Corso di Profiling – Milano 16 e 17 maggio 2015

Il profiling in ambito lavorativo può evitare le coltellate (soprattutto e per fortuna, figurate) nella schiena.
Il profiling in ambito lavorativo può evitare le coltellate (soprattutto e per fortuna, figurate) nella schiena.

Si terrà a Milano il 16 e 17 maggio il Corso di Profiling.

Elaborare un profilo criminale, di solito, è cosa vista in tv e al cinema. In realtà il profiling può essere utile nella vita quotidiana, anche se non si è a caccia dell’ennesimo serial killer.

La finalità del corso è offrire ai partecipanti le basi per tracciare un profilo che possa essere utile nella vita di tutti i giorni e sul lavoro. Il corso è particolarmente adatto per psicologi, psichiatri, giornalisti, insegnanti, selezionatori del personale, headhunters e per chi desidera provare a identificare in tempi brevi il proprio
interlocutore.

Programma 

Sherlock Holmes.
Sherlock Holmes.

Che cos’è e come nasce il profiling
A cosa serve il profiling
Il criminal profiling
Case history
Persone, storia e tecniche del profiling
Evoluzione del profiling: dai serial killer ai manager aziendali
Unire i puntini
Non solo serial killer
Applicazione del profiling nella vita di tutti i giorni
Dal curriculum vitae al profiling
Chi sei? Tracciare il profilo di chi non si conosce
Indizi, comportamenti e dettagli
Esercitazioni pratiche: tracciare un profilo partendo da un cv

Informazioni 

Il corso si tiene sabato e domenica 16 e 17 maggio 2015
via Settembrini 40 a Milano ( MM2 Centrale oppure Caiazzo )
Studio Psicologia e Yoga – 1 piano

16 Maggio 2015 h. 14-19
17 Maggio 2015 h. 10-15

Docente
Cristina Brondoni – Criminologa e giornalista

Costi
215 euro a partecipante.  Sono previste riduzioni per iscrizioni di più persone a partire da 2 partecipanti (se porti un amico c’è lo sconto per entrambi, insomma).

4 pensieri su “Corso di Profiling – Milano 16 e 17 maggio 2015”

  1. La verità NON DETTA. Il profiling è usato principalmente dalle aziende di marketing. Su Internet siamo quasi obbligati a riempire formulari oppure dare il nostro consenso a collegamenti esterni tipo Facebook e altri. I vari motori di ricerca comunicano a terzi, a pagamento, i siti da noi maggiormente visitati. Il supermercato, con la scusa della tessera fedeltà, ci profila a seconda dei prodotti maggiormente acquistati, nostro scontrino medio etc.
    Mi dispiace solo di NON avere commesso reati…..

  2. Gentile gbravin,

    in effetti la verità E’ DETTA, DICHIARATA… si è comunque liberi di non compilare formulari… 🙂
    Larga parte, come può leggere nel post che ha appena commentato, è dedicata al business profiling e a come usarlo nell’ambito lavorativo. 🙂

    A presto,

    Cristina

  3. Gentile Signora Cristina, nel caso del supermercato, certi sconti promozionali, vengono riservati ai possessori di tessera fedeltà. Ma al massimo si approva o nega la trasmissione dei dati a ditte terze (Legge 196/2003). Invece Google, Facebook etc. modificano le loro clausole, unilateralmente, tanto il loro servizio è gratis per noi, ma molto costoso per le ditte loro clienti che si interessano ai nostri profili. Saluti, Giovanni

  4. Gentile gbravin,

    nessuno obbliga nessuno a fare la carta del supermercato: se uno vuole la fa e sottosta al regolamento (i supermercati non sono enti benefici);

    nessuno obbliga nessuno ad avere un account Google o a iscriversi a Facebook: se si desidera restare nella privacy ci può farlo. E ha detto bene: il servizio è gratis, per cui sarebbe utile non lamentarsi.

    Se non lo si vuole, non lo si sottoscrive.

    E le ditte loro clienti che pagano per avere i loro servizi fanno parte del gioco: Facebook è gratuito perché c’è qualcun altro che paga. E, in ogni caso, segnalo che ogni volta che le impostazioni cambiano è dichiarato ed è sufficiente spendere tre minuti di tempo per impostare nuovamente i propri dati secondo necessità.

    Care cose,

    Cristina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.