Un po’ di profiling: la blogger che copia(va troppo)

Tipo la blogger all'opera.
Tipo la blogger all’opera.

Oggi si fa un po’ di profiling su quelli che copiano. Come i copycat, quelli che ammazzano seguendo il modus operandi e la vittimologia di un altro. Il copiare e spacciare per proprio è la negazione di quello che si è a favore di quello che si vorrebbe essere e probabilmente non si sarà mai.

A meno che non si sia cinesi e allora funziona. Perché i cinesi copiano con una logica esclusivamente commerciale che sfrutta quegli esserini indifesi che vanno sotto il nome di wannabe.

Fatto sta che la cosa del copiare mi fa un po’ incazzare. Su internet è molto più facile copiare. E’ sufficiente fare copia/incolla e il gioco è fatto. Niente sbattimenti. Lo fanno anche i giornali.

E lo fanno alcuni blogger. Mentre i giornali, come i cinesi, si basano sulla logica economica, i blogger si basano su non si sa bene cosa. Perché se copi una volta la fai franca, ma se insisti può essere che non arriverai a grandi mete. A meno che l’obiettivo non sia farsi sfanculare da più persone e in malo modo.

L’idea del post mi è venuta adesso che ho guardato facebook e ho trovato un commento di Simone Stefanini di DailyBest che fa notare che un suo pezzo di ieri sull’universo delle donne freak, è stato copiato (cambiando l’attacco) da una blogger.

Il post originale.
Il post originale.

Simone Stefanini dice anche che non gli scoccia tanto la copiatura in sé, ma il fatto che non venga citata la fonte. E aggiunge che ieri ci ha messo parecchio a trovare tutte le foto in modo che il lavoro venisse fuori bene. Rubare un’idea, rubare un articolo, è rubare. Non è qualcosa di diverso.

A questo punto mi scappa un’analisi in modalità profiling della blogger. Così, tanto per perdere tempo e fare un po’ di sana ricerca sul campo (dato che il materiale umano si è messo spontaneamente a disposizione). Allora. Il post copiato è stato rimosso, ma il profiling della blogger si può fare comunque. Il titolo originale dell’articolo di Stefanini è Le ragazze dei freak show: 20 foto spettacolari dei primi del novecento.

Il post farlocco è stato intitolato: Quelle brave ragazze dei freak show. L’autrice fa un doppio furto. Ruba al DailyBest il pezzo e a Martin Scorsese il titolo (sul mio, ok, non ho resistito, mi è scappato, chiedo venia). Poi c’è un minimo cambiamento iniziale per evitare problemi, immagino (copiato?! Ma se l’attacco è com-ple-ta-men-te diverso!). E infine ci sono le foto identiche e nello stesso ordine.

Da subito, anche senza fare del profiling profondo, si evince che non si ha a che fare con un genio. A questo punto guardo la foto della blogger e leggo il suo nome e cognome. Dato che il metodo di Lombroso (che pur apprezzo) mi pare sorpassato opto per qualcosa in più. E vado a leggere la mini biografia della blogger.

La profetica biografia della blogger.
La profetica biografia della blogger.

Chi sono. Chi vorresti essere, più che altro

Allora. Ci dice che è “veneta di nascita”, ma “apolide per scelta” che “anela a trovare il proprio posto del mondo” e conclude “ignorando che non lo troverà mai”. Facciamo un po’ di profiling (dovrei mettere l’avvertenza per animi sensibili, forse).

Non è chiaro se si vergogni delle sue origini oppure se tenti di sembrare più cittadina del mondo di quanto non sia in realtà. Tipo quelli che vorrebbero riuscire a vivere in qualsiasi posto come fosse casa loro, ma quando scendono dall’aereo vengono colti, nell’ordine, da ansia, paura e paranoia. E non vedono l’ora di tornare a casa.

Il fatto che cerchi “il proprio posto del mondo” fa pensare a un refuso. Forse è “nel mondo”. Qui ci si sta spostando da qualcosa di geografico a qualcosa di personale. Trovare una collocazione, una vita soddisfacente. Ma si conlcude con una frase a effetto, che a effetto non è.

Tutto! Ah no, niente…

Se uno è apolide per scelta (per derivazione, direi) che gli frega, in definitiva, di trovare un posto geografico nel mondo? Se invece il riferimento è a una vita soddisfacente ci sta dicendo che è una persona che non è in grado di portare a termine le cose. Inconcludente. E se lo si ricollega all’apolide “per scelta” ha più senso.

Vanno bene tutti i posti del mondo. Sulla carta fa figo, ma nella realtà potrebbe non funzionare un granché. E le esperienze pregresse le fanno dire che sa che non arriverà mai alla meta. Probabilmente è una persona che ha necessità di andare a gancio di qualcuno, che non sa decidere.

Il felice esito del vivere con il minimo sforzo per avere la massima resa.
Il felice esito del vivere con il minimo sforzo per avere la massima resa.

La filosofa parassita

Poi racconta ancora: “Ha tentato molte strade sempre con una convinzione in testa: fai quel che ti rende di più con il minimo sforzo“. E qui ha chiarito chi è. Lo stile di vita parassitario le si addice molto bene. Tenti tante strade, una per l’altra, con la sola idea del vantaggio personale e del non fare fatica.

Quindi il fatto che rubi i post è la norma. Perché mettersi a pensare e a scrivere da sola, quando c’è uno Stefanini di DailyBest pronto a farlo al posto suo? Poi aggiunge: “Dopo aver parlato di politica per mesi ora scrive di leggerezze”. Attenzione. Per “mesi”.

Tanto, tantissimo tempo, ore addirittura!

A questo punto abbiamo qualche certezza in più nel nostro unire puntini al gioco del profiling. Non ha detto “per anni”. Ha detto “per mesi”. Quanti non è dato sapere. Ma chiunque si avvicini a un argomento (non importa quale) ha necessità di rimanerci un po’, prima di poter dire di conoscerlo.

Non si tratta di diventarne esperti, ma semplicemente di conoscerlo. Qui abbiamo qualcuno che non ha avuto la pazienza di fermarsi a conoscere l’argomento. Il che fa pensare all’impazienza di chi vuole avere successo e vuole averlo subito. Quindi cambia spesso. E la blogger ce lo dice: “ora scrive di leggerezze“.

Siamo a metà tra il narcisista e l’istrionico (tra l’altro, i freaks sono tutto, tranne che leggerezza). Per raccontarci che è superficiale si dà un tono. Mette le mani avanti e lo fa usando la parola “politica” a cui affianca anche una linea temporale “mesi” per poi dirci che finalmente ha trovato la sua dimensione nelle “leggerezze”.

La brutta copia.
La brutta copia.

Narcisisti e istrionici sono davvero convinti che “mesi” per una persona adulta siano sufficienti per decretare un tempo inverecondo. Le loro storie sentimentali, le loro esperienze lavorative, i loro hobby possono essere quantificati in mesi (a volte in giorni se non in ore). Si stufano subito. Oppure, semplicemente, si allontanano da ciò che richiede impegno.

Pagliacciate e dintorni

E qui arriviamo alla frase più importante: “perchè (sic!) esser giullare con intelligenza è un compito difficile che spetta solo a chi sa capire il mondo”. Ed eccola qui la nostra narcisista in tutto il suo splendore. Allora. A parte l’errore (perché e non perchè) abbiamo una dichiarazione di intenti.

Si pone come “giullare” un termine sfumato che racconta di ricche corti di padroni stupidi presi in giro da servitori sagaci e impertinenti ritenuti divertenti dagli stessi padroni. Sente la necessità di specificare che sarà “giullare con intelligenza”. Segno che non conosce la differenza tra giullare e pagliaccio. In sostanza sta dicendo che è qui per prendersi gioco di tutti.

