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Archivio per marzo 2015

Onu: corso di alta formazione in psicologia forense

Il logo di Unicri.

Il logo di Unicri.

Mi sono imbattuta in un corso di alta formazione dell’Onu su tematiche legate alla psicologia forense e ho trovato il programma decisamente interessante, non fosse altro che è più pratico che teorico.

Il corso internazionale di alta formazione è curato dall’Istututo Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (Unicri) si svolgerà a Torino e avrà inizio il 27 maggio e si concluderà il 12 dicembre 2015, le iscrizioni chiuderanno il 12 aprile.

Le lezioni si terranno presso l’Istituto Universitario Salesiano e presso Unicri situato all’interno del Campus delle Nazioni Unite. I partecipanti saranno iscritti come studenti alla Åbo Akademi University e, al superamento del corso, sarà rilasciato un diploma di 60 crediti europei (Ects). Prosegui la lettura…

Categorie:libri e cose

Amanda e Raffaele assolti. Imparare a raccogliere le prove

Il gancetto del reggiseno su cui si è basato l'intero processo.

Il gancetto del reggiseno su cui si è basato l’intero processo.

Amanda e Raffaele assolti. Amanda Knox e Raffaele Sollecito erano imputati per l’omicidio di Meredith Kercher avvenuto a Perugia il primo novembre del 2007, sono stati assolti, senza rinvio, dalla Corte di Cassazione per non aver commesso il fatto.

Anni e anni di processi per poi arrivare alla soluzione del primo grado: perché il primo grado aveva già stabilito che no, loro, con l’omicidio non c’entravano. Poi in appello si era ribaltato il tutto: colpevoli, molto colpevoli.

E ormai sembra che sia la norma: uno dice una roba? Perfetto, l‘altro allora dice il contrario. Non c’è via di mezzo, non c’è sfumatura di grigio: solo bianco o nero. Solo sì o no. Ed è strano, perché il nostro codice penale offre parecchia scelta.

Comunque.

La Cassazione li ha assolti. E finalmente. E per fortuna. Perché il problema che sta alla base di tutta la storia, e l’avvocato di Raffaele Sollecito, Giulia Bongiorno, lo dice da sempre, è stata la mancanza di prove. Prove provate. Prove reali. Prove con la P maiuscola.

La raccolta delle prove nella casa di via della Pergola dove fu trovata morta Meredith ha praticamente fatto il giro del mondo: gli americani e gli inglesi ci hanno preso per il culo apertamente per l’incapacità di tirar su due reperti utili. Prosegui la lettura…

Omicidio di Pordenone: sicario da film o killer per caso?

Il luogo dell'omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza.

Il luogo dell’omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza.

Il 17 marzo nel parcheggio di una palestra di Pordenone due giovani sono stati uccisi a colpi di pistola. Lui si chiamava Trifone Ragone e lei Teresa Costanza. Erano fidanzati, frequentavano assiduamente la palestra e spesso capitava loro di prestarsi come ragazzi immagine.

La loro, secondo gli investigatori, è stata una sorta di esecuzione in stile mafioso o, quanto meno, da criminalità organizzata. Secondo il comandante dei Ris, Giampietro Lago, vi è una “sproporzione tra il profilo normale delle due vittime e la modalità di esecuzione che fanno pensare alla criminalità più spietata”.

In effetti non sembra, a un primo sguardo, che le vite di Trifone e di Teresa fossero così normali. Certo, bisognerebbe iniziare il discorso cercando di capire in quale accezione viene usato il termine “normale”. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Per cosa si ammazza: la posta in gioco negli omicidi

Una torta di matrimonio, tipo...

La torta di matrimonio di Natalie e David, tipo…

Quando un omicidio guadagna le prime pagine dei giornali di solito è un omicidio che ha delle connotazioni di un qualche interesse sociale: la crudeltà, il non riuscire ad arrivare a individuarne il colpevole, le motivazioni che hanno portato al fatto di sangue.

La tv e il cinema ci hanno abituato a moventi che hanno più parentele con la fantascienza che con la vita di ogni giorno: eredità stellari, insaziabile fame di potere, menti perniciosamente disturbate. Nella realtà il male è così banale che a volte sorprende.

Il movente più gettonato ha a che fare con il denaro: a volte si tratta davvero di enormi quantità di soldi, altre volte si parla di pochi euro. Pochi che, magari, per qualcuno fanno la differenza tra una dose di eroina e una crisi d’astinenza.

In altri casi il movente riguarda la sfera delle emozioni. Qualcuno che da amante diventa un nemico. Provo a fare un esempio, una storia inventata per raccontare un movente degli omicidi. Entrando nella testa di chi uccide. Solo per pochi minuti.

Un ragazzo di bella presenza, stimato perché è stimata la sua famiglia, si fidanza con una una bella ragazza. Abitano in un piccolo centro, contenuto, dove tutti si conoscono, buongiorno e buonasera. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Uno sparo in una mano o una brava make up artist?

Make up "ferita arma da fuoco" di Veronica Petuchov in arte Ronnie P MUA (foto sua, mano mia).

Make up “ferita arma da fuoco” di Veronica Petuchov in arte Ronnie P MUA (foto sua, mano mia).

Ho conosciuto Veronica Petuchov per caso: un amico comune ci ha presentate e lei mi ha truccato per un paio di foto in cui sono talmente bella che mia mamma a momenti non mi riconosce. Comunque.

Veronica mi racconta di cosa fa e io le racconto di cosa faccio io. E scopriamo che il connubio non è male: lei è una make up artist specializzata in effetti speciali, soprattutto ferite e io, ogni tanto, ho a che fare con i morti. Veri e finti.

Veronica, in arte Ronnie P MUA (quel Mua sta per Make Up Artist), mi dice che il debole per le ferite ce l’ha da una vita: ne parla seriamente e sorridendo, come fanno i professionisti che sanno di cosa parlano.

Ha una cultura in fatto di ferite, Ronnie, che mi lascia allibita: alcuni medici legali ne sanno di meno, alcuni, eh, gli altri ne sanno sicuramente di più. Ma resta il fatto che Veronica è una make up artist e non un medico legale. E quando uno pensa al make up, di solito, pensa alla bellezza. Prosegui la lettura…

Categorie:libri e cose
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