Mormoni di Colorado City, vite recluse e poligamia

Colorado City: barricate ai lati della strada. Dietro ci sono le case dei Mormoni più fondamentalisti.
Colorado City: barricate ai lati della strada. Dietro ci sono le case dei Mormoni più fondamentalisti.

Ero a Las Vegas per il meeting annuale dell’American Academy of Forensic Sciences e già che c’ero ho fatto un giro tra Arizona e Utah e mi è capitato di parlare con i Mormoni.

La giornalista che è in me, infatti, ha pensato che essere nello Utah e non soffermarsi a fare quattro chiacchiere con i Mormoni sarebbe stato deprecabile.

Così, con marito, abbiamo fatto una tappa a St. George che sta nell’estremo sud dello Utah al confine tra Arizona e Nevada. Si tratta di una cittadina molto carina in cui i Mormoni arrivarono tempo fa. Poi elessero la loro base a Salt Lake City (nel nord dello Stato).

Mormoni, tavole d’oro e pianeti lontani

Ma a St. George hanno costruito uno dei templi più importanti. Tutto bianco, molto bello, si staglia tra le rocce rosse dei canyon. Uno spettacolo. Accanto al tempio c’è un visitor centre in cui siamo stati accolti da un uomo che, dopo averci chiesto da dove venissimo, ci ha presentato Sister G.

Una ragazza italiana che da 15 mesi presta la sua opera nella comunità di St. George. Ha un lavoro e nel tempo libero racconta ai pellegrini le basi del Libro di Mormon e la struttura dei Mormoni. Ci ha raccontato in un italiano con un magnifico accento americano un po’ tutto.

Come vivono i Mormoni, il fatto che debbano dare la decima, che ci sia un Profeta e dodici apostoli (che sembravano più che altro vestiti da consiglio di amministrazione di una grande azienda, non me ne voglia Sister G.) e poi ci ha raccontato degli “Altri”.

Mormone di Colorado City al Walmart di Hurricane. Mai sole. E vestite di blu.
Mormone di Colorado City al Walmart di Hurricane. Mai sole. E vestite di blu.

Un po’ Lost e un po’ film horror

Per “Altri” Sister G. intende i Mormoni oltranzisti. Oltre a loro, che in realtà sembrano a metà tra Scientology e qualsiasi altro culto, ci sono Mormoni più Mormoni e Mormoni ancora più Mormoni. In effetti ero stata attratta da alcune donne vestite e acconciate in modo retrò.

Le ho viste da Walmart, un grande magazzino, di Hurricane che sta a metà strada tra Colorado City e St. George. Gli abiti azzurri aviazione lunghi fino alle caviglie, i capelli pettinati con lunghe trecce e alti sulla testa e sulla fronte e un nugolo di bambine anche loro vestite di lungo.

Così ho chiesto a Sister G. E lei mi ha raccontato che quelli sono un altro tipo di Mormoni. Sono quelli che hanno deciso di continuare a praticare la poligamia che in America, come in Italia, è fuori legge. Non solo. Sister G. ci ha detto che vivono confinati.

Non si è spinta oltre, un po’ per rispetto, immagino, un po’ perché il suo compito non è parlare male di altri, ma parlare bene di quello in cui crede. Mi ha regalato il Libro di Mormon tradotto in italiano, casomai mi venisse voglia di saperne di più. Ho accettato il regalo con gratitudine.

Due ragazzine a piedi. Al momento si pensa a Laura Ingalls e alla casa nella prateria, ma non è così.
Due ragazzine a piedi. Al momento si pensa a Laura Ingalls e alla casa nella prateria, ma non è così.

Anche se trovo piuttosto bizzarra la storia di Joseph Smith, inventore del Mormonismo, che ha trovato tavole d’oro sepolte in luogo segreto che lui stesso ha tradotto dall’egiziano “riformato” e che racconta di un dio che vive nei pressi del pianeta Kolob.

