’apparente età di 25 – 30 anni. E’ stato trovato nudo, ma con le scarpe calzate. Il primo esame esterno del medico legale non ha evidenziato, stando alle dichiarazioni, segni di violenza. Il testimone che l’ha trovata ha descritto la posa “come crocefissa”. Quindi con le braccia aperte.

A marzo del 2013 una prostituta di 46 anni era stata ritrovata viva legata nello stesso posto allo stesso modo. Era stata violentata e rapinata. E disse che a ridurla così era stato un cliente. Erano stati alcuni residenti della zona, all’epoca, ad avvertire i carabinieri. La donna, infatti, si lamentava e chiedeva aiuto.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera ci sarebbero stati, negli anni, altri casi di prostitute legate nello stesso modo e ritrovate vive, sempre nella stessa zona. Prostitute che, però, hanno deciso di non fare denuncia. Ora. Per gli investigatori la donna ritrovata cadavere è un caso isolato da non ritenersi correlato agli altri.

Una veduta di insieme della scena del crimine. Foto Corriere della Sera.
Una veduta di insieme della scena del crimine. Foto Corriere della Sera.

Una delle motivazioni è che quest’ultima non sembra essere stata rapinata degli averi. E perché, immagino, è stata ritrovata morta e non viva come le altre vittime (o, almeno, come l’altra vittima certa che ha denunciato la violenza). Oppure per evitare di scatenare il panico. La zona, quella tra Scandicci e Firenze, fa un po’ venire i brividi.

Che il tutto non sia legato al Mostro di Firenze pare pacifico: il Mostro di Firenze aveva un modus operandi completamente diverso. Anche se la zona coincide. Probabilmente gli investigatori nell’affermare che non ci sono legami intendono che non ce ne sono con il mostro di Firenze. E non con il caso della 46enne trovata legata nello stesso modo.

Sbagliando si impara

I serial killer (che magari ancora non sono serial killer) di solito evolvono. Prendono dimestichezza con le loro fantasie, le coccolano per bene, provano a metterle in atto. Alcuni lo fanno un passo dopo l’altro, come chi si stia accostando a uno sport che non conosce, altri sono meno cauti. Dipende dal tipo di persona, dalla personalità e dalle capacità.

Pensare davvero che due prostitute trovate nella stessa via, quasi nello stesso luogo, legate allo stesso modo non presentino tratti in comune da ricondurre a un unico autore di reato fa un po’ strano. A meno che non ci sia un atto, nella zona, il campionato mondiale di legatura dell’essere umano e nessuno lo abbia comunicato, ecco.

Del costringere, legare, soggiogare

Il legare è un modo di fare tipico degli offender dominatori: chi vuole dominare l’altro non esita a costringerlo. C’è chi opta per chiudere in gabbia la vittima, chi invece si organizza con strumenti di costrizione: corde, lacci, scotch, manette, fili elettrici e chi più ne ha più ne metta: la fantasia umana è sconfinata e nessuna scienza potrà mai misurarla.

Spesso di chi lega la vittima è in difficoltà lui stesso. E tende a soggiogarla completamente perché, in qualche modo, la teme. Teme che possa fuggire, che possa reagire, che possa comportarsi da essere umano. E non da cosa. Perché i dominatori più degli altri tendono a spersonalizzare la vittima.

Investigatori sulla scena del crimine.
Investigatori sulla scena del crimine.

Vittime ad alto rischio

Quando si tratta di prostitute, come fa pensare questo caso (stando alle dichiarazioni), non è strano che la vittima possa essere “convinta” a sottostare a determinate richieste: basta pagare. La prostituta è una vittima ad alto rischio: sale in auto con sconosciuti. E tra l’altro, dato che il fine ultimo sono i soldi, non è raro che rischi ancora di più per guadagnare.

