Archivio

Archivio per giugno 2016

Delitto della Magliana: indifferenza o incapacità?

L'auto accanto a cui è stato trovato il corpo di Sara Di Pietrantonio in via della Magliana a Roma.

La polizia scientifica sul luogo del ritrovamento del cadavere di una giovane donna a Via della Magliana.

Il delitto della Magliana ha visto per protagonista Sara Di Pietrantonio uccisa dal suo ex fidanzato Vincenzo Paduano. Prima l’ha strangolata e poi ha dato fuoco al cadavere. Per peggiorare la situazione è riuscito anche a dire che la sua unica colpa è stata quella di essersi acceso una sigaretta e la ragazza ha preso fuoco.

Naturalmente sono frasi che qualcuno gli ha suggerito di dire, forse con la vaga illusione di alleggerire la sua posizione penale. Ma andiamo oltre.

Da giorni i titoli si rincorrono sui giornali e tutti puntano sull’indifferenza di chi, testimone del delitto della Magliana, non ha fatto nulla per impedirlo. Tanto è vero che alcuni giornalisti hanno pensato di titolare “Sara uccisa dall’indifferenza”.

Ma anche no. Sara è stata uccisa dal suo ex. Lui e solo lui è il responsabile dell’omicidio. Sara è morta perché il suo ex ha agito da omicida. E questo deve essere chiaro come il sole. Se il suo ex si fosse comportato da essere umano, allora sì che Sara non sarebbe morta.

E veniamo a chi passava di lì. E alla presunta indifferenza. Parlo di “presunta” perché non c’ero. Non c’ero io, come non c’erano quelli che hanno scritto i titoli dei giornali, come non c’erano quelli che sui social network lanciano strali e addossano colpe.

E il non esserci è un dato di fatto. E pesa parecchio. Perché, appunto, non dà accesso all’informazione di prima mano. Dobbiamo, tutti noi che non eravamo lì, basarci su ciò che ha detto chi c’era e su ciò che è stato riportato (da chi non c’era).

Delitto della Magliana: in attesa di certezze

Non ho tutte queste certezze matematiche su cosa avrei fatto, dato che in molti hanno commentato “Io io io”. Chi può dirlo? Una volta sono stata coinvolta in una rapina a mano armata al supermercato, ma ero così affascinata dal reparto surgelati che non me ne sono accorta.

Arrivata alla cassa ho anche chiesto perché tutti fossero muti e immobili. Il rapinatore se n’era appena andato con l’incasso. E mi hanno detto che aveva urlato alla cassiera e aveva puntato l’arma alla testa di una donna.  Prosegui la lettura…

Categorie:crimini
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti