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Archivio per agosto 2014

I 5 passi per capire se uno dei vostri parenti potrebbe ammazzare

29 agosto 2014 5 commenti
Una delle bambola dell'Isola delle Bambole.

Una delle bambola dell’Isola delle Bambole.

L’estate 2014 sembra essere stata funestata da tremende tragedie famigliari. Omicidi sorti dal nulla. A sentire i vicini erano tutte brave persone. E a leggere i giornali pare sia tutto frutto di raptus di follia.

Le cose, in realtà, stanno in modo un po’ differente. Non è che uno che si mette a prendere a roncolate gli altri, fino a un attimo prima era santo e poi diventa matto e poi torna santo. No.

La premessa, infatti, è questa ed è un assunto della criminologia: l’omicidio capita esclusivamente tra quell’autore e quella vittima in quel determinato momento e in quel determinato luogo.

Questo significa che se cambiamo uno dei fattori, il risultato cambia: se tolgo quella vittima e al suo posto ci metto un’altra persona, l’omicidio non capita. O se tolgo il momento o il luogo.

Charles Vacca pochi secondi prima di essere ucciso. L'omicida (e vittima) è la bambina in fianco a lui.

Charles Vacca pochi secondi prima di essere ucciso. L’omicida (e vittima) è la bambina in fianco a lui.

Tutto ciò per dire che servono parecchi ingredienti per avere la ricetta perfetta. Ci sono poi gli omicidi assurdi e quelli degli allucinati, degli schizofrenici, dei pazzi che capitano e basta: quelli non funzionano allo stesso modo.

Ma è possibile prevederli: se si mette un Uzi in mano a una bambina di nove anni e lei ammazza per sbaglio l’istruttore non si può parlare di tragedia, ma di selezione naturale. L’istruttore non era adatto.

Un malato psichiatrico in terapia non sempre può essere seguito dalla famiglia (che magari la patologia è anche ereditaria). Ottimo che i manicomi siano stati chiusi. Ma il paziente psichiatrico, se pericoloso, va contenuto.

Detto questo, procedo con i 5 passi per capire se uno dei vostri amici o parenti potrebbe ammazzare qualcuno. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

24 – Il finale della nona stagione e le donne morte di Jack Bauer

27 agosto 2014 4 commenti
Jack Bauer alla fine di una giornata di lavoro. L'ottava, in questo caso.

Jack Bauer alla fine di una giornata di lavoro. L’ottava, in questo caso.

Nemmeno a dirlo il post contiene degli spoiler. Nel senso che chi non ha visto la serie tv 24 o non ha visto 24: Live another day potrebbe venire a conoscenza di fatti, cose e persone di cui preferiva restare all’oscuro per evitare di rovinarsi la visione, nel caso fosse in programma.

Detto questo posso iniziare con serenità. Anche se parlare di serenità quando c’è di mezzo Jack Bauer è decisamente fuoriluogo.

Allora. Per chi non conosce Jack Bauer è bene fare una breve premessa. Jack Bauer fa piangere Chuck Norris. Jack Bauer, nelle prime stagioni, è un agente del CTU (Counter Terrorist Unit) e dà la caccia, come si può evincere dalla parola mediana dell’acronimo, ai terroristi. Jack Bauer è la rovina dei terroristi.

Non importa di che razza, fazione, idea siano. Sono terroristi e questo gli basta per farli fuori senza troppi complimenti. Jack Bauer è uno che fa largo uso della tortura, in genere con risultati apprezzabili. Dopo le prime stagioni, Jack Bauer è un cane sciolto che sta sulle palle a russi, cinesi e americani contemporaneamente. Prosegui la lettura…

Categorie:serie tv crime

Era tanto una brava persona – Vicini di casa, omicidi e dintorni

26 agosto 2014 6 commenti
Era così una brava persona...

Era così una brava persona…

L’idea del post mi è venuta leggendo lo status di un’amica di Facebook (e anche di fuori di Facebook), Elena Porcelli che ha scritto: “Una volta, perché parenti e vicini di casa dicessero di qualcuno ‘gran brava persona, sempre gentile, solare‘ bisognava che morisse. Adesso basta che ammazzi donne o bambini”.

In effetti la storia dei vicini di casa di assassini, serial killer e altra brutta gente che vengono intervistati e, a prescindere dalla latitudine, dal clima, dagli usi, costumi e consuetudini, si sperticano in lodi fa un po’ sorridere. E viene da chiedersi se stiano mentendo o se invece siano così distratti da non essersi accorti di quanto succedeva nella casa in fianco.

Cioè, ma davvero son tutti così brave persone? I miei vicini di casa non sono perniciosi, tranne la stronza del palazzo di fronte che ogni sabato mattina alle 8 passa l’aspirapolvere, le venisse ogni bene, e non c’è verso di farla smettere. O quell’altra che fuma in cortile che le dà fastidio il fumo in casa. Fa niente se va nelle case degli altri.

Rompipalle allo sbaraglio

Di queste due qui non direi che sono brave persone. Se ammazzassero qualcuno mi verrebbe da dire che se ne fregavano delle istanze degli altri. E, tra l’altro, non credo che potrei dirmi stupita se nelle loro famiglie capitasse qualcosa (speriamo di no). Voglio dire,  la prima ha un marito che somiglia molto, per vitalità, a un ficus beniamina.

Non dice mai niente, non fa mai niente, sta affacciato al balcone e scruta l’orizzonte (ovvero il tetto in eternit di una concessionaria). Lei gli urla di fare delle cose e lui le fa. O almeno così sembra, dati i rumori che arrivano forti e chiari dal loro soggiorno. Ogni tanto lei lo insulta un po‘. Prosegui la lettura…

Raptus di follia e omicidi inspiegabili in famiglia: ma è poi vero?

