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I tortellini bugiardi di Giovanni Rana

Le mie gatte mi hanno dato una mano a cercare il simbolo del riciclabile.

Le mie gatte mi hanno dato una mano a cercare il simbolo del riciclabile.

Premetto che i tortellini non mi hanno fatto niente di male. Giovanni Rana, invece, qualcosa di male l’ha fatto. Proprio lui, tutto sorridente e benevolo, che gioca a tirarsi addosso la farina.

Ora vi racconto. È andata così.

Ieri sera vado al supermercato con marito. Abbiamo gusti diversi e facciamo la spesa in modo diverso. Di solito la spesa è il punto di confine per rischiare di chiedere il divorzio. Ma questa è un’altra storia.

Non avevamo una lista, come di consueto, eravamo lì per acquistare gli ingredienti per la cena che di solito non ha niente a che vedere con Masterchef e nemmeno con il DolceForno per bambini. Comunque.

Marito vede delle magnifiche bustine (foto allegate) di pasta fresca fatta da Giovanni Rana, buste di tutti i tipi con tortellini che sembrano sorridere dalla confezione dicendoti: “Mangiami mangiami”. Guardo la confezione alzando lievemente il sopracciglio.

Marito lo nota e alza gli occhi al cielo: “Cos’ha che non va?”.

Giovanni Rana, ma non potevi organizzarti meglio?

La domanda ha il suo perché. Come detto la spesa rischia di essere ogni volta motivo di divorzio. Se non conosco il prodotto devo studiarlo (il mio supermercato è di quelli aperti 24 ore, per cui ho tempo di studiare tutto quello che mi pare).

Il retro della confezione. In basso a sinistra c'è il simbolo del riciclo... ma è solo chiacchiera...

Il retro della confezione. In basso a sinistra c’è il simbolo del riciclo… ma è solo chiacchiera…

La confezione di tortellini alla carne ha un certo appeal, al tatto sembra una plastica fresca e leggera, la giro e vedo il segno del riciclo in cui c’è scritto che Giovanni Rana si è organizzato per non impattare troppo sull’ambiente. Bravo Giovanni!

Non mi è ancora chiaro se la confezione sia in carta o plastica: dove la metto quando ho tirato fuori i tortellini? Nella carta o nella plastica? Un attimo mi innervosisco, marito si innervosisce anche lui, ma per motivi diversi (quelli che davanti al giudice lo vedrebbero sicuro vincitore).

Va beh, niente, andiamo alla cassa con la nostra confezione di tortellini alla carne.

A casa cucino io. Cioè, cucino è una parola un po’ eccessiva: apro la busta (ma con un taglio netto e preciso) e metto i tortellini nell’acqua salata e bollente. Nel frattempo verso il resto dei tortellini avanzati in un contenitore e cerco il logo che indichi in quale differenziata mettere l’involucro.

Giovanni Rana, ma come non ancora riciclabile?!

Rischio in questa operazione che i tortellini scuociano, perché il logo non mi è così facile trovarlo. Guarda la busta, riguardala, eppure sul retro Giovanni Rana mi ha assicurato che si sono organizzati per non impattare troppo sull’ambiente, fai una giravolta, guarda un’altra volta. Niente.

Alla fine guardo il sotto che si apre a soffietto. Ed eccola lì, ecco l’iscrizione maledetta colma di menzogna: “Imballo non ancora riciclabile”.

Il dettaglio dell'impegno di GIovanni Rana sull'ambienblablabla

Il dettaglio dell’impegno di GIovanni Rana sull’ambienblablabla

Ma Giovanni? Ma come?! Ma ti pare il caso? Scrivere così in piccolo nel fondo della busta che resta chiuso a meno che uno non decida di condurre un’indagine che nemmeno il Ris di Parma, è mentire. Senza dubbio.

Giovanni Rana fai dei tortellini buonissimi e il fatto che alla tua età giochi ancora con la farina fa tanta tenerezza, ma perché menti alle persone che ti permettono di vivere molto bene? Perché?

Ma cosa te ne viene?

Allora: fai delle buste, fattelo dire, che sono decisamente belle e, si sa, le cose belle piacciono a tutti. Le hai fatte in modo che il tuo target sia anche di gente convinta che sia necessario impattare poco, il meno possibile, sul pianeta.

Il sotto della confezione: in basso a sinistra c'è la dicitura che dice che l'imballo non è riciclabile.

Il sotto della confezione: in basso a sinistra c’è la dicitura che dice che l’imballo non è riciclabile.

Solo che la gente che vuole impattare meno sul pianeta si scontra con le tue menzogne. Hai pagato il grafico che si è occupato del packaging e anche l’addetto al marketing, ma del consumatore davvero ti importa così poco, Giovanni Rana?

Giovanni Rana, quando sarà riciclabile la tua confezione?

Ma perché devo passare tre minuti a passarmi la tua stupida busta tra le mani per cercare di capire dove diavolo devo archiviarla per poi scoprire, in piccolo, in basso, nascosto che a te, che giochi con la farina e fai certi sorrisoni grossi, dell’ambiente ti frega meno di niente?

Perché se hai pagato il grafico e il marketing per farti delle belle buste, possibile mai che non ti sei preoccupato di pagare uno che ti potesse aiutare a fare un involucro interamente riciclabile?

Il sotto della confezione a sinistra, sotto il peso. Lì c'è scritto che l'imballo non è riciclabile. Grazie Giovanni Rana!

Il sotto della confezione a sinistra, sotto il peso. Lì c’è scritto che l’imballo non è riciclabile. Grazie Giovanni Rana!

E sai perché sono convinta che tu menta? Perché hai fatto scrivere: “Imballo non ancora riciclabile”. Ed è il “non ancora” a essere una menzogna. Ok, Giovanni Rana, se non ora, quando? Quando l’involucro sarà riciclabile? Nel duemilamai?

E poi sai perché credo che tu menta forte? Perché hai nascosto la scritta. Non ti sei preoccupato di rispettare il compratore, il tuo potenziale cliente scrivendogli a chiare lettere e in vista che no, il tuo involucro non è riciclabile. Se avessi fatto così, saresti stato sincero.

E avresti pagato la tua sincerità con la mia scelta di non acquistare i tuoi tortellini. Tu invece mi hai mentito: hai preferito scrivere una mezza verità in vista (la cosa che ti impegni a fare le cose che impattino meno sull’ambiente) e nascondere il resto.

Trovato!

Trovato!

Hai puntato sul fatto che la maggior parte di noi non trascorre minuti interi a cercare di scoprire di cosa diavolo è fatta una busta che contiene del cibo. Certo, avrei dovuto capirlo, Giovanni Rana, che se non l’hai scritto in vista avevi qualcosa da nascondere.

Ora, Giovanni Rana (e studio legale di Giovanni Rana), so già che mi dirai che sta a me guardare tutta la busta, che la colpa è sicuramente mia che non ho visto che tu, in effetti, la verità l’hai scritta. In piccolo, nascosto, in fondo, ma l’hai scritta.

In effetti, forse, hai ragione. La colpa è mia che mi sono fidata e non delle confezioni insidiose. Giovanni Rana, grazie! Ora so che non mi devo fidare di te! Ora so che nessun consumatore può fidarsi di te! Grazie, Giovanni Rana!

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