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Archivio per maggio 2015

Bibliocrime – 15 maggio h. 21 – Biblioteca di Busnago

14 maggio 2015 2 commenti

bibliocrime busnagoCari tutti, come state?

Il 15 maggio dalle 21 alla biblioteca di Busnago (MB) c’è Bibliocrime.

Si tratta di un viagio nel crimine attraverso la letteratura con un occhio alla realtà e uno alle serie tv e al cinema.

E, pare, ci saranno delle sorprese.

Vi aspetto!

Cristina

Categorie:libri e cose

Corso di Profiling – Milano 16 e 17 maggio 2015

Il profiling in ambito lavorativo può evitare le coltellate (soprattutto e per fortuna, figurate) nella schiena.

Il profiling in ambito lavorativo può evitare le coltellate (soprattutto e per fortuna, figurate) nella schiena.

Si terrà a Milano il 16 e 17 maggio il Corso di Profiling.

Elaborare un profilo criminale, di solito, è cosa vista in tv e al cinema. In realtà il profiling può essere utile nella vita quotidiana, anche se non si è a caccia dell’ennesimo serial killer.

La finalità del corso è offrire ai partecipanti le basi per tracciare un profilo che possa essere utile nella vita di tutti i giorni e sul lavoro. Il corso è particolarmente adatto per psicologi, psichiatri, giornalisti, insegnanti, selezionatori del personale, headhunters e per chi desidera provare a identificare in tempi brevi il proprio
interlocutore.

Programma 

Sherlock Holmes.

Sherlock Holmes.

Che cos’è e come nasce il profiling
A cosa serve il profiling
Il criminal profiling
Case history
Persone, storia e tecniche del profiling
Evoluzione del profiling: dai serial killer ai manager aziendali
Unire i puntini
Non solo serial killer
Applicazione del profiling nella vita di tutti i giorni
Dal curriculum vitae al profiling
Chi sei? Tracciare il profilo di chi non si conosce
Indizi, comportamenti e dettagli
Esercitazioni pratiche: tracciare un profilo partendo da un cv

Informazioni 

Il corso si tiene sabato e domenica 16 e 17 maggio 2015
via Settembrini 40 a Milano ( MM2 Centrale oppure Caiazzo )
Studio Psicologia e Yoga – 1 piano

16 Maggio 2015 h. 14-19
17 Maggio 2015 h. 10-15

Docente
Cristina Brondoni – Criminologa e giornalista

Costi
215 euro a partecipante.  Sono previste riduzioni per iscrizioni di più persone a partire da 2 partecipanti (se porti un amico c’è lo sconto per entrambi, insomma).

Categorie:corsi

I Black bloc non esistono. Esistono i vandali autorizzati

Tre in tenuta black bloc. Di nero, e con le Nike (quello dietro, si vede bene). Nike che notoriamente è no global, eh...

Tre in tenuta black bloc. Di nero, e con le Nike (quello dietro). Che Nike notoriamente è no global. E forse anche no Expo. E pare sia un ente benefico, addirittura…

Il primo maggio, in occasione dell’apertura di Expo 2015, Milano è stata preda, per qualche ora, della guerriglia urbana portata avanti da vandali e delinquenti autorizzati dalle autorità a entrare in città e a “manifestare”.

Manifestare è tra virgolette perché non si è trattato di una manifestazione. Chi manifesta di solito tende a farlo in modo pacifico. Mentre chi è arrivato già pronto a uno scontro che non c’è stato, non manifesta.

La storia della tattica black bloc

Innanzitutto “bloc” si scrive senza “k” perché si intende, dall’inglese, una massa vitale e non un blocco inanimato, di cemento per esempio (che si scrive “block”). I black bloc non esistono perché black bloc è una tattica di guerriglia urbana.

Quindi non è un movimento, non è un’organizzazione, non è un’associazione. E, per tanto, non c’è dietro alcuna ideologia. E nemmeno alcuna idea. La tattica black bloc è nata in Germania sul finire degli anni 70 quando la polizia menava forte.

Manifestanti tedeschi in assetto Schwarzer block.

Manifestanti tedeschi in assetto Schwarzer block.

Der Schwarze Block

Menava tutti e menava male. Così chi voleva manifestare pacificamente il suo pensiero ha dovuto farlo mettendosi qualcosa sulla testa per evitare che le manganellate facessero troppo male.

Mano a mano la tattica black bloc si è perfezionata: caschi sulla testa, maschere sul volto, spranghe per combattere i manganelli. I vestiti neri servono per dare omogeneità alla massa che, a quel punto, diventa nera. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Milano devastata: delinquenti da fermare

Delinquenti comuni al lavoro...

Delinquenti comuni al lavoro…

Fuori porta leggo le notizie su Milano devastata dai black bloc, dai no Expo e dagli antagonisti. Tutti termini che sembrano parlare di idee e ideologie, ma che in realtà nascondono parassiti della società, delinquenti comuni e teste di cazzo a vario titolo.

Perché anche a non voler essere volgari, e non è una prerogativa di questo blog, non è chiaro contro chi o cosa manifestino questi stronzi. E ancora meno chiaro è il perché siano stati fatti entrare in città muniti di spranghe e caschi d’ordinanza.

Giorni fa ha fatto notizia quella madre di Baltimora che ha preso a ceffoni il figliolo che manifestava in malo modo. Tutti a dire “oh che brava madre che educa il figlio”. E invece no. Non lo stava educando (dato che se il figlio va in giro a stronzeggiare evidentemente l’educazione è andata mica bene) ma gli stava salvando la vita.

Perché giustamente la polizia americana spara. Come la maggior parte delle polizie del mondo: rompi troppo i coglioni e sei pericoloso? E loro sparano. E che altro devono fare? No, tranquilli. È una domanda retorica.

Dopo la storia di Carlo Giuliani che martire non era e che è stato ammazzato perché a volto coperto e con un estintore in mano da usare come arma impropria ha attaccato una camionetta dei carabinieri, si è scatenata una sorta di gara di solidarietà al più stronzo. Forse per un malinteso senso di democrazia e un’ipocrisia di fondo per cui se è morto allora era una brava persona.

Le brave persone sono altre. Quelli che oggi a Milano hanno incendiato, distrutto e mandato a puttane il lavoro degli altri sono dei delinquenti. E se i governanti invece di autorizzare le manifestazioni, autorizzassero la polizia a far fuoco, allora tornerebbe il sereno. Perché è piuttosto evidente che questi delinquenti sanno di godere della protezione di quelli che hanno paura che ci scappi il morto.

E chi si è chiesto, come l’amica e collega Chiara Frangi dove siano le madri di questi, la risposta è che sono a casa a rimirare in tv i loro pargoli pronte a intervenire a gran voce contro chiunque alzi non le mani, ma la voce con i loro inutili e stupidi figli. Perché sanno che quei marmocchi viziati a cui non hanno mai avuto il coraggio o lo sbattimento di dire di no, non rischiano niente. Non rischiano la vita.

Distruggessero pure il lavoro degli altri, tanto chissenefrega. Me lo immagino solo, perché a dio piacendo, non conosco madri così.

Fatto sta che trattare con questi delinquenti che non manifestano alcuna idea ma sono vandali legalizzati è un insulto a chi lavora. E se sparare altezza uomo fa tanto brutto che poi poverini, meglio prendere in considerazione l’idea di una sana scarica di manganellate. O, se proprio vogliamo stare sereni, democraticamente impedire a chi a volto coperto e munito di armi improprie intende entrare in città. Perché abbiamo anche le leggi antiterrorismo. E si può applicarle, eh.

Categorie:crimini
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