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Psicopatici in ufficio – Degli psicopatici / parte 1

Per lo psicopatico il coltello nella schiena potrebbe essere qualcosa di non troppo figurato.

Per lo psicopatico il coltello nella schiena potrebbe essere qualcosa di non troppo figurato.

Lo so. In molti obietteranno subito che “psicopatici” non si dice. Si dice “sociopatici”. Ma non sono una psichiatra e in più a me piace di più psicopatici che sociopatici. Tanto poi è la stessa cosa.

Il DSM V (il libro che dice se siamo matti e in quale misura) lo spiega meglio. Disturbo antisociale di personalità:

disprezzo pervasivo delle regole e violazione dei diritti degli altri che include un insieme di almeno tre dei seguenti comportamenti:

– incapacità di conformarsi alle norme sociale e del rispetto delle leggi;

– scaltrezza che si concretizza con continue menzogne, uso di alias, o con il raggiro per ottenere un vantaggio personale;

– impulsività o incapacità di pianificare a lungo termine;

– irritabilità e aggressività che si concretizzano con liti e violenza;

– non curanza del pericolo e della sicurezza per sé e per gli altri;

– consistente irresponsabilità, che si concretizza nell’incapacità di mantenere un lavoro o di onorare i debiti;

– mancanza di rimorso, indiffrenza o mancanza di senso di colpa dopo aver fatto del male o rubato ad altri

Ted Bundy, serial killer americano, era considerato affascinate. Era bravissimo a fingersi l'uomo ideale.

Ted Bundy, serial killer americano, era considerato affascinate. Era bravissimo a fingersi l’uomo ideale.

Lo psicopatico non prova empatia (quella roba per cui se la nostra amica piange raccontandoci un fatto brutto anche a noi viene da piangere), ma è in grado di capire che gli altri, quelli normali, la provano. Ed è anche in grado di riprodurre, copiando, più o meno perfettamente le espressioni giuste al momento giusto.

Tipo che, anche se non gliene potrebbe fregare di meno, si mette a piangere ai funerali (o almeno fa la faccia contrita dal dolore), sorride ai matrimoni e via dicendo. Ma in cuor suo, un cuore che è giusto una pompa, in questo caso, niente di più, non prova un bel niente.

Ora. Fatta questa già troppo lunga premessa conviene dire che secondo gli studi almeno l’1% della popolazione è affetta da disturbo di personalità antisociale. Questo significa che nella vita di ognuno prima o poi uno psicopatico arriva (a meno che non viviamo da eremiti o non siamo noi gli antisociali di turno).

Patrick Bateman (Christian Bale) nel film American Psycho tratto dall'omonimo romanzo di Bret Easton Ellis.

Patrick Bateman (Christian Bale) nel film American Psycho tratto dall’omonimo romanzo di Bret Easton Ellis.

Per loro natura gli antisociali riescono a raggiungere le vette del potere. Alcuni, ovviamente, non tutti. Soprattutto quelli scaltri, amanti del rischio e che non hanno alcun senso di colpa. Fare carriera servendosi delle teste degli altri per salire la piramide aziendale è la norma.

Più si sale di grado, più è facile avere a che fare con psicopatici. Quindi. Arrivati a questo punto, se vi state chiedendo se il vostro capo che pare un fuori di testa che esercita il potere a culo, si comporta di merda e ha la tendenza a fare lo stronzo è un sociopatico, probabilmente la risposta è sì, è un sociopatico.

Sono stata un po’ volgare, in effetti. Ma è un modo come un altro per chiarire che se è uno si comporta da stronzo, parla come uno stronzo e dice robe da stronzo, probabilmente è uno stronzo. E il sociopatico, molto spesso, rientra in questa categoria: non gliene frega niente di niente tranne che di se stesso.

Patrick Bateman e la scena dei biglietti da visita. Molto psicopatico.

Patrick Bateman e la scena dei biglietti da visita. Molto psicopatico.

Bello, bravo e psicopatico

In molti casi si ha a che fare con gente che sembra molto normale. Troppo normale. Troppo normale per essere vero. In genere il tipo di sociopatico che arriva a ricoprire ruoli chiave di un’azienda ha iniziato a vestirsi in modo impeccabile fin da giovane. Sono quelli fin troppo eleganti. Sempre e comunque.

