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Archivio per ottobre 2014

The Walking Dead – Leader, sgozzamenti e armi da guerra

14 ottobre 2014 5 commenti
Carol e il suo M16.

Carol e il suo M16.

Oggi digressione su serie tv. Ieri sera, lunedì 13 ottobre, è andato in onda su Fox il primo episodio della quinta stagione di The Walking Dead. La serie, per chi non è avvezzo, è ambientata al tempo presente, in Georgia, Stati Uniti, e racconta di come, a un certo punto, la gente smetta di restare morta e diventi zombie.

A combattere gli zombie e il loro appettito insaziabile c’è lo sceriffo Rick Grimes insieme a un manipolo di sopravvissuti tra cui suo figlio, ormai adolescente, Carl. In quattro stagioni Rick e il suo gruppo passano attraverso una serie di peripezie inenarrabile. Ed è giusto che sia così.

Nel finale della quarta stagione, li avevamo lasciati chiusi in un container senza troppe possibilità di fuga. Ma Rick, leader indiscusso, aveva dichiarato: “Hanno fatto incazzare le persone sbagliate” facendo la felicità dei fan. Fan che ieri sera erano davanti alla tv in attesa di capire l’entità di quell’incazzatura.

E gli sceneggiatori, pronti via, hanno regalato 45 minuti di adrenalina. Ma con dei ma. Si inizia con quattro sgozzamenti. Da qualche tempo, infatti, in The Walking Dead non si ammazzano solo gli zombie, ma anche i vivi che danno più soddisfazione. Per cui ci troviamo ad avere a che fare con dei macellai. Che macellano le persone.

Il mio post, ovviamente, non è sull’impianto stilistico, bensì sull’evoluzione dei personaggi e su un paio di cose inerenti armi e dintorni. E un po’ di profiling. Così, tanto per non perdere l’abitudine.

Il sangue dei vivi

La prima scena in cui a farla da padrone è l’adrenalina è uno sgozzamento visto di fronte. Brrrr! Non fosse che il sangue è del colore e della consistenza del vino in cartone ci si poteva anche credere. Nel senso che l’investimento per questa serie tv non è di 25 dollari. Per cui potevano chiedere in prestito le robe di scena a quelli di CSI. Prosegui la lettura…

Ragazzino seviziato a Napoli: non è bullismo è tentato omicidio

10 ottobre 2014 16 commenti
La vergogna. Un momento fugace.

La vergogna. Un momento fugace.

A Napoli l’8 ottobre un ragazzino di 14 anni è stato accerchiato da tre 24enni ed è stato seviziato. Dopo un’operazione di sette ore sembra che le sue condizioni stiano migliorando. Pare che il motivo, o meglio il movente, contro il ragazzino seviziato fosse il sovrappeso. I tre 24enni hanno iniziato dileggiandolo e infine sono arrivati alla violenza.

Per la maggior parte si è parlato di un atto di bullismo che ha trasceso, è sconfinato in violenza sessuale e quindi in tentato omicidio. Ma non è bullismo. Non lo è affatto. Per bullismo si intende un insieme di comportamenti di ostracismo, minacce, esclusione, violenze perpetrati a scuola tra coetanei.

Tre 24enni che seviziano un ragazzino di 14 anni sono tre stronzi che tentano di ammazzarlo. Niente di più e niente di meno.

Le giustificazioni addotte dai genitori sono agghiaccianti. In sostanza se uno non ammazza un altro è una brava persona. Se uno voleva solo fare uno scherzo è una brava persona. Se uno è giovane è ancora un ragazzino, è cocco di mamma, è ancora in una qualche fase.

In realtà siamo di fronte a una reazione triviale: la madre che giustifica il figlio che a momenti ammazza un ragazzino è una donna incapace di responsabilità. Una donna da clan. Qualcuno che è abituato a fare soprusi fino al limite della decenza, fino al limite della vita. Perché finché lasci vivo l’avversario non è successo niente, giusto? Prosegui la lettura…