Un coltello con sangue finto. Immagine presa da internet.

Un coltello con sangue finto. Immagine presa da internet.

Un padre ha accoltellato a morte la figlia di un anno e mezzo mentre la bambina era nella culla. Un uomo ha ucciso la moglie (madre dei suoi quattro figli) sparandole un colpo di pistola alla testa. Per entrambi i casi i giornali titolano parlando di “raptus di follia”, ma è un po’ troppo semplice dare la colpa a un momento di perdita di lucidità.

E’ come dare la colpa di un incidente stradale alla strada bagnata e al ghiaietto: la colpa è di chi, alla guida, non ha regolato la velocità dell’auto in base alle condizioni atmosferiche e ambientali (che se sono avverse al punto di non riuscire a guidare, ci si ferma, tipo).

Gli inspiegabili omicidi famigliari sembra che irrompano nelle vite normali di chiunque: tutto andava bene, tutto era rose e fiori, tutto era pace e amore e, all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, ecco abbattersi la madre delle tragedie sulla calma e sulla tranquillità.

Io sto con l’orsa

Faccio davvero fatica a credere che la serenità venga infranta da un momento all’altro senza alcun segno premonitore. Anzi, non faccio fatica: non ci credo. La tendenza a difendere la vittima che, nella nostra società, è solo ed esclusivamente vittima, e a colpevolizzare a morte il colpevole è ormai diffusa.

Un esempio è il caso dell’orsa Daniza che, per proteggere i suoi cuccioli, ha aggredito un cercatore di funghi nel bosco. E ora c’è chi vuole dare la caccia all’orsa, dicendo che è un’emergenza, che è un pericolo. L’orsa sta nei boschi. E difende i suoi cuccioli. E’ a casa sua. Se uno si addentra nel bosco, ce lo ha insegnato Cappuccetto Rosso, sono anche un po’ cazzi suoi. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Cane che abbaia sul balcone e bizzarre telefonate agostane

16 agosto 2014 4 commenti
Cane sul balcone. E' una foto generica. Presa da Internet.

Cane sul balcone. E’ una foto generica. Presa da Internet.

Allora. Pensavo di scrivere di morti ammazzati, dato che ce ne sarebbero. In realtà mi scappa un post sul bizzarro comportamento di un paio di vigili urbani di Milano (turno serale del 16 agosto 2014). Il capoturno ha già detto, su linea registrata, che mi querela. E lo facesse. Intanto io scrivo cosa fare per i cani soli e abbaianti ad agosto.

Dal mattino alle nove e fino alle otto di sera c’è stato un cane che abbaiava da un terrazzo. In realtà usciva sul terrazzo, tirava un paio di abbaiate, poi stava zitto, abbaiava ancora un po’, e poi, probabilmente, rientrava in casa e andava sull’altro terrazzo, quello che dà sulla strada. Poi dopo un po’, tornava sul terrazzo del retro e abbaiava di nuovo.

Alle sette e qualcosa di sera ho deciso che forse era il caso di capire meglio la situazione. Ho chiesto anche alla mia vicina che, molto seraficamente, ha detto: “Ha davvero rotto i coglioni”. In effetti non è stato piacevole scrivere con il cane abbaiante. Ma per quanto mi riguarda ero più preoccupata per il cane, che per la rottura di coglioni.

Il cane abbaia? Cazzi vostri

Così ho chiamato il 112, il numero unico delle emergenze. E mi ha risposto un’operatrice che ha detto “chiami i vigili” e ha riattaccato. Giusto. Il cane che abbaia non è un’emergenza. Colpa mia che ho chiamato il 112. Così ho chiamato i vigili urbani di Milano allo 020208.

Mi ha risposto una vigilessa (l’operatore 2) che mi ha chiesto quale fosse il problema. Le ho detto che il cane abbaiava da stamattina, che non potevo vederlo, ma solo sentirlo, e che ero preoccupata. Sono rimasta un po’ perplessa dal suo atteggiamento respingente: “E quindi?”. Prosegui la lettura…

Un po’ di profiling: la blogger che copia(va troppo)

Tipo la blogger all'opera.

Tipo la blogger all’opera.

Oggi si fa un po’ di profiling su quelli che copiano. Come i copycat, quelli che ammazzano seguendo il modus operandi e la vittimologia di un altro. Il copiare e spacciare per proprio è la negazione di quello che si è a favore di quello che si vorrebbe essere e probabilmente non si sarà mai.

A meno che non si sia cinesi e allora funziona. Perché i cinesi copiano con una logica esclusivamente commerciale che sfrutta quegli esserini indifesi che vanno sotto il nome di wannabe.

Fatto sta che la cosa del copiare mi fa un po’ incazzare. Su internet è molto più facile copiare. E’ sufficiente fare copia/incolla e il gioco è fatto. Niente sbattimenti. Lo fanno anche i giornali.

E lo fanno alcuni blogger. Mentre i giornali, come i cinesi, si basano sulla logica economica, i blogger si basano su non si sa bene cosa. Perché se copi una volta la fai franca, ma se insisti può essere che non arriverai a grandi mete. A meno che l’obiettivo non sia farsi sfanculare da più persone e in malo modo.

L’idea del post mi è venuta adesso che ho guardato facebook e ho trovato un commento di Simone Stefanini di DailyBest che fa notare che un suo pezzo di ieri sull’universo delle donne freak, è stato copiato (cambiando l’attacco) da una blogger. Prosegui la lettura…

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