Yara, Bossetti e le indagini: l’effetto CSI

CSI. L'effetto CSI deriva da questa serie tv. Bellissima, tra l'altro.
CSI. L’effetto CSI deriva da questa serie tv. Bellissima, tra l’altro.

Ho avuto occasione di parlare al TgCom24 il 13 luglio sull’andamento delle indagini in merito all’omicidio di Yara Gambirasio e sulle nuove prove come il video acquisito dalle telecamere di sorveglianza che riprenderebbero il furgone di Massimo Giuseppe Bossetti nei pressi della palestra di Brembate di Sopra.

Video che risale al 26 novembre 2010, data della scomparsa di Yara. Il video è delle 18.01 e si vede, poco e male, un furgone. Secondo gli inquirenti quello sarebbe il furgone di Bossetti e, dagli articoli di giornale, sembra chiaro che la prova viene considerata “provata”.

In realtà, come il Dna, non è provato un bel niente. Il punto, infatti, non è trovare qualcuno grazie al Dna e poi rovesciargli addosso miriadi di accuse da cui difendersi. Perché in questo modo chi si trova a doversi difendersi apparirà tremendamente colpevole per la gioia dei forcaioli.

Il video che prova niente

Bossetti ha mentito sul fatto che andava a farsi fare le lampade abbronzanti. Poi ha spiegato che dato che c’era qualche problema di soldi in famiglia e spesso discuteva con la moglie non aveva intenzione di farle sapere che aveva speso dei soldi per risultare meno pallido.

C’è poi la questione che la famiglia Bossetti è diventata argomento di conversazione della nazione intera. Il che non giova un granché alle indagini. Non giova, come già mi era capitato di dire, che il ministro dell’Interno Angelino Alfano abbia annunciato che “l’assassino” era già in carcere.

L'affollatissimo luogo del ritrovamento del corpo di Yara.
L’affollatissimo luogo del ritrovamento del corpo di Yara.

Fatto sta che anche se quello in video fosse il furgone di Bossetti non significherebbe, da solo, un granché. Primo: è suo o no? Secondo: chi c’era alla guida? Terzo: erano le 18.01 e a quell’ora Yara era ancora viva e in palestra. Insomma è necessario provare parecchie cose prima di farsi travolgere dall’entusiasmo.

Ma in tv fanno così!

L’impressione che deriva da tutto questo è che il CSI Effect, l’effetto CSI, abbia colpito. E anche di brutto. Per CSI Effect si intende il fatto che la popolare serie tv (in onda dal 2000) abbia avvicinato il grande pubblico alle scienze forensi con il risultato che ci sia una sovrapposizione tra tv e realtà.

Di solito a cadere vittima dell’effetto CSI sono le giurie popolari che, vista la serie tv in cui grazie alle impronte digitali e al Dna si risolvono tutti i casi, non esitano a chiedere, a volte a pretendere, infiniti test scientifici che, in molti casi si rivelano utilissimi, e in altri completamente inutili. Deleteri.

Stavolta sembra che le vittime innocenti del CSI Effect siano stati gli inquirenti. Questa traccia di sangue rinvenuta, secondo i medici legali, all’interno degli indumenti di Yara e di proprietà, sempre secondo gli esami, di Ignoto 1, identificato senza ombra di dubbio in Massimo Bossetti, pare La Prova.

Indumenti di Yara Gambirasio.
Indumenti di Yara Gambirasio.

Dna delle mie brame

Ed è una prova, ovvio, che lo è. Anzi, possiamo anche considerla davvero La Prova. Ma è necessario qualcosa in più. Per esempio sapere se quel sangue è caduto direttamente sui vestiti di Yara o se invece si tratta di un trasferimento secondario: ovvero quel sangue è arrivato lì trasportato da qualcosa o da qualcuno.

E già qui la differenza tra i due casi salta all’occhio: è epocale. Un conto è se inizio a sgocciolare sangue sugli abiti di qualcuno. Un conto è se sgocciolo in mezzo alla strada, qualcuno calpesta il mio sangue e poi si allontana e sale nell’auto di qualcun altro, che magari ammazza, e porta, in quell’auto, su quella scena, il mio sangue.

Diverso no? E dire che CSI parla proprio di queste cose. Cioè, va bene farsi prendere dal sacro fuoco delle scienze forensi, niente di male, ma è meglio guardare, a questo punto, tutti gli episodi. Perché le foto della scena del luogo del ritrovamento di Yara parlano da sole: ci sono decine di persone.

Video di un furgone del 26 novembre 2010.
Video di un furgone del 26 novembre 2010.

Ufficio complicazioni affari semplici

E poi c’è il video. Vedo nel video un furgone, il sospettato ha un furgone, ok è il suo furgone. Anche no.  Devo verificare. Anzi. Meglio sarebbe stato iniziare da lì l’indagine quattro anni fa. Perché pareva più semplice indagare sulle persone che verso l’ora della scomparsa sono state riprese. Non ci sono tutte le targhe? Ma alcune sì.

E quanti mai saranno i furgoni bianchi con il cassone che girano nei paraggi? 200? 300? 1000? Perché la statistica dice che se uno passa di lì una volta è difficile che sia una e una sola. A meno che non si propenda per la tesi dell’orco venuto da fuori che è piombato a Brembate di Sopra per la prima e unica volta in vita sua e poi si è volatilizzato.

Potrebbe essere. Tutto potrebbe essere. Ma non c’è arrivato con il teletrasporto a Brembate. I video sono molto più interessanti del Dna. Anche se il Dna (dato che ormai sono stati spesi tipo 3 o 4 milioni di euro, tra l’altro per reperti che non si potranno certo usare per altri scopi, ovvio) è utile.

Per cui se Yara è scomparsa tra la palestra e la casa sono quei 700 metri (la distanza tra dove si trovava e la meta che avrebbe dovuto raggiungere) il fulcro di tutto. Il punto di partenza, chi l’ha presa è passato di lì. Magari alle 18.01, ma più verosimilmente c’era poco dopo le 18.30 quando Yara è uscita. E nessuno l’ha più vista.

Volendo, per far confessare qualsiasi cosa a chiunque, si può sempre chiamare Jack Bauer.
Volendo, per far confessare qualsiasi cosa a chiunque, si può sempre chiamare Jack Bauer.

Interrogatori e controinterrogatori

In questa indagine sembra che il gioco sia quello viste tante volte in tv: chiudo nell’angolo il sospettato (tra l’altro con il ministro dell’Interno, non uno qualsiasi, no, il ministro dell’Interno che lo chiama “assassino”) e aspetto che crolli. Gli disintegro la reputazione, la vita, la famiglia e resto in attesa.

Nelle serie tv americane (che ovviamente si basano su leggi americane che, guarda caso, sono un filino diverse dalle nostre) il sospettato, messo alle strette, di solito confessa. Oppure, ancora meglio, gli scienziati forensi gli piazzano sotto il naso l’evidenza di turno, per esempio il suo Dna sulla vittima, e quello abbassa lo sguardo.

Ok, andata ragazzi. Ha abbassato lo sguardo. E’ sicuramente colpevole. Risolto il caso. Possiamo andare a farci una birra in compagnia. E via con la sigla. E vissero tutti felici e contenti. Ovvio: che ci frega di sapere se al processo le prove reggeranno, non reggeranno, saranno ammesse o meno?

Nemmeno negli Stati Uniti le cose vanno così. Per arrivare al processo e per far sì che il processo porti a una sentenza è necessario rispettare il codice. Meglio sarebbe, oltre a CSI, a questo punto guardare anche Law&Order (dove entrano in gioco avvocati e procuratori che mandano a monte il lavoro degli scienziati forensi).

La legge è uguale per tutti. E in tribunale servono prove. Prove provate.
La legge è uguale per tutti. E in tribunale servono prove. Prove provate.

Un po’ di melina

Aspettare che il tizio confessi è un po’ come tentare di portare a casa una vittoria senza alzare il culo dalla sedia. Soprattutto se gli inquirenti sono convinti che il sospettato sia davvero il colpevole. Cioè, in coscienza, se davvero fosse così, ma uno che per quattro anni ha proseguito la sua vita, davvero potrebbe confessare?

Oppure messo alle strette, chiuso nell’angolo senza alcuna possibilità di uscita, è più probabile (e umano) che si chiuda a riccio sentendosi lui stesso vittima (e quindi autorizzato a tacere e a difendere sé e la sua famiglia) e attenda, a questo punto con la stessa strategia, che siano gli investigatori a dimostrare che è colpevole?

Perché questa tecnica ha già dato risultati piuttosto mediocri in altre situazioni. Tenere presente che chi uccide lo fa in modo econimico (nella maggior parte dei casi) e che se si tratta di un delitto isolato potrebbe essere stato la conseguenza di un’altra azione criminosa potrebbe giovare, forse.

Oltre al fatto che pretendere di verificare i fatti incastrando a proprio piacimento ipotesi che vanno dal fantasioso al tremendamente fantasioso potrebbe non essere sufficiente per arrivare serenamente a un processo. E potrebbe, tra l’altro, nuocere alla verità.

34 pensieri su “Yara, Bossetti e le indagini: l’effetto CSI”

  1. Credo che in tutta questa storia l’errore più grosso sia stato quello di Alfano, che ha condannato un uomo in barba a tutte le questioni sulla presunta innocenza.

    Ora i PM devono sbattersi per provarne la colpevolezza e gli avvocati di Bossetti hanno gioco facile per smontare tutte le accuse.

    La cosa che mi stupisce, però, è che con 18.000 DNA sono riusciti a beccare la corrispondenza con un morto, ma non l’hanno fatto a lui. Non so, mi sembra quasi una barzelletta.

  2. Ciao MrChreddy,

    Alfano sicuramente ha una colpa molto grossa. E, tra l’altro, è stato dimostrato che la legge non è uguale per tutti. L’avesse fatto uno di noi un errore del genere sarebbe finito punito. Giustamente. Lui no.

    I Pm si devono sbattere, come dici tu, ma non è che la difesa abbia gioco facile. Secondo me potevano sbattersi un attimo di più per le indagini. Cioè… hai un video (se davvero ce l’hai) e non vai a fare una prova su quelli che sono passati di lì?

    Non cerchi tutti i furgoni e i proprietari? Sarebbe costato molto meno dei Dna.

    E la cosa del Dna, beh, sì, è un filino bizzarra…

    Cristina

  3. La drammaticità di tutta questa situazione che si è venuta a creare è dovuta, come mi sembra di capire dalle note della brava Cristina, alla più grande incompetenza e ad uno scandaloso pressapochismo accompagnati da spreco di denaro pubblico (il nostro). In più sono terrorizzato dal fatto che, così facendo, chiunque di noi potrebbe passare per caso nel mirino di questi dilettanti e fare la fine del mostro di turno.
    Complimenti anche per gli interventi sempre arguti come quello di ieri al tgcom 24.

  4. Dal primo giorno per almeno 4 motivi ho capito subito che quest’uomo era innocente ,poi giorno dopo giorno di motivi per cui bossetti non poteva essere il vero assassino se ne sono aggiunti almeno altri 15 ,quello che non riesco a capire e’ come gente piu’ esperta di me non vede la sua non colpevolezza.

  5. Primo nessuno ha mai visto la ragazzina insieme a bossetti parlare nemmeno un secondo ,ma nemmeno a 100 mt. da lui! Dei furgoni non si legge la targa, tutte le chiacchiere e le opinioni stanno a zero .bossetti incensurato padre di famiglia si invaghisce di miss italia la segue e la pedina???? Ma andiamo!!!!!! Qua’ c’e’ sotto ben altro o una vendetta oppure qualche ragazzetto giovanissimo ,anche se tempo fa ero di altro parere!

  6. Uno come questo bossetti ne un precedente per molestie ne un passato violento padre di famiglia amante dei conigli aspetta di arrivare a 40 anni per tagliare la gola a una bambina? ma dico io! ma si puo’ essere piu’ ciechi!! questo dna va buttato nel secchio altrimenti si conitnueranno ad arrestare innocenti!

  7. 18mila dna poi vanno in discoteca e trovano un lontano pronipote di ignoto uno? Ma qua’ non lamentiamoci se gli americani coi nostri investigatori ci fanno barzellette da ridere a crepapelle!

