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Angeli della morte: l’infermiera di Lugo

1 dicembre 2014 6 commenti
Daniela Poggiali in posa con una paziente deceduta.

Daniela Poggiali in posa con una paziente deceduta.

Degli angeli della morte,si parla poco. In Italia. Invece il caso di Daniela Poggiali, l’infermiera di Lugo accusata dell’omicidio di un’anziana degente e sospettata della morte di molti altri pazienti (stanno indagando su 93 casi) ha fatto il giro d’Europa. Tanto che i giornali britannici hanno già pubblicato interviste e storie che riguardano il caso.

E da noi? Da noi pare che tutti siano presi dai serial killer, ma non da questo tipo di serial killer. Perché gli angeli della morte sono serial killer a tutti gli effetti. E sono i più pericolosi di tutti. Certo. Il loro modus operandi, nella maggior parte dei casi, non prevede spargimenti di sangue, uso di seghe elettriche o squartamenti.

No. Gli angeli della morte o della misericordia, a seconda dei casi, uccidono in sordina. Ma come? Innanzitutto, come nel caso di Daniela Poggiali, lavorano in ambienti in cui la morte è di casa: case di riposo, case di cura, ospedali. Luoghi, insomma, in cui non è escluso che chi entra possa uscirne cadavere.

Angeli della morte: così eccezionalmente normali

Per cui l’angelo della morte (che spesso è donna, ma può essere anche uomo) ha una discreta agilità di movimento: davvero se muore un paziente di 94 anni qualcuno si insospettisce? Magari è anche vero che il 94enne era in ospedale per un problema all’anca, ma il fatto di morire, a 94 anni, rientra nella norma.

Diverso sarebbe il caso di un 20enne che, per un disturbo articolare, ci lascia le penne, così, all’improvviso. E difatti gli angeli della morte difficilmente si mettono ad ammazzare ventenni in buona salute. Non lo fanno perché, diversamente, attirerebbero l’attenzione. Prosegui la lettura…

Categorie:serial killer
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