24 – Il finale della nona stagione e le donne morte di Jack Bauer

Jack Bauer alla fine di una giornata di lavoro. L'ottava, in questo caso.
Jack Bauer alla fine di una giornata di lavoro. L’ottava, in questo caso.

Nemmeno a dirlo il post contiene degli spoiler. Nel senso che chi non ha visto la serie tv 24 o non ha visto 24: Live another day potrebbe venire a conoscenza di fatti, cose e persone di cui preferiva restare all’oscuro per evitare di rovinarsi la visione, nel caso fosse in programma.

Detto questo posso iniziare con serenità. Anche se parlare di serenità quando c’è di mezzo Jack Bauer è decisamente fuoriluogo.

Allora. Per chi non conosce Jack Bauer è bene fare una breve premessa. Jack Bauer fa piangere Chuck Norris. Jack Bauer, nelle prime stagioni, è un agente del CTU (Counter Terrorist Unit) e dà la caccia, come si può evincere dalla parola mediana dell’acronimo, ai terroristi. Jack Bauer è la rovina dei terroristi.

Non importa di che razza, fazione, idea siano. Sono terroristi e questo gli basta per farli fuori senza troppi complimenti. Jack Bauer è uno che fa largo uso della tortura, in genere con risultati apprezzabili. Dopo le prime stagioni, Jack Bauer è un cane sciolto che sta sulle palle a russi, cinesi e americani contemporaneamente.

Jack Bauer alla fine della prima stagione con sua moglie Teri. Morta.
Jack Bauer alla fine della prima stagione con sua moglie Teri. Morta.

Teri Bauer, minus 1

Come ho già avuto modo di dire, Jack Bauer i problemi non li risolve. Li ammazza. Una nota tecnica (sempre per chi non ha presente la serie tv 24). 24 sono le ore di una giornata. 24 sono gli episodi di cui è composta ogni stagione. Ogni episodio, va da sé, equivale a un’ora. E ogni stagione è un giorno.

L’assunto è che Jack Bauer ha certe giornate che noi nemmeno ce le immaginiamo. E il tutto viene scandito dal tempo che passa sullo schermo, con il time code e con lo split screen per seguire le varie vicende. Alla fine della prima tremenda, interminabile, giornata (nell’ultimo episodio della prima stagione) gli ammazzano la moglie (incinta).

Uno shock da cui si riprende anche abbastanza bene. Ma lui è Jack Bauer. Si capisce che è depresso perché non si fa la barba. Ha anche dei pasticci brutti con la fastidiosa figlia, Kim Bauer che, come ha sempre detto Chiara Poli, si sperava che le sparassero in testa, ma no, non è (ancora) successo.

Renée Walker non ancora morta. Siamo all'episodio 17 dell'ottava stagione.
Renée Walker non ancora morta. Siamo all’episodio 17 dell’ottava stagione.

Renée Walker, minus 2

A un certo punto, ma ormai siamo verso la settima/ottava stagione Jack Bauer si innamora di tale Renée Walker. Agente dell’FBI che viene presentata come la precisetti di turno che deve fare il culo a Jack Bauer. Ma con moderazione, che le regole impongono certi limiti.

In realtà, nel giro tipo di tre o quattro minuti, Renée diventa l’alter ego di Jack Bauer. Ma più cattivo. E si mette a torturare i cattivi. E, giusto per non farsi mancare niente, anche i buoni.

Compreso un bambino di due anni. Però poi se ne dispiace. Sembra una dura e incazzata, ma si capisce subito che è innamorata di Jack Bauer. Difatti lo prende a schiaffi forti sulla faccia (come dice MrChreddy, anche se 24 non lo guarda).

Nell’ottava stagione, quando tutto sembra essere pane, amore e fantasia, capita l’imprevedibile. Ovvero ciò che ogni spettatore si aspettava: dopo qualche secondo di passione travolgente, Renée, ancora nuda nel letto di Jack Bauer (ebbene sì, pare sia stato visto dormire, ma solo per un’ora ogni due mesi), viene colpita da un cecchino.

Jack Bauer piange. Ma solo un po'.
Jack Bauer piange. Ma solo un po’.

Balistica e nuvole

Cecchino che le spara dal tetto del palazzo di fronte mentre lei è in camera da letto. La traiettoria di quel proiettile è molto più inverosimile di quelli che hanno colpito John F. Kennedy a Dallas nel 1963. Comunque. Jack Bauer si accorge prontamente del casino e, schivando i colpi che il cecchino spara, raggiunge Renée e la soccorre.