Il vestito, per lo psicopatico, è molto importante. Un esempio? Il romanzo poi trasposto a film di Bret Easton Ellis American Psycho. Se ci pensate l’abbigliamento e gli accessori erano fondamentali. E Patrick Bateman, il protagonista, era uno che ammazzava. E la scena degli biglietti da visita è memorabile (e veramente psicopatica).

Copiare il prossimo

E poi ci sono le espressioni del viso. Lo psicopatico sta fingendole. Per cui mente. Come si fa a capire che sono finte? In genere le espressioni del viso nascono, vivono e muoino. E hanno i loro tempi. La sorpresa dura pochissimo. Ma un sorriso può essere che ci pervada il viso anche quando se ne è andato.

Lo psicopatico ha espressioni del viso che iniziano e finiscono all’improvviso. Un attimo prima sorride e un attimo dopo è la maschera del nulla. Un attimo prima è triste (o lo sembra) e un attimo dopo non c’è più traccia di tristezza. Tutto falso.

Una classifica di Scientific American sulle professioni scelte più spesso (e meno spesso) dagli psicopatici.

Una classifica di Scientific American sulle professioni scelte più spesso (e meno spesso) dagli psicopatici.

Sempre colpa degli altri

Lo psicopatico non si prende alcuna responsabilità. La colpa è sempre degli altri. E questa è la cosa che fa incazzare di più. Se gli dite che non è il caso di urlare, vi risponderà che avreste dovuto accorgervi che, per lui (ovvero il centro dell’universo), non era una buona giornata.

I truffatori (che di base sono sociopatici, diversamente eviterebbero di vivere truffando gli altri) quando vengono presi in genere danno la colpa ai truffati: “Si vedeva lontano un miglio che era impossibile un rendimento così/che quella crema non avrebbe fatto passare la cellulite/che quell’anello era finto”.

Opportunista e manipolatore

In ufficio incontriamo persone che tendono a gettare discredito sugli altri pur di fare carriera, che perdono le staffe per niente (ammesso e non concesso che, in ufficio, ci sia davvero qualcosa per cui sia necessario perdere le staffe), che trattengono per sé importanti informazioni in modo da avere vantaggi.

Lo psicopatico non conosce altro modo, per fare carriera, che manipolare gli altri. E’ debole con i forti e forte con i deboli. Con chi ha potere sarà un cagnolino che scondinzola, ma solo per tornaconto personale, fino a che non potrà affondare il coltello nella schiena di chi si frappone fra lui e la meta.

Paura e rispetto

E con i sottoposti, i collaboratori e subalterni farà la voce grossa, seminerà il panico. Agli altri dirà che tutti lo temono e quindi lo rispettano. Perché lo psicopatico non ha idea di cosa sia il rispetto. Ma chiama così ogni comportamento che, secondo lui, sia di sottomissione.

Da stampare e attaccare in ufficio, volendo.

Da stampare e attaccare in ufficio, volendo.

E gli altri, se non hanno valide alternative (tipo trovarsi un altro lavoro), dovranno per forza restare lì. E se lui è il capo non sempre potranno rispondergli a tono (pena l’esclusione del lavoro o scenate più intense e violente). Per cui lo psicopatico, di solito, negli uffici gode di vita lunga e prospera.

Tipo, cambiare lavoro

Se avete un capo o un collega come questo non potete farci niente. Lo psicopatico non può cambiare. E’ uno di quei malati di mente che possono tranquillamente vivere in società. Lo psicopatico nasce e resta psicopatico. E vi renderà, potendo, la vita impossibile. E rovinerà gran parte di ciò che toccherà.

Quindi. L’importate è cercare almeno di inviduare lo psicopatico. Una volta individuato diventa tutto più semplice. Si fa per dire. L’unica è tentare di allontarsi quanto più possibile. Perché lo psicopatico è pericoloso. Anche in azienda. Farà di tutto per sé. Compreso truffare, rubare e, perché no, ammazzare.

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