Se la vittima ha tra i 25 e 30 anni potrebbe essere che il killer abbia più o meno la stessa età. Le statistiche, infatti, raccontano storie di killer e vittime quasi coetanei. Anche il fatto che questa sia la prima vittima trovata morta fa pensare a qualcuno che sia all’inizio della “carriera” come killer.

Che non significa che non sia già a carriera inoltrata come stupratore. Come detto: sta evolvendo. Non è da escludere che la vittima di stamattina sia un “danno collaterale”. Il killer magari non aveva intenzione di ucciderla, ma gli eventi sono precipitati e la situazione gli è sfuggita di mano.

Sicuramente parlare di serial killer è prematuro: ci devono essere almeno due vittime morte per poterlo fare. Ma non è prematuro parlare di un criminale seriale. E le prostitute della zona dovrebbero stare attente, molto attente. La prima vittima c’è già stata.

6 pensieri su “Prostituta trovata morta a Scandicci: che sia un serial killer?”

  1. Non meraviglia che ultimamente sempre più spesso la nostra criminologa Cristina Brondoni venga convocata in tv: le sue analisi infatti filano, come fila il buon senso, oltre alle sue capacità e all’acume con cui ce le snocciola. C’è da augurarsi che qualche cosiddetto investigatore si accorga di lei e finalmente ne faccia buon uso.
    Complimenti!

  2. Ciao Archivista,

    bentornato. 🙂

    Grazie. Anche se non credo che gli investigatori abbiano necessità delle mie analisi. Sicuramente sono in grado di farne altre e migliori.

    A presto,

    Cristina

  3. Zona Scandicci e brividi penso saranno associati per un bel po’. Tornando mentalmente al precedente articolo sul mostro di Firenze non ho potuto far a meno di osservare che la scena non è iper-affollata. Questa volta speriamo che i guanti li abbiano usati nel modo giusto.
    Grazie dell’articolo (non posso scrivere ‘bello’, visto l’argomento macabro) come al solito chiaro, conciso e ben misurato.

  4. Ciao Giò,

    come stai?

    Penso anch’io che zona Scandicci e brividi saranno associati per un bel po’… anche se mi spiace per la brava gente della zona.

    Mi associo alla tua speranza che i guanti (e tutto il resto) siano usati bene.

    Grazie per le tue parole. E grazie per aver lasciato, ancora una volta, un commento. 🙂

    Cristina

  5. Ma, insomma, anche a non voler parlare di serial killer come si può affermare che i due casi non siano assolutamente correlati? E poi si è scritto che altre prostitute siano state vittime di episodi simili, ma che non abbiano denunciato (comprensibile visto il quadro d’illegalità in cui si muovono). Se nessuno si muove in questa direzione d’indagine vuol dire, purtroppo, che non lo si vuole fare perché “tanto sono solo prostitute”.

  6. Ciao JTK,

    guarda. Di solito sono possibilista con tutti. Soprattutto con chi lavora. Seguo sempre l’idea di uno dei migliori capiredattori che abbia mai incontrato: “Chi fa sbaglia, chi non fa critica”. Quindi di solito evito di criticare. E mi metto nei panni di chi ci sta lavorando. E, dato che fa, sbaglia. Può sbagliare.

    Stavolta mi permetto di criticare perché chi avrebbe dovuto fare (con conseguenti errori legati al fare) non ha fatto. Ed è drammatico.

    Le tue parole, così vere, così umane, sulla denuncia sono la chiave: ovvio che le prostitute non denuncino. E sono praticamente certa che nessuno ha fatto per questo. E si difenderà dicendo: “E ma loro non hanno denunciato”.

    Mi spiace per il post successivo che è polemico, acido. Ma sono frustrata. Perché penso alla donna uccisa. Che avrebbe potuto essere ancora viva. E poco mi importa cosa faceva, se si è messa in pericolo, se era tossica. Era viva. E ora è morta. Perché nessuno ha fatto niente.

    Devastante.

    Grazie ancora per essere passato di qui e aver lasciato il tuo pensiero,

    Cristina

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