Jerad e Amanda Miller: terrore e follia a Las Vegas

Jerad Miller in un fermo immagine di un suo video caricato su YouTube.
Jerad Miller in un fermo immagine di un suo video caricato su YouTube.

Ancora una volta, mi verrebbe da dire, Lombroso aveva ragione. Ma non lo dirò per evitare quelli che mai un sorriso, mai una gioia, mai una soddisfazione. Comunque.

Il fatto è questo. Domenica 8 giugno a Las Vegas la coppia di sposi Jerad e Amanda Miller (31 anni lui e 22 lei) hanno fatto fuoco contro due poliziotti che stavano pranzando ammazzandoli.

Poi sono entrati nel vicino supermercato Walmart sparando in aria. Un uomo ha tentato di fermarli sparando anche lui ed è stato ucciso da Amanda. A quel punto Amanda ha ucciso Jerad e poi si è sparata, uccidendosi.

Non è una novità che qualche fuori di testa (sì, va bene, amici psichiatri, avete ragione: che qualche antisociale con tendenze paranoiche e tratti narcisisti misti a deliri di onnipotenza e a sospetta schizofrenia) ogni tanto spari a qualcuno.

Molto spesso è difficile prevedere chi farà cosa e quando (e perché). Nel caso di Jerad e Amanda, forse, non sarebbe stato da escludere a priori una qualche forma di controllo sociale o legale.

I due, infatti, sembra che abbiano sparato con l’intento di creare una nuova Columbine (il massacro portato a termine nella scuola da due adolescenti nel 1999).

Non era insolito, pare, che i due si travestissero da Joker e Harley Quinn (i cattivi di Batman, che avevano tanto affascinato James Holmes di Aurora), stando alle foto che pubblicavano sul loro profilo Facebook e alle testimonianze.

E a quelli che, ancora, insistono nel dire che la fiction (di qualsiasi natura: film, videogioco, serie tv, libro, fumetto) non influenza nessuno, rispondo: a me pare che qualcuno lo influenzi.

Che non significa, naturalmente, che sia necessario censurare. Al contrario. Libri, fumetti, videogichi, film e tv sono sani. Solo che quando uno ha dei problemi tutti suoi, magari rischia di usarli un po’ male.

Jerad e Amanda Miller. E non era Halloween. Era la norma. Pare.
Jerad e Amanda Miller. E non era Halloween. Era la norma. Pare.

Dimmi cosa guardi e…

Ed è necessario che psicologi e psichiatri inizino a fare i conti anche con ciò che passa la tv invece di cercare esclusivamente nei traumi (veri o presunti) del passato dei loro pazienti.

In tanti casi tv, videogames e fumetti vengono trattati con un certo disprezzo da chi fa robe alte. Spesso non viene tenuto in conto che i pazienti di robe alte non ne fanno. Semplicemente vedono la tv.

Ma andiamo avanti. Sembra anche che Jerad e Amanda avessero una “ideologia”. Odiavano poliziotti, Stato e governo, ma non è chiaro cosa invece predicassero o volessero.

La cara vecchia rivoluzione

Erano anche due tossicodipendenti noti alle forze dell’ordine (per aver commesso precedenti reati). Una vicina di casa ha dichiarato di sapere che parlavano di rivoluzione.

Due matti allo sbando

Ma ha anche aggiunto che li ha “presi per pazzi” e quindi non ha dato loro alcun credito. Invece Jerad e Amanda hanno aperto il fuoco probabilmente davvero convinti di dover cambiare il mondo.

Di quale rivoluzione si sia trattato, per ora, non è dato sapere. Dopo aver sparato in aria e poi all’uomo che li ha affrontati, Amanda ha ucciso il marito per poi uccidersi con la stessa arma.

La bandiera di Gadsden.
La bandiera di Gadsden.

Sul corpo di uno dei poliziotti i colleghi hanno trovato una bandiera di Gadsden che è considerata una delle prime bandiere americane.

Ed un simbolo di lotta patriottica (c’è scritto non calpestarmi). Sull’altro corpo i detective hanno trovato il disegno di una svastica. E poi c’era un biglietto: “Questo è l’inizio di una rivoluzione”.

E te lo dico pubblicamente

La polizia ha dichiarato che la coppia era stata vista in compagnia di gruppi della supremazia bianca e di alcuni gruppi di milizie. Con loro avevano assaltato un ranch.