In camicia bianca e pantaloni (ma senza mutande, che per Jack Bauer sono un inutile orpello) scende le scale con Renée in braccio avvolta nel lenzuolo, si inforca in un taxi con la moribonda e arriva in ospedale dove c’è un’équipe di medici che riesce a tenerla in vita per circa tre minuti.

Renée è morta. Jack Bauer piange. Gli capita spesso (memorabile il pianto disperato alla fine della terza stagione: aveva giustiziato il suo capo, insopportabile ma innocente, per scongiurare un qualche casino terroristico. Ed era anche in crisi d’astinenza). Dopo averla pianta per circa trenta secondi (che non c’è tempo) passa al contrattacco.

Jack Bauer e Londra dopo cinque minuti di permanenza.
Jack Bauer e Londra dopo cinque minuti di permanenza.

Jack Bauer va a Londra

E finisce la ottava stagione. Non finisce un granché bene. Ma finisce. La nona stagione i fan se l’aspettavano (o almeno ci speravano). E i produttori (ovvero Kiefer Sutherland per cui nutro un’insana passione, che si sappia) hanno deciso che era venuto il momento di accontentarli. Decisione che sembra essere stata presa anche sull’onda delle bollette da pagare.

La nona stagione è ambientata a Londra. Non dura 24 episodi, ma dura 24 ore. E no, ogni episodio dura un’ora (pubblicità incluse). Ma i conti non tornano, direte voi, e avete ragione. I produttori (ovvero Kiefer Sutherland per cui nutro un’insana passione, non so se l’ho già detto) hanno fatto una sporca clamorosa.

24 e i suoi marchi di fabbrica: ora e schermo ripartito.
24 e i suoi marchi di fabbrica: ora e schermo ripartito.

Semplicemente l’episodio 12 che dovrebbe durare un’ora, dura un’ora. Ma il time code (ovvero il tempo che fugge sullo schermo, immagine esplicativa lì di lato) salta quelle 12 ore. Sullo schermo, compare la scritta “12 ore dopo” e voilà, il gioco è fatto. E va beh, ma così eravamo capaci tutti, Kiefer!

Comunque. Andiamo a vedere cosa succede nella nona stagione. Già che si trova a Londra, Jack Bauer fa saltare in aria lo stadio di Wembley, poi spacca qualche altra roba e infine si ritrova faccia a faccia con una vecchia fiamma (no, non è la regina Elisabetta). A ben guardare, tra l’altro, è qualcosa di più di una fiamma.

Una serie di sfortunati eventi

Dopo la morte della moglie, Teri Bauer, e prima della morte di Renée Walker, Jack Bauer ha una relazione da family man con la figlia del segretario di Stato, Audrey Heller, che poi, per una serie di casini e non detti, diventa Audrey Raines (si sposa, insomma) e infine, dato che Jack Bauer trascina il signor Raines in un cazzo di guaio, resta vedova.

L'educanda Jack Bauer e Audrey Boudreau.
L’educanda Jack Bauer e Audrey Boudreau.

Audrey resta anche tra la vita e la morte. Più volte. I cinesi che hanno rapito Jack Bauer rapiscono anche Audrey (cognome a vostra scelta) e gliene fanno di ogni, povera donna. Una volta che viene liberata di lei resta giusto un lontano ricordo. E difatti Jack Bauer, che non ha tempo da perdere, l’abbandona al suo triste destino.

Ma Audrey, stavolta Raines, ritorna. Più bella e inutile che mai. Ed è qui, a questo punto, che smette di essere sposata. Non si incazza nemmeno tanto per il fatto che Jack Bauer (di cui è innamorata, ça va sans dire) prima le promette di tenere al sicuro quell’inetto di suo marito e poi glielo fa ammazzare tra il lusco e il brusco.

A volte ritornano

Nella nona stagione Audrey è Audrey Boudreau. Ancora una volta è sposata con l’uomo sbagliato. Stavolta si tratta di Mark Boudreau (che poi è anche l’ex papà di Marissa Cooper in The O.C.). Capo dello staff del presidente degli Stati Uniti d’America (tutti in piedi!), il signor Heller. Che ha fatto carriera.

Audrey Boudreau non ancora morta.
Audrey Boudreau non ancora morta.

Audrey Boudreau è ancora palesemente innamorata di Jack Bauer che però, essendo un uomo di sani principi (ammazza con una facilità estrema chiunque gli intralci il cammino al grido di “expendable”, ma non parlategli di un giro di lingua, che si nega come un’educanda), non se la fila per niente.