  8. Ma dico io il minestra alfano? Ma un uomo di quell’eta ministro va a dire una cosa del genere ? abbiamo arrestato l’assassino? e se adesso signor minestra alfano risultasse come io prevedo innocente chi lo RISARCISCE LEI di tasca sua!!!!???????

  9. Gentile Givannaccia ex criminologo,

    approvo tutti i suoi 5 commenti come di consuetudine su questo blog.

    Cristina

  10. Grazie Cristina perdonate il mio sfogo ma dopo anni e anni che leggo di innocenti messi in galera solo con le fantasie di qualche incompetente cerco di polemizzare un po’

  11. Ma dico io vi sembra possibile che questo bossetti nessuna ragazzina nessuno dico nessuno lo ha mai visto parlare con yara ?Gia’ questo a mio avviso lo scagionerebbe al 100×100

  12. Provate voi faccio un esempio dico voi diciamo 40enni ad avvicinarvi a una bambina il giorno dopo lo saprebbero tutte le sue amiche tutta la scuola e mezzo paese.

  13. ….vero, le chiacchiere stanno a zero. Alfano ha sbagliato, ma….intanto Bossetti spieghi cosa ci fa il suo dna sui leggins di Yara. E la risposta “ditemelo voi, io non lo so” non vale, troppo comoda. E’ lui il sospettato, non chi lo interroga.

  14. Caro JTB,

    in effetti il sospettato è lui.

    Il suo modo di fare, con la frase che riporti tu “ditemelo voi, io non lo so”, è di chi ha la tendenza ad allontanare da sé qualsiasi responsabilità.

    E già solo per questo non risulta pienamente cristallino.

    Grazie per essere passato di qui,

    Cristina

  15. @Givannaccia ex criminologo
    ..e meno male che lei e´un ex-criminologo..lol

    Un conoscente racconta il maniaco: «Con lui non si parlava mai di donne»
    lo sa di chi era conoscente? DI RICCARDO VITI!
    sposato,abitava con la mamma , idraulico e giudice ndi Judo INCENSURATO;
    ebbene si divertiva a crocifiggere donne!

    ..lei parte gia con la “pregiudiziale” che una brava persona LOGICAMENTE non puo commettere crimini.. c´mon!

  16. un ultima cosa grazie;
    I condannati a morte(in USA) che vengono liberati grazie all prova del DNA che li scagiona devono essere comunque tenuti in galera secondo voi?
    ..visto che travisate completamente la prova del dna…

  17. Mah, veramente non do per scontato niente. Ma se secondo lei è così, e mi pare che lei abbia già sentenziato, chi sono io per farle mai cambiare idea?

    Grazie per aver lasciato il suo pensiero, comunque. E’ sempre bello confrontarsi con chi è aperto mentalmente. 🙂

    Cristina

  18. Ci mancherebbe, può continuare a scrivere. Approvo qualsiasi commento. Persino quelli offensivi e del tutto inutili.

    I condannati a morte scagionati con la prova del Dna ci sono e sono molti. Ma ci sono anche quelli che sono andati a morte per prove errate del Dna.

    Ma cosa perdo tempo a fare a raccontarglielo? Sicuramente lo sa, eh.

    Un caro saluto,

    Cristina

  19. Io leggo le notizie come tutti voi mi capita di vedere i tg dove viene inquadrato questo muratore analizzo i particolari guardo e cerco di scoprire chi dice bugie e chi dice la verita’,sicuramente la procura avra’ delle prove nascoste che al momento giusto durante il processo tirera’ fuori e inchiodera’ bossetti ,almeno lo spero che non siano cosi’ fessi ed inesperti come il ministro alfano da condannare un uomo innocente. Si perche’ con quello che ho letto analizzato e studiato nei particolari nessuno ma dico nessuno potra’ mai condannare quest’uomo,ripeto a meno che non abbiano qualche carta nascosta .Ma comunque non ci vuole un esperto per capirlo ,il furgone dai filmati che ho potutto vedere anche un orbo se ne accorgerebbe che non e’ quello di bossetti, nessuno lo ha visto mai vicino alla palestra parlare con yara ,non ha un alibi per quel giorno e’ vi sembra possibile un assassino che non tenga pronta una scusa per il giorno in cui ha commesso un reato cosi’ grave? Ripeto ho scritto anche in altri forum vengo bannato ma alla fine parleranno i fatti io sono convinto che questo muratore prendera’ anche un bel gruzzolo di risarcimento!Buonasera alla Gentilissima Cristina

  20. Non banno nessuno. Perché sono certa che ognuno sia in grado di prendersi la responsabilità di ciò che dice. Politica aziendale più che gentilezza. 🙂

  21. Gentile Carlo,

    secondo quanto è stato riportato dai giornali su cosa ha detto il medico legale, sembra che il trasferimento secondario sia da escludere.

