Yara, Bossetti e i 711 testimoni voluti dalla difesa

Massimo Bossetti.
Massimo Bossetti.

Si apre il 3 luglio a Bergamo il processo a carico di Massimo Bossetti e si preannuncia come qualcosa da mondovisione (si fa per dire) da godersi (si fa per dire) sotto l’ombrellone. Attesi i giornalisti stranieri tanto da aggiunger sedie qui e là, mica che resti fuori qualcuno.

Stamattina, mentre guardavo le news a momenti ho rischiato di cadere dalla sedia per la richiesta di portare in aula 711 testimoni fatta dalla difesa di Bossetti. Cioè 711 testimoni forse non si sono visti nemmeno ai maxi processi per mafia.

Venghino, siori, venghino!

Non solo. Oltre ai 711 testimoni, l’avvocato Salvagni ha chiamato anche una cinquantina di consulenti tecnico scientifici. Il Pm Letizia Ruggeri ha chiesto invece 120 testimonianze. In sostanza, in tutto, siamo a 880 persone, cristiano più, cristiano meno.

Questo esercito fa pendant con i 17mila test del Dna effettuati su altrettanti donatori per arrivare a Ignoto 1, ovvero, per l’accusa, a Massimo Bossetti. Per la difesa, invece, quel test è sbagliato, non funziona, non va.

Ipotesi, teorie, idee, ma le prove?

Per Salvagni, Massimo Bossetti è estraneo ai fatti e il Dna trovato sugli indumenti di Yara non gli appartiene. Ha dichiarato in tv che “non abbiamo l’asso nella manica” ed è quello che invece tutti si aspettavano, che so, un testimone chiave, un fatto, una prova. E invece niente.

Chignolo d'Isola. Il campo dove è stato trovato il cadavere di Yara Gambirasio. (foto Cristina Brondoni).
Chignolo d’Isola. Il campo dove è stato trovato il cadavere di Yara Gambirasio. (foto Cristina Brondoni).

Salvagni poi dice a Telelombardia che a uccidere Yara è stato “un branco di ragazzi malati. E’ un delitto maturato in ambito giovanile, legato al bullismo” come sia arrivato a questa conclusione, con quali prove non è dato, per ora, sapere.

Ti ricordi quella volta che…

Quello che fa un po’ show business sono questi 711 testimoni. Il testimone, purtroppo, per sua natura è attendibile fino a un certo punto. Soprattutto se si arriva al processo a distanza di anni dal fatto. Soprattutto se, di quel fatto, ne hanno parlato tv e giornali.

La memoria e il ricordo sono bastardi. Pensiamo di ricordare, di memorizzare, e invece spesso e volentieri i nostri ricordi sono frutto di momenti successivi ai fatti. O dipendono, in parte, dalla nostra esperienza, da come siamo, alle nostre ansie, paure, manie.

La mancanza “dell’asso nella manica” sembra quasi andare a pari con il numero un filo delirante di testimoni che produrrà un processo che andrà avanti per un sacco di tempo. E che sarà memorabile. Certo, più per la quantità che per la qualità.

Ma c’è chi si accontenta, basta che se ne parli.

6 pensieri su “Yara, Bossetti e i 711 testimoni voluti dalla difesa”

  1. Innanzitutto ben tornata. Mi mancavano le analisi e i commenti sempre puntuali e circostanziati.
    711 testimoni…per la serie “un pezzettino qui e uno là, qualche cosa mettiamo insieme”.

  2. Ciao JTK,

    grazie. Ero un po’ latitante. 🙂

    Sì, esatto. Un po’ qui un po’ là qualcosa salta fuori… mah…

    Cristina

  3. Ti rileggo con piacere e credo che, oltre a questa, non ti mancheranno altre nuove ‘telenovelas’ processuali da commentare con la solita verve.

  4. 711 testimoni?ma non era un paesino?invece non capisco perchè con la prova schicciante del dna non si sia chiuso prima il caso,dandò sollievo ai genitori invece costretti a non potere elaborare il lutto privatamente,ma si sa il baraccone mediatico deve andare avanti……….

  5. Ciao Giò, grazie. 🙂
    Purtroppo non mancheranno, hai ragione… e a commentare con verve, ci proverò.
    Grazie ancora,
    Cristina

  6. Ciao Denis,

    il caso non si può chiudere prima di un processo. In Italia funziona così: prima si trovano tutte le prove, poi si va al processo che può arrivare fino al terzo grado di giudizio. Questo per assicurare all’imputato un giusto processo, ovvero la condanna o l’assoluzione al di là di ogni dubbio.

    La prova del dna è una prova scientifica molto valida. Ma la difesa, in questo caso, tenterà di gettare scompiglio e creare dubbi in modo da banalizzare la prova, da renderla “traballante”, non certa…

    Questi 711 testimoni sono la prova che la difesa non ha in mano niente, che siamo di fronte a un avvocato che vuole portare avanti il processo per mesi, se non per anni… giusto per creare scompiglio. Non certo per offrire un giusto processo al suo assistito e nemmeno per desiderio di giustizia nei confronti della vittima e dalla sua famiglia, come ben dici tu.

    Grazie per essere passato,

    Cristina

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