Mormoni e vite recluse

Comunque. A prescindere dalle storie bizzarre, ho avvisato marito che l’indomani saremmo andati a Colorado City. Giusto per verificare quanto accennato da Sister G. Dopo circa cinquanta miglia di nulla siamo giunti in un nulla più organizzato.

La provincia americana è quella che si vede nei film: steccati bianchi, prati verdi, casette basse. Colorado City e la sua gemella Hildale (una sta in Arizona e l’altra nello Utah) non hanno niente a che vedere con gli steccati bianchi.

Alte palizzate di metallo e mattoni separano il mondo dai Mormoni. O più corretto, forse, sarebbe dire dalle Mormone. In una pasticceria che fa dolci incredibili ho chiesto alla commessa come fosse vivere lì. E lei ha detto che è un posto tranquillo.

Predicatori a Colorado City. Sul cartello c'è scritto "Fine dei tempi, Gesù ci salva".
Predicatori a Colorado City. Sul cartello c’è scritto “Fine dei tempi, Gesù ci salva”.

Se sei foresto ti tirano le pietre

“Anche se a volte i ragazzini mormoni tirano i sassi contro le auto. Siete targati Utah?”. Ovviamente no. L’auto a noleggio aveva la targa della California. “Allora state attenti. Tirano i sassi”. Ottimo. Come inizio non c’è male.

Mentre mangiavamo il delizioso brownie alla caramella mou e cioccolato, tanto per stare leggeri, siamo stati ragguagliati su molto altro. “I Mormoni di qui mandano via gli uomini. C’è una sorta di consiglio che decide chi resta e chi se ne va”.

Il perché, naturalmente, è molto semplice. Durante le varie guerre, tra i Mormoni come nel resto del Paese, ci furono molte vedove con figli, spesso piccoli che, da sole, non potevano provvedere. I pochi uomini rimasti presero in carico cognate e nipoti.

Armi al negozio di giardinaggio di Colorado City.
Armi al negozio di giardinaggio di Colorado City.

Harem e privé

E voilà. Da lì a poco scoprirono che la cosa aveva i suoi vantaggi. E introdussero quindi la poligamia: un uomo poteva contrarre matrimonio con più donne. La pratica, ci ha detto Sister G., è stata poi abolita perché, appunto, contro le leggi federali.

E chi non fu d’accordo non fece altro che fondare una nuova comunità. Quella di Colorado City, per esempio, in cui ufficialmente gli uomini sono sposati con una sola donna, ma in realtà praticano la poligamia poiché si sposano secondo il loro rito.

I matrimoni non sono riconosciuti dallo Stato, ma ciò non toglie che il risultato sia identico: più donne diventano “mogli” di un uomo. Per mantenere questo equilibrio è necessario che gli uomini scarseggino, motivo per cui i più giovani vengono mandati via “a espiare i loro peccati”.

La commessa ha specificato che non è chiaro neppure a loro quali siano i peccati, ma è così per tutti. E si è detta certa che si tratti “di una scusa per mandarli via”. Per l’abbigliamento, ha risposto che li ha sempre visti così, anzi, viste, le donne. Perché gli uomini sono vestiti “normali”.

Ma anche in questo caso ha provato a indovinare e probabilmente ci ha preso. “Sono vestite in modo che tutti sappiano che sono Mormone, che sono diverse. Che sono off limits. Sono pettinate in modo eccentrico. Lo prescrive il loro credo. E loro eseguono”.

Il tempio mormone di St. George, Utah. Non si può entrare. Ma ci sono delle foto dell'interno: divani, tappeti, lusso.
Il tempio mormone di St. George, Utah. Non si può entrare. Ma ci sono delle foto dell’interno: divani, tappeti, lusso.

Ma ha aggiunto che, a prescindere dall’abbigliamento, vige la regola ferrea che “non possono socializzare con gli altri“. Ancora una volta gli “Altri”. Se per Sister G. gli “Altri” sono loro, per loro gli “Altri” siamo noi. Anzi, è tutto il resto del mondo.

