Milano devastata: delinquenti da fermare

Delinquenti comuni al lavoro...
Delinquenti comuni al lavoro…

Fuori porta leggo le notizie su Milano devastata dai black bloc, dai no Expo e dagli antagonisti. Tutti termini che sembrano parlare di idee e ideologie, ma che in realtà nascondono parassiti della società, delinquenti comuni e teste di cazzo a vario titolo.

Perché anche a non voler essere volgari, e non è una prerogativa di questo blog, non è chiaro contro chi o cosa manifestino questi stronzi. E ancora meno chiaro è il perché siano stati fatti entrare in città muniti di spranghe e caschi d’ordinanza.

Giorni fa ha fatto notizia quella madre di Baltimora che ha preso a ceffoni il figliolo che manifestava in malo modo. Tutti a dire “oh che brava madre che educa il figlio”. E invece no. Non lo stava educando (dato che se il figlio va in giro a stronzeggiare evidentemente l’educazione è andata mica bene) ma gli stava salvando la vita.

Perché giustamente la polizia americana spara. Come la maggior parte delle polizie del mondo: rompi troppo i coglioni e sei pericoloso? E loro sparano. E che altro devono fare? No, tranquilli. È una domanda retorica.

Dopo la storia di Carlo Giuliani che martire non era e che è stato ammazzato perché a volto coperto e con un estintore in mano da usare come arma impropria ha attaccato una camionetta dei carabinieri, si è scatenata una sorta di gara di solidarietà al più stronzo. Forse per un malinteso senso di democrazia e un’ipocrisia di fondo per cui se è morto allora era una brava persona.

Le brave persone sono altre. Quelli che oggi a Milano hanno incendiato, distrutto e mandato a puttane il lavoro degli altri sono dei delinquenti. E se i governanti invece di autorizzare le manifestazioni, autorizzassero la polizia a far fuoco, allora tornerebbe il sereno. Perché è piuttosto evidente che questi delinquenti sanno di godere della protezione di quelli che hanno paura che ci scappi il morto.

E chi si è chiesto, come l’amica e collega Chiara Frangi dove siano le madri di questi, la risposta è che sono a casa a rimirare in tv i loro pargoli pronte a intervenire a gran voce contro chiunque alzi non le mani, ma la voce con i loro inutili e stupidi figli. Perché sanno che quei marmocchi viziati a cui non hanno mai avuto il coraggio o lo sbattimento di dire di no, non rischiano niente. Non rischiano la vita.

Distruggessero pure il lavoro degli altri, tanto chissenefrega. Me lo immagino solo, perché a dio piacendo, non conosco madri così.

Fatto sta che trattare con questi delinquenti che non manifestano alcuna idea ma sono vandali legalizzati è un insulto a chi lavora. E se sparare altezza uomo fa tanto brutto che poi poverini, meglio prendere in considerazione l’idea di una sana scarica di manganellate. O, se proprio vogliamo stare sereni, democraticamente impedire a chi a volto coperto e munito di armi improprie intende entrare in città. Perché abbiamo anche le leggi antiterrorismo. E si può applicarle, eh.

9 pensieri su “Milano devastata: delinquenti da fermare”

  1. Sarà gente annoiata,purtroppo quando la Stato è troppo permissivo questo succede,lo so per esperienza avevo un’amico che era troppo buono e offriva da bere sempre a tutti,ma invece di essere preso per brava persona era preso per co….ne.
    Basterebbe qualche giorno di lavori forzati per gli asini di cui hai scritto.

  2. Grazie per la citazione. La mia domanda, ovviamente retorica, è da intendersi più come una specie di ode ai bei tempi andati. Tempi in cui (e io ho fatto in tempo a farne parte)i genitori provavano con tutta l’anima ad inculcare sani principi. Ma che, se ti sorprendevano a fare cazzate, una bella sculacciata te la davano, e nessuno gridava allo scandalo. Un po’ come la mamma di Baltimora che, con i suoi modi spicci, dovrebbe andare a parlare nelle scuole al posto di certi psicologi. Non sono a favore delle armi, e anche a Genova non è servito,perché ha semplicemente legittimato, in certe teste bacate, l’uso della violenza contro i poliziotti. Insomma, la mia personale, trascurabile proposta, è più scapaccioni e meno manganelli. Funzionano meglio, hanno il pregio della prevenzione. Da mamma, quando serviranno, alle mie bimbe non glieli risparmierà nessuno. 😉

  3. Eccoti, mia musa!
    Grazie per avermi ispirato con le tue parole.
    Sono d’accordo con te sugli scapaccioni che risolvono.
    La madre è la prima autorità costituita che si incontra nella vita. E se non si ha rispetto della propria madre, difficilmente si avrà rispetto per qualcosa o qualcuno che non siano lei.
    Giusto quindi un sano scapaccione che rimetta ordine. Scapaccione che andrebbe assestato a tutti i timorosi che confondono stupidamente lo scapaccione con la violenza domestica e professano il culto del bambino intoccabile e santo subito.
    Grazie ancora per essere stata di ispirazione e per esserci,
    Cristina