E poi ci dice ancora che ad attenderla c’è un “compito difficile”. I narcisisti e gli istrionici hanno la tendenza a ingigantire tutto. E lei si conferma, ancora una volta, in queste due categorie. Il compito difficile di essere giullare “spetta solo a chi sa capire il mondo“.

Ho visto cose che voi umani…

La portata della frase è stellare. In un amen ha detto che siamo tutti deficienti. Sta dicendo che ha in mano le risposte. Che è donna di mondo. Persona saputa. E che lei e pochi eletti hanno il compito di dirci come vivere. E il loro è un compito che “spetta”. Come fosse un diritto dovere di chi è “giullare intelligente” mettere a disposizione della massa bovina il sapere, la conoscenza del mondo.

Conclude, come nella migliore della tradizione narcisitico/istrionica, con una citazione di Mark Twain: “I miei libri sono come acqua, quelli dei grandi talenti sono vino. Tutti bevono acqua”. In sostanza fa dire a Mark Twain (smezzandosi la responsabilità, come fanno gli incapaci) che la quantità è preferibile alla qualità.

Faccia due chili, va… Due e mezzo, lascio? Lasci

Il post copiato: la citazione del film "Freaks" è alla fine.
Il post copiato: la citazione del film “Freaks” è alla fine.

Solo che Mark Twain è Mark Twain e il suo mestiere lo sapeva fare. La blogger, invece, il suo mestiere lo copia dagli altri. Trova una cosa, decide che le piace e la fa sua. Sa bene che ha rubato, ma come tutti quelli che pensano che rubare al prossimo sia da furbi, sicuramente gongola per la sua azione.

Ha avuto le sue visite sul blog (la mia inclusa), ha avuto i suoi 76 mi piace (più dei miei, quindi copiare rende), ha avuto i suoi bei commenti su facebook (compreso quello di Stefanini che linka il suo post originale) e probabilmente per chi è parassita funziona. Essere parassiti significa essere antisociali, almeno un po’.

La parte in cui la blogger si incazza davanti al computer perché è stata smascherata, manca. Quella parte non la possiamo vedere. La possiamo solo immaginare. Non è difficile. Probabilmente è davvero convinta di aver scritto un inizio più divertente. O era davvero convinta che Stefanini non si sarebbe accorto del furto.

Forse crede davvero nel minimo sforzo massimo risultato. Ma magari, prima o poi, a suon di sberle (figurate) forti sulla faccia imparerà che per avere un risultato decente è necessario uno sforzo più decente. Se non imparerà significa che rientra negli antisociali. Che non imparano mai. Ma non è colpa loro. E’ che sono matti.

6 pensieri su “Un po’ di profiling: la blogger che copia(va troppo)”

  1. Fantastico. Standing ovation e 95 minuti di applausi ininterrotti.

    Stamattina mi sono incazzato per la copia, visto che ogni tanto succede anche a me di trovare mie battute in post di altri, e ora, leggendo l’analisi, sono stato malissimo per la blogger.

    Ci ho sofferto per quasi 10 secondi.

  2. Tre considerazioni, tutte insieme:
    1) Articolo brillantissimo, grazie! 🙂
    2) Certo che con soggetti di questo tipo (intendo la blogger) il lavoro è fortemente facilitato!
    3) Ma se adesso, per mera curiosità, andiamo tutti sul suo sito le aumentiamo l’audience…no, non lo merita, mi astengo nel modo più assoluto, c’è un limite a tutto….”suvvia”*
    *Eufemismo, tu sai per che cosa… 😉

  3. Ciao luca andrea,

    1) grazie!

    2) L’offerta spontanea, in effetti, supera di gran lunga la domanda…

    3) Secondo me non è una cosa brutta aumentarle l’audience. In fin dei conti lo scriveva Stefanini ieri: i fenomeni da baraccone attiravano la gente.

    Grazie ancora per essere passato e aver lasciato il tuo pensiero!

    A presto,

    Cristina

  4. Ciao Giorgio,

    sì, vero. Forse un po’.

    Sono una brutta persona. E’ cosa nota. 🙂

    Grazie per essere passato di qui.

    Cristina

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