Camperismo libero sicuro: come evitare i pericoli

Camper e orde di barbari (di zombie, in questo caso nel film World War Z).
Camper e orde di barbari (di zombie, in questo caso nel film World War Z).

Tempo di vacanze. Di solito chi si aggira per il mondo a bordo di un camper sa bene dove andare e come arrivarci. Difatti questo post probabilmente sarà del tutto inutili. Ma mi è venuto in mente perché capita, raccontando di viaggi, che ci siano obiezioni tipo: “Camperismo libero? Ma siete matti?! Ma è un rischio!“.

Vero. Il camperismo libero può essere rischioso. Nel senso che si tratta di parcheggiare il camper da qualche parte dove non ci sono sbarre, guardiani e porte di sicurezza a prova di bomba a difendere il riposo dei viaggiatori. E dove, magari, ci sono orde di barbari pronti all’attacco.

Ammesso e non concesso che vi troviate in luoghi in cui non sia vietato, il camperismo libero si può fare in (relativa) sicurezza.

Innanzitutto è necessario definire la sicurezza in questo ambito. Sicurezza dal punto di vista automobilistico e sicurezza dal punto di vista ambientale e sociale.

Rotte di collisione

Il primo punto per fare del camperismo libero sicuro è facile. Si tratta di evitare di parcheggiare il camper in luoghi in cui potrebbe subire un incidente o un tamponamento. Capita spesso di vedere camperisti che parcheggiano, anche solo per fare una sosta e godersi un panorama, in uno slargo all’uscita di una curva.

Senza magari considerare che si tratta di un posto in cui accostare in caso di emergenza. Quindi il camperista accorto dovrebbe considerare la strada: cosa succederebbe se un’auto, arrivando dalla strada, tirasse dritto? Mi centrerebbe oppure mi eviterebbe?

Non è un calcolo difficile da fare. Non serve scomodare la trigonometria. E’ sufficiente controllare su quale traiettoria si è parcheggiati. Ed eventualmente spostarsi un po più in là.

Non parcheggiare sotto gli alberi durante tempeste e temporali.
Non parcheggiare sotto gli alberi durante tempeste e temporali.

Sotto le fresche frasche

Il secondo punto del camperismo libero sicuro è un po’ più complesso ed è diviso in due: pericoli ambientali e pericoli sociali. Quelli ambientali sono di più facile individuazione.

Parcheggiare, per esempio, sotto un albero è bellissimo. Ma se sta infuriando un tremendo temporale, magari è meglio prenderselo tutto. Ce lo hanno insegnato quando eravamo piccoli: non si sta sotto gli alberi durante il temporale. E non ci si sta nemmeno con il camper.

Non è tanto un problema di folgorazione. Ma potrebbe cascare l’albero e investire il camper. Che non essendo di cemento armato rischierebbe di accartocciarsi con noi dentro. Fattore questo, che potrebbe rivelarsi invalidante per proseguire la vacanza.

Onde anomale

Stesso dicasi, sempre in materia di ambiente (cioè di luogo prescelto), per l’acqua. Corsi d’acqua, laghi, acquitrini, paludi, fiumi, ruscelli, torrenti e mare potrebbero nascondere delle insidie: se non si conosce la zona meglio stare con le ruote all’asciutto e in alto rispetto all’acqua.

Se non si conoscono i tempi delle maree o delle piene di un torrente è meglio essere prudenti (anche, e soprattutto, se siete in tenda invece che in camper).

Nella peggiore delle ipotesi l’acqua trascina gli oggetti verso il fondo, nella migliore il camper resta impantanato che nemmeno i pompieri lo tirano fuori. Per cui: ruote all’asciutto e camper in alto rispetto all’acqua.

Il camper (un Winnebago) usato come torretta e rifugio dagli zombie nella serie tv The Walking Dead.
Il camper (un Winnebago) usato come torretta e rifugio dagli zombie nella serie tv The Walking Dead.

E le orde di barbari?

Resta poi la sicurezza dal punto di vista sociale che, forse, è la più difficile da considerare. Ognuno di noi, infatti, ha esperienze e modi di “sentire” differenti. Motivo per cui la sicurezza è una cosa, la percezione della sicurezza è tutt’altra faccenda.

Noi ci basiamo quasi esclusivamente sulla percezione della sicurezza, cioè su quanto ci “sentiamo” sicuri. E non su quanto effettivamente siamo al sicuro in quel posto in quel momento.

Il nostro cervello reagisce in base alle informazioni che sono già in suo possesso e ci fa agire di conseguenza: se siamo nati e cresciuti in un quartiere malfamato alla periferia di una grande città avremo un’esperienza diversa rispetto a chi è nato e cresciuto in un quartiere bene di un piccolo centro.

Atti vandalici: meglio non fermarsi.
Atti vandalici: meglio non fermarsi.

Percezione del rischio

Il quartiere malfamato e il quartiere bene sono due luoghi separati e distinti che avranno abituato i cervelli degli abitanti a ragionare in modo diverso: sprango porte e finestre quando esco, non chiudo mai la porta di casa; parcheggio l’auto sotto il lampione e mi assicuro che sia chiusa e che l’antifurto funzioni, lascio l’auto aperta con il finestrino abbassato che fa caldo.

Una volta che queste due persone, quella del quartiere malfamato e quella del quartiere bene, si sposteranno per il mondo i loro cervelli funzioneranno secondo background: avranno due percezioni della sicurezza differenti.

