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Archivio per aprile 2017

Red Bull, soldi e omicidi impuniti

La Ferrari di Yoovidhya dopo l'investimento mortale del poliziotto.

La Ferrari di Yoovidhya dopo l’investimento mortale del poliziotto. [foto da Internet]

Il nipote del creatore e co-fondatore della Red Bull, Vorayuth Yoovidhya, è accusato di avere investito e ucciso un poliziotto. Alla morte del nonno, Chaleo Yoovidhya, avvenuta nel marzo del 2012, il 26enne Vorayuth subentra alla direzione dell’azienda ed eredita una fortuna stimata attorno ai due miliardi di sterline. A settembre 2012 è alla guida della sua Ferrari grigia per le strade di Bangkok quando sperona e aggancia un poliziotto motociclista e lo trascina per un centinaio di metri prima di fermarsi e poi fuggire. Secondo l’indagine Vorayuth Yoovidhya stava viaggiando a una velocità di 170 chilometri all’ora in un’area il cui limite è di 80 chilometri orari. Il poliziotto è deceduto nell’impatto.

Il rampollo Red Bull viene arrestato, ma viene anche subito rilasciato. La sua Ferrari porta i segni evidenti della collisione: il parabrezza è distrutto, il cofano anche, gli airbag sono esplosi. L’impatto sicuramente c’è stato. Non hanno alcun dubbio gli investigatori. Ma, a oggi, Yoovidhya è ancora libero anche se è accusato di omicidio.

Red Bull gli ha messo le ali

Secondo quanto riportato dalla stampa, Yoovidhya è libero per una serie interminabile di rinvii messi in atto dai suoi avvocati: l’erede dell’impero Red Bull è via per lavoro, si trova in Gran Bretagna, non è rintracciabile, non ha tempo, non sta bene. L’ultimo rinvio è arrivato pochi giorni fa. Secondo ABC News infatti, Yoovidhya ha mancato di presentarsi all’ottava richiesta di comparizione in tribunale per essere formalmente accusato dei capi di imputazione per aver ucciso l’agente di polizia. Il motivo dell’assenza? “Il signor Vorayuth Yoovidhya è via per lavoro in Inghilterra”. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

I tortellini bugiardi di Giovanni Rana

Le mie gatte mi hanno dato una mano a cercare il simbolo del riciclabile.

Le mie gatte mi hanno dato una mano a cercare il simbolo del riciclabile.

Premetto che i tortellini non mi hanno fatto niente di male. Giovanni Rana, invece, qualcosa di male l’ha fatto. Proprio lui, tutto sorridente e benevolo, che gioca a tirarsi addosso la farina.

Ora vi racconto. È andata così.

Ieri sera vado al supermercato con marito. Abbiamo gusti diversi e facciamo la spesa in modo diverso. Di solito la spesa è il punto di confine per rischiare di chiedere il divorzio. Ma questa è un’altra storia.

Non avevamo una lista, come di consueto, eravamo lì per acquistare gli ingredienti per la cena che di solito non ha niente a che vedere con Masterchef e nemmeno con il DolceForno per bambini. Comunque.

Marito vede delle magnifiche bustine (foto allegate) di pasta fresca fatta da Giovanni Rana, buste di tutti i tipi con tortellini che sembrano sorridere dalla confezione dicendoti: “Mangiami mangiami”. Guardo la confezione alzando lievemente il sopracciglio.

Marito lo nota e alza gli occhi al cielo: “Cos’ha che non va?”.

Giovanni Rana, ma non potevi organizzarti meglio?

La domanda ha il suo perché. Come detto la spesa rischia di essere ogni volta motivo di divorzio. Se non conosco il prodotto devo studiarlo (il mio supermercato è di quelli aperti 24 ore, per cui ho tempo di studiare tutto quello che mi pare). Prosegui la lettura…

Condotte moleste in ufficio: una riflessione

Sul tram noto che chi parla di aver subito condotte moleste, di solito è aggressivo. [foto da Internet]

Sul tram noto che chi parla di aver subito condotte moleste, di solito è aggressivo. [foto da Internet]

Mi sto chiedendo, ormai da qualche tempo, chi siano le vittime di condotte moleste in ufficio. Per condotte moleste intendo quei comportamenti messi in atto da qualcuno al fine di disturbare qualcun altro.

Mi sono anche chiesta se alcune persone attirino su di sé le condotte moleste messe in atto da altri o se invece siamo tutti indistintamente potenziali vittime.

A Milano mi sposto con i mezzi pubblici di superficie oppure a piedi. Faccio chilometri e chilometri a piedi e, quasi sempre, dimentico a casa l’iPod. E spesso anche lo smartphone.

Gli spostamenti diventano quindi una fonte inesauribile di informazioni offerte da altri in modo involontario durante chilometriche telefonate oppure in occasione di confessioni fiume su tragitti piuttosto lunghi.

Identikit della vittima di condotte moleste

Il più delle volte a parlare di condotte moleste subite sono le donne. Attenzione: questo non significa che le donne siano più vittime degli uomini. Significa che, sui mezzi di pubblici di superficie di Milano ho sentito parlare di condotte moleste subite più spesso donne rispetto agli uomini.

Ovviamente non pretendo di farne una statistica. Mi baso su anno di trasporto pubblico con almeno dieci chilometri al giorno per una media di tre giorni la settimana.

Le presunte vittime condotte moleste sono persone per lo più normali. Dove per normali voglio intendere persone che non presentano, alla vista e all’ascolto, segni di condotte abnormi, poi magari sono serial killer per hobby, ma davvero sembrano normali. Prosegui la lettura…

Categorie:consulenze
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