    In realtà ho dei dubbi: il Dna trovato sugli indumenti di Yara è stato estratto da tracce ematiche, sangue. Credo che, dopo tre mesi (la distanza tra l’omicidio e il ritrovamento del corpo) sia un po’ difficile capire se erano tracce da sgocciolamento (perché magari l’aggressore si è ferito) o se invece potevano essere tracce da trasferimento.

    Sul corpo di Yara non è stato trovato un solo Dna estraneo. Ma quello che appartiene, secondo gli esperti, senza ombra di dubbio, a Massimo Bossetti è stato, appunto, identificato.

    Non sono una fan del Dna, nel senso che considero il Dna importante, ma resto legata al fatto che, nel nostro sistema giuridico, dove si è innocenti fino a prova contraria, il Dna sia la ciliegina sulla torta dell’evidenza.

    Pensare a un trasferimento secondario è la norma, in questi casi, soprattutto se gli indumenti su cui è stata trovata la traccia non sono certo puliti e precisi. Ma pare che gli esperti siano convinti che quel sangue proviene direttamente dall’aggressore.

    Se ha tempo e voglia, vorrei sapere il suo pensiero.

    Un caro saluto e grazie per essere passato di qui,

    Cristina

  22. Il mio pensiero è semplice : o è un trasferimento diretto o è un trasferimento secondario ; se il trasferimento è diretto non vedo come Bossetti possa essere giudicato innocente . Sempre che gli avvocati difensori non abbiano qualche pensata che a me non viene proprio in mente .

    Un saluto a lei !

    Carlo

  23. Mi sembra che l’unica difesa possibile , per Bossetti , sia ipotizzare un possibile meccanismo di trasferimento secondario del suo DNA ; meccanismo che , almeno a me , non viene in mente .

  24. Buongiorno Carlo,
    mi scuso per il ritardo con cui ho pubblicato i commenti, non li avevo visti.
    Se è trasferimento diretto gli esperti dovrebbero essere, a mio avviso, più sicuri nell’affermarlo. Anche perché il trasferimento diretto potrebbe essere stato dopo la morte della ragazzina (Bossetti l’ha trovata, gli è sanguinato il naso, è fuggito per non dire o non fare). Se è stato contemporaneo è necessario collocare Bossetti sulla scena del crimine, e non solo il suo sangue. Inoltre è necessario trovargli un movente.
    Gli avvocati difensori, naturalmente, fanno il loro lavoro, così come il pm. 🙂
    Grazie per aver condiviso il suo pensiero. E un buon venerdì! 🙂
    Cristina

  25. Se e’ stato questo bossetti di sicuro non lo hanno preso per il dna ,ma perche’ qualcuno ha visto sentito e accortosi di qualcosa di sicuro che e’ stato lui, quindi in segreto detto agli investigatori e umma umma dentro

  26. Intervengo qui solo per una nota tecnica: in questo topic qualcuno si è scandalizzato per la sua “approvazione” di alcuni commenti … ma, se non prendo a mia volta una cantonata, quando Lei scrive “ho approvato il commento” intende “ne consento la pubblicazione sul blog”, e non necessariamente “condivido l’opinione di chi lo ha scritto”.
    Lo sottolineo, perchè la cosa mi sembra che l’errata interpretazione possa aver dato luogo a fraintendimenti non da poco …

  27. Gentile Giuda,
    intanto mi scuso per il ritardo con cui pubblico il commento e con cui rispondo.
    E sì, approvo tutti i commenti perché credo sia giusto farlo in un’ottica di contraddittorio. Di solito costruttivo.
    E proprio per questo non è necessario che io sia d’accordo con i commenti.
    Grazie per essere passato di qui.
    Cristina

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