Quelle bambine con gli occhi bassi

In strada, all’ora di pranzo, abbiamo incrociato due ragazzine, una sui quindici anni e l’altra più piccola, forse di otto o dieci anni. Sia Sister G. che la commessa della pasticceria hanno detto che le Mormone di Colorado City e Hildale “hanno l’obbligo di non spostarsi mai da sole”.

Sia che vadano a scuola o a fare la spesa non possono mai essere sole. E quale migliore mezzo di controllo incrociato? Le donne hanno lo sguardo fiero, direi quasi il cipiglio, e fissano il viandante che passa. Ragazzini non ne abbiamo visti.

E forse è stato un bene, se davvero il benvenuto consiste nel tirare sassi. Le bambine guardano a terra. Sia al supermercato che in paese nessuna bambina ha mai staccato gli occhi da terra. E vederlo fa male. Male davvero.

Perché sono bambine perse. Su di loro si fanno i conti. Sono le promesse spose di qualcuno. Sono piccole ma la loro missione è già scritta: potranno solo diventare l’ennesima moglie. Quelle bambine sono il futuro della comunità e non devono cambiare idea. Non possono pensare.

Ancora le due ragazzine. Con lo sguardo a terra. E il passo veloce.
Ancora le due ragazzine. Con lo sguardo a terra. E il passo veloce.

Il destino già scritto

Non possono decidere liberamente cosa fare. E anche da adulte ci sarà sempre qualcuno, qualcuna, al loro fianco a controllare che non cambino idea, che non devino dalla strada che è stata tracciata per loro. Il governo federale sa di avere un problema.

Ma lo sceriffo viene eletto. E naturalmente a Colorado City e Hildale tutti sono Mormoni oltranzisti, motivo per cui nessuno ha niente da dire. Al locale negozio di articoli di giardinaggio ci sono armi di tutti i tipi. E se da un lato è la norma in molti degli Stati, lì ci hanno accolti in modo diverso.

“Come tutti a curiosare, eh?”. Già. Abbiamo curiosato. Non potevano certo acquistare un tosaerba per non dare nell’occhio. La signora all’ingresso portava, come un paio di clienti della pasticceria, e altrettante del negozio, una lunga gonna di jeans e capelli lunghi e sciolti.

La commessa della pasticceria ci ha detto che quella è fazione “mezzana”. Non sono veri Mormoni e non sono Mormoni oltranzisti. Ma “gli sta bene di vivere ai margini, di vivere secondo le loro leggi. Sono mogli e madri”. La poligamia? “Forse. O forse no, non saprei”.

A Colorado City e Hildale, a poco meno di due ore dalla peccaminosa Las Vegas, le bambine non possono alzare lo sguardo, non possono parlare con nessuno, non possono vedere il mondo. Saranno mogli e madri. E niente altro. E direi che è un crimine. Di quelli brutti.

3 pensieri su “Mormoni di Colorado City, vite recluse e poligamia”

  1. Quando la religione è una scusa per altri scopi,mi viene in mente un film televisivo su le streghe di Salem in cui alcuni ricchi usarono la scusa del maligno per fuori anche avversari politici e ottenere delle terre,comunque povere bambine condizionate mentalmente.

  2. Bell’affresco, con pennellate amare. Un crimine certo, ma, per converso mi viene in mente che al di fuori di quel mondo fuori epoca , il nostro mondo commette, su molti, crimini esattamente inversi.
    Il brain washing è un utile metodo sempre in funzione…

  3. Buongiorno Giò,

    grazie per il bell’affresco, ma in effetti è quello che si vede e si percepisce e si sente stando a Colorado City un paio d’ore. E sì, anche fuori di lì, ci sono crimini inversi.
    Non avevo pensato al lavaggio del cervello… ma è una teoria sempre attuale.
    Nel frattempo ho iniziato a leggere La 19a moglie che racconta, tra fiction e realtà, della poligamia e dei mormoni…
    A presto e buon inizio settimana!
    Cris

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