  4. Queste manifestazioni sono la vittoria dell’ipocrisia e di un malinteso concetto di democrazia. L’ipocrisia di pensare che una manifestazione autorizzata pacifica sulla carta non sarebbe stata strumentalizzata da professionisti e dilettanti dei disordini di piazza (quindi non andava autorizzata a priori, secondo me, con tutto ciò che ne consegue in termini di fermezza e mantenimento dell’ordine pubblico).
    Il malinteso senso di democrazia in base al quale se venisse impartito l’ordine alla Polizia di fare “la Polizia” non saremmo un vero Stato democratico…in Francia la Polizia non ha esitato a sgomberare “con gentile fermezza” dei clandestini che da giorni bivaccavano in una chiesa, in UK le cariche a cavallo per disperdere le manifestazioni che travalicano il limite consentito sono una realtà. Non mi risulta che Francia e UK siano delle dittature.

  5. Ciao JTK,

    tutto vero. Ancora non so se interpretare la decisione di autorizzare la manifestazione, che evidentemente sarebbe andata come è andata, come una scelta politica o una totale incapacità. Se fosse scelta politica probabilmente sarebbe una di quelle scelte per poi muoversi liberamente: ora che i cittadini sono belli incazzati per ciò che è successo, posso far fare alla polizia, la Polizia. Quindi se poi parte un colpo ad altezza uomo o fracasso un cranio con un manganello, chissene…
    Se invece, drammaticamente, è totale incapacità di prevedere che delinquenti comuni capeggiati dai soliti noti fancazzisti parassiti possano distruggere una città allora c’è da farsi parecchie altre domande.
    Ieri sera il sindaco di Milano ha dato degli idioti a chi ha manifestato in questo modo. Con tutto il rispetto non è che lui ne esca tanto bene… dato che è lui in primis a essere a capo della città e a non capire, non sapere, non andare più in là del proprio naso su una questione che riguardava l’ordine pubblico… Un poveretto, insomma…
    Ma resta il fatto che, nonostante tutto, non posso che sperare nel ritorno della Polizia rispettata e giustamente temuta.
    Cristina

  6. Premesso che in un qualunque ‘derby avvelenato’ di Roma succede quantitativamente e qualitativamente di peggio (per impedirlo solitamente si mobilitano 4/5000 poliziotti, coi grazie di tutti gli altri delinquenti della zona), erano mesi che gli autori (o i co-autori) dei vandalismi milanesi andavano annunciando e dichiarando e socialnetworkizzando i loro piani&progetti.
    Questo è un fatto.
    Puntualmente i piani&progetti si sono ‘verificati’. Altro fatto.
    Ora basta fare uso della logica per valutare l’operato degli altri attori in scena.
    Proseguendo ad utilizzarla si arriva alla ovvia conclusione che tali fatti, per i comuni cittadini/sudditi (ai parlamentari la macchina non viene mai bruciata nemmeno per sbaglio), assumono natura stocastica: come il terremoto in Nepal (please, arrestate quelle stronze placche tettoniche), di quando in quando capita e continuerà a capitare.

  7. Ciao SoloUnaTraccia,

    in realtà se da un lato, come ho avuto modo di scrivere nel post, era evidente che ci fossero tutte le informazioni utili per non concedere l’autorizzazione a manifestare.

    Probabilmente, il governo (Alfano, Renzi e Pisapia), non sono in grado di capirlo. Oppure l’hanno capito benissimo e hanno deciso di cavalcare l’onda: la prossima volta che pianteranno una pallottola in testa a un manifestante crederanno di avere la popolazione dalla loro.

    A presto,

    Cristina

  8. L’idea era di scrivere un commento, ma, di fatto visti gli altri commenti, mi sembra inutile. Comunque già che ci sono, penso la situazione sia sintetizzabile con quella espressa da una vecchissima barzelletta sulla tolleranza. Parlando della famiglia il papà dichiara: in famiglia siamo tutti tolleranti. Io sono tollerante, mia moglie è tollerante, i miei figli sono tolleranti, Dunque (tono soddisfatto) la nostra è una casa di tolleranza.
    Bè certo non è raffinata, ma spero di poter essere ‘tollerata’ e perdonata.

  9. Ciao Gio,

    qui i commenti sono sempre i benvenuti. Pro e contro. Carina la barzelletta! 🙂

    Se poi son tutti uguali, forse significa che sta parlando il buonsenso. Credo. In ogni caso ho appena pubblicato un post sulla tattica black bloc… lì, di commenti, ancora non ce ne sono 🙂

    A presto e buon lunedì!

    Cristina

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