Jerad Miller era un tipo che non aveva grandi problemi a dire ciò che pensava, tanto è vero che in più di un’occasione lo ha fatto servendosi di YouTube.

Una dichiarazione d’amore alla moglie e un “manifesto” sul suo pensiero in merito al governo che ovviamente, secondo lui, non aveva di meglio da fare che spiare tutti quanti.

Se il governo l’avesse davvero spiato, probabilmente sarebbe anche riuscito a fermarlo prima che decidesse di ammazzare i poliziotti e un tizio che ha avuto la disgraziata idea di difendersi.

Jerad e Amanda Miller, come molti prima di loro, hanno vissuto confondendo spesso la realtà con la fiction (o semplicemente con la fantasia), vuoi per via di aiuti chimici, vuoi per problemi psichiatrici.

Di seguito un altro messaggio di Jerad Miller truccato da Joker: inizia come iniziano i presidenti degli Stati Uniti quando hanno qualcosa da dire ai loro compatrioti: “My fellow Americans”.

2 pensieri su “Jerad e Amanda Miller: terrore e follia a Las Vegas”

  1. Da fruitore convinto di videogiochi, fumetti, film e tutto il resto, concordo con quanto scritto.

    Questi media non traviano le persone spingendole ad ammazzare, ma tutto dipende da chi li usa e dalle sue condizioni mentali.
    Film violenti, videogiochi violenti, fumetti violenti e quello che volete, li vedo, gioco e leggo da che ho memoria, eppure non mi è mai venuto in mente di scendere in strada con un uzi e scaricarlo addosso alla gente che passa. Questo perché sono normale e ho sempre saputo cosa avevo in mano ed ero capace di discernere la realtà dalla fantasia.
    Certo, da piccolo facevo finta di essere l’Uomo Ragno e sognavo di diventare Batman, ma non mi sono mai lanciato da un balcone tentando di sparare ragnatele o di volare tenendo il mantello allargato, perché sapevo che quelle cose funzionano nei fumetti, ma nella realtà finisci a baciare l’asfalto.
    Stessa cosa con i cattivi, ti affascina la loro intelligenza (quelli intelligenti ovviamente) e i loro mirabolanti piani, ma non riesci mai a identificarti perché è sempre chiaro che la loro visione è distorta e sbagliata.

    Chi non riesce a capire questa cosa, probabilmente ha già una visione distorta e sbagliata della vita di per sé.

    Certo, su queste persone magari fomentano poi gli atti criminosi come spiegato nell’articolo, ma anche la benzina volendo può essere usata per bruciare la casa con dentro la nonna legata alla sedia della cucina, però non è che la colpa è dei benzinai, degli arabi o della benzina stessa. La colpa è sempre di chi la usa in modo improprio.

    Per una volta son contento che non si sia demonizzato un mezzo, ma si sia parlato di follia preesistente.

  2. Caro MrChreddy,

    credo che l’immagine della nonna legata alla sedia della cucina mentre la casa le brucia intorno mi perseguiterà per il resto della vita.

    Ma grazie per le tue parole.

    Non sopporto chi prende spunto da questi episodi (triste e drammatici, ma statisticamente vicini allo 0) per dire che la colpa è della tv.

    Un po’ come quando l’ubriaco al volante si schianta contro un palo e la colpa è sempre dell’auto che ha sbandato, della strada bagnata e del palo che era nel posto sbagliato al momento sbagliato.

    La persistente voglia di allargare i limiti della normalità ha portato, dal mio punto di vista, a relativizzare un filino troppo. E se tutto è relativo, tutto diventa normale.

    Anche andare in giro vestiti da Joker.

    Ultimamente sembra che ci sia un certo timore a dire “quello è fuori di testa” perché c’è sempre qualcuno pronto a pronunciare la mitica frase: “Beh, in definitiva nessuno è normale”.

    Filosoficamente il concetto mi è chiaro e lo trovo anche condivisibile. Ma non è applicabile alla realtà dove credo sia fondamentale fissare dei limiti a ciò che è normale e ciò che non lo è.

    Altrimenti si rischia di considerare il prossimo serial killer che colleziona teste umane nel freezer di casa uno che, semplicemente, ha il suo hobby. Un hobby forse un po’ estremo, ma perché dire che non è normale?

    Detto questo, torno ancora con la mente alla nonna legata alla sedia della cucina mentre la casa le brucia attorno.

    🙂

    Grazie per essere passato ed esserti fermato a condividere il tuo pensiero.

    Cristina

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