Audrey Boudreau, così come Audrey Reines e Audrey Heller, ha la tendenza a non capire un granché e a fidarsi di tutti, tranne che delle persone giuste. Quindi riesce a infilarsi in certi casini che nemmeno Jack Bauer riesce a tirarla fuori.

Audrey Boudreau, minus 3

Fatto sta che, dato che mancano cinque minuti al finale, Audrey Boudreau sembra averla scampata. Ma i cinesi che erano ancora lievemente contrariati dall’atteggiamento sempre un po’ di sfida di Jack Bauer, per non saper né leggere né scrivere, la ammazzano.

Così, pronti via. Un cecchino la colpisce e la lascia morta in tre secondi. Mentre è in mezzo all’azione (e dove altro?) Jack Bauer viene avvisato per telefono (da una fuori di testa senza un minimo di tatto) che Audrey Boudreau è morta. Non la prende benissimo. Tanto che estrae la pistola e per un attimo pensa di farla finita. O almeno così sembra.

La reazione di Jack Bauer alla notizia della morte di Audrey: in cerca dell'arma.
La reazione di Jack Bauer alla notizia della morte di Audrey: in cerca dell’arma.

Ma è solo un attimo. Opta per sfogare la sua rabbia sparando con armi automatiche (che sono più divertenti della semiautomatica che ha in dotazione) contro i cattivi. Ne fa fuori un numero inverecondo (tanto che sorge il sospetto che abbia fatto fuori anche i cattivi di Chuck Norris).

Jack is gone (and Kiefer too)

Com’è come non è, la minaccia terroristica anche stavolta è scongiurata. Ma c’è ancora un casino da risolvere. I russi. I russi vogliono portarsi via Jack Bauer. E difatti lo lasciamo che sale su un elicottero tutto nero in compagnia di gente brutta e cattiva (i non americani, in 24, sono tutti brutti e cattivi).

Pronti per la decima stagione. Magari, dopo Londra, Jack Bauer riesce a distruggere Mosca. Sperando che, la prossima volta Kiefer Sutherland (per cui nutro un’insana passione, ma forse lo sapevate già) torni a produrre qualcosa di degno di nota. E che, soprattutto, la smetta di rovinarsi la vita.

4 pensieri su “24 – Il finale della nona stagione e le donne morte di Jack Bauer”

  1. Scoppiettante fuoco d’artificio (il post). Non seguo la serie, visto che comunque seguo poco la TV, ma dovesse capitarmi di vederne un pezzetto come devo reagire? Mi verrà mica da ridere?
    Cambio e-mail, rifaccio l’iscrizione sul nuovo. Non ho visto qui l’unsubscribe che eviterebbe il doppione.

  2. E ma ciao, Giò,

    grazie per lo scoppiettante. 🙂

    24 non fa ridere. A meno che non inizi a guardarlo con occhio un po’ divertito (tipo che il divertimento sta nell’occhio di chi guarda).

    Ho guardato le prime quattro stagioni in tempo reale (avevo smesso di dormire e di fare un sacco di altre cose). Poi ho rallentato.

    E’ una serie fatta molto bene (sicuramente grazie a ottimi sceneggiatori e a parecchi soldi e, ovviamente, a Kiefer Sutherland per cui nutro un’insana passione, ma forse mi ripeto) e funziona davvero. Non per altro è un cult.

    Anche solo per la decisione di girarla in tempo reale, di seguire più vicende contemporaneamente. Va da sé che deve piacere il genere (o Kiefer Sutherland). Jack Bauer è un personaggio spietato, che non fa prigionieri.

    Ma la nona stagione (che poi è una mid season) dal mio punto di vista un po’ arranca. O forse ad arrancare è solo Kiefer Sutherland che, ormai, sembra avere il fiato corto anche se è seduto in poltrona… 🙂

    Non riesco a cogliere l’ultima frase: sono tarda. E rientro da una corsa al parco. Aiutami. 🙂

    Cristina

  3. Anch’io non ho mai visto la serie (ma ammetto di aver visto in tv qualche cosa con Chuck Norris), ma descritta così è fenomenale! In rete gira, o girava, un divertentissimo “beautiful in 5 minuti” e questo post è geniale allo stesso modo. An-co-ra, an-co-ra…

  4. Ciao JTK,

    grazie, troppo buono. 🙂

    Ho presente il video di Beautiful in 5 minuti! Divertentissimo. E istruttivo.

    Accolgo la tua esortazione con gioia: a breve vedrò di scrivere ancora di serie tv.

    Grazie ancora e a presto!

    Cristina

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