Ma ci sono elementi che possono farci andare oltre la percezione in modo che la nostra valutazione di un luogo (e dei suoi abitanti) sia, oltre che istintiva (fondamentale: se un posto non vi convice, andatevene senza esitare), anche “scientifica”.

Tipi di tipi di tipi di videocamere per sorveglianza.
Tipi di tipi di tipi di videocamere per sorveglianza.

Sopralluogo sulla scena del camperismo libero

Il sopralluogo nel luogo in cui si è deciso di fare del camperismo libero sicuro è importante. Le tracce o l’assenza di tracce possono raccontare la storia di un posto. Per esempio: sono tracce ben visibili le inferriate alle finestre. Se ci sono case che hanno le grate alle finestre, siete nel posto sbagliato per fare camperismo libero sicuro.

Meglio andare altrove. Se invece non vedete né grate alle finestre e neppure segni che vi facciano supporre che ci possa essere la presenza di ladri, tipo il cartello “risposta armata” o del filo spinato che delimita la proprietà, allora il posto potrebbe essere sicuro.

E ancora. Se intorno a voi non ci sono abitazioni allora dovrete fare un sopralluogo un po’ diverso. Cercate tracce a terra e per aria. In aria, su pali, strutture e altro potreste trovare telecamere. Va abbastanza bene: nel senso che una zona videosorvegliata (o presunta tale) è piuttosto sicura.

La sorveglianza video è un deterrente non indifferente per i malintenzionati. Per cui potreste parcheggiare a tiro di telecamera (se c’è l’occhio magico riprende a 360 gradi, quindi il vostro camper sarà a tiro che lo vogliate o meno).

La teorie delle broken window dice che se il palazzo si lascia così attirerà criminalità.
La teorie delle broken window dice che se il palazzo si lascia così attirerà criminalità.

Ordine, disordine e crimine

E guardate anche a terra. E’ per terra, per forza di gravità, che ci sono le tracce migliori. Le aiuole o il verde pubblico sono fondamentali: se sono tenuti bene siete in un buon posto. Se invece ci sono cartacce, erba alta e schifezze varie, non siete affatto in un buon posto.

Il bello, l’ordine, la pulizia allontanano la piccola criminalità. Mentre il disordine e la sporcizia la attraggono. E’ un assunto criminologico molto importante (è la teoria della broken window). Se vedete troppo disordine, andatevene. Il vostro camper, bello, pulito e in ordine, potrebbe spiccare come una mosca su una torta di panna.

E’ qui la festa?

A parte il verde pubblico, guardate sempre a terra: cosa vedete? Niente? Allora può andare bene. Se invece vedete rifiuti che hanno a che fare con la sfera del divertimento (lattine, bottiglie di birra, cartocci di cibo, involucri di preservativi) siete in un posto che, probabilmente, è sicuro, ma difficilmente potrebbe anche essere tranquillo.

Non sapete, tra l’altro, che tipo di divertimento si consumi in quel posto: un conto sono i ragazzini che cercano di stare fuori dalla vista dei genitori, un altro conto è il giro della prostituzione. Se non conoscete il posto, potreste avere delle sorprese.

Il parcheggio di un centro sportivo davanti a un asilo in Slovenia. Perché no?
Il parcheggio di un centro sportivo davanti a un asilo in Slovenia. Perché no?

Che ora è?

Per la vostra valutazione scientifica tenete sempre  presente anche gli orari: se vi fermate in un posto che vi pare ottimo alle tre del mattino le possibilità che vi capiti qualcosa sono decisamente basse. Se invece vi fermate alle due del pomeriggio ci sono possibilità diverse.

Alla luce del giorno e con tante ore prima che faccia buio il vostro camper potrebbe venire notato dalla persona sbagliata. Che, se deciderete di fermarvi per la notte, avrà tutto  il tempo di organizzarsi per crearvi un qualche problema. Nella valutazione è sempre importante ricordarsi che nessuno vi aspetta o si aspetta di trovarvi lì.

Il crimine che colpisce i camperisti di solito è un crimine dettato dall’occasione, niente di più. Difficilmente ci sarà  una premeditazione come, invece, c’è nei furti in abitazione. Ma fermarsi verso sera potrebbe scongiurare anche l’eventualità della premeditazione.

A questo punto, non resta che augurare buone vacanze e… fidatevi dell’istinto!

3 pensieri su “Camperismo libero sicuro: come evitare i pericoli”

  1. Ecco, anch’io sono camperista e la teoria della broken window andrebbe spiegata a molti amministratori locali italiani: perché se nel mio comune costruisco la mia bella area attrezzata per camperisti (con parcheggi, rubinetti per l’acqua, pozzetti di scarico e magari qualche aiuola verde e un paio di prese di corrente), ma poi non ci faccio la manutenzione (l’erba va tagliata, il piazzale spazzato ogni tanto, le lampadine dei lampioni non sono eterne e i cestini se nessuno li svuota tendono per loro natura a riempirsi) ecco che il posto diventa ricettacolo di un campionario di devianza etnico-sociale notevole perché i camperisti/turisti cominciano a evitarla. Si arriva e si tira dritto perché, appunto, la trasandatezza comunica insicurezza). Poi la voce corre su “radio camper” e decine di migliaia di euro investiti rimangono per lo più inutilizzati e abbandonati, anche se in luoghi turistici (dalle mie parti un esempio eclatante è l’area sosta attrezzata prossima al complesso monumentale della Certosa di Pavia).

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