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Halloween e crimine: la storia di The Candy Man

halloween candymanEra la notte di Halloween del 1974 e Timothy O’Bryan, un ragazzino di otto anni di Pasadena, Texas, si aggirava per il quartiere nel consueto “dolcetto o scherzetto?”.

Con lui c’era la sua sorellina di cinque anni, Elizabeth, il loro padre, Ronald e altri due amichetti, figli di Jim Bates, vicino di casa degli O’Bryan.

I bambini rimasero piuttosto delusi quando suonarono a un campanello alla fine di una via e nessuno rispose.

Ma qualche attimo dopo furono invasi dall’entusiasmo quando Ronald, che era rimasto di poco indietro, offrì loro una barretta di Pixy Stix a testa.

Disse che il proprietario di casa si era attardato e non aveva fatto in tempo a rispondere, ma alla fine gli aveva aperto e gli aveva dato i dolcetti.

I Pixy Stix sono bastoncini ricoperti di zucchero aromatizzato confezionati singolarmente: ideali per Halloween.

Mentre facevano ritorno a casa, Ronald offrì l’ultima barretta delle cinque che aveva a un bambino di dieci anni che frequentava la loro stessa chiesa.

Ronald e Halloween

Ronald Clark O’Bryan era un ottico e viveva a Deer Park con la moglie e i loro due bambini. Era piuttosto conosciuto nella sua comunità perché serviva come diacono alla chiesa battista.

Non solo: cantava nel corso e si occupava dell’organizzazione del trasporto locale in bus.

Se i suoi vicini di casa e i conoscenti della parrocchia avessero indagato un po’, avrebbero scoperto che Ronald aveva una storia di condotte fraudolente alle spalle.

Ma non lo fecero: perché avrebbero dovuto?

Ronald sembrava un padre attento e amorevole e inoltre serviva la sua comunità in modo diligente.

halloween candyman

Mugshot di Ronald O’Bryan.

Più tardi, quella notte

Una volta tornati a casa, Ronald mise a letto i bambini. Ma Timothy gli chiese, come era normale che facesse, di poter mangiare uno dei dolci avuti per Halloween.

Ronald scelse di dargli la barretta di Pixi Stix.

Tim la mangiò tutta anche se disse più volte a suo padre che gli sembrava amara.

Ronald gli diede una bibita dolce così da togliere l’amaro che gli era rimasto in bocca. Ma il bambino iniziò a dire che non stava bene.

Nel giro di poco tempo Ronald chiamò il numero dell’emergenza e chiese un’ambulanza per il figlio. Timothy venne trasportato d’urgenza in ospedale, ma morì quella notte stessa.

L’autopsia stabilì che era stato avvelenato con cianuro di potassio. L’amaro che il bambino sentiva era il tipico sapore di mandorle amare dell’acido cianidrico.

Una caccia piuttosto breve

Non fu difficile, per gli investigatori, trovare il colpevole. I precedenti di Ronald O’Bryan erano tali da renderlo il sospettato ideale.

Inoltre, qualche giorno il funerale di Tim, un agente delle assicurazioni telefonò agli investigatori raccontando che poco prima di Halloween e senza dirlo alla moglie, O’Bryan aveva sottoscritto polizze sulla vita di entrambi i figli.

La morte di un bambino gli avrebbe fruttato 20mila dollari, di tutti e due qualcosa come 60mila dollari.

Gli investigatori lo arrestarono. I conti di O’Bryan erano in rosso da mesi e l’uomo aveva pensato di sacrificare i figli per non andare a fondo sommerso dai debiti.

Non solo. Spuntò un testimone, un chimico, che disse di essere stato interpellato lungamente da O’Bryan sugli effetti del cianuro di potassio.

Il crimine di O’Bryan era stato a lungo pensato e premeditato: aveva infatti approfittato della non risposta di uno degli abitanti del quartiere, per fingere di aver avuto le barrette.

Nessuno, quella sera, gli aprì la porta. L’uomo aveva già con sé i dolci avvelenati e si era preoccupato di distribuirli anche agli altri bambini, tre in tutto, oltre ai suoi figli, per coprire gli omicidi.

Ma né sua figlia Elizabeth né gli altri bambini avevano mangiato i Pixi Stix. Tanto è vero che le barrette furono ritrovate fu possibile analizzarle: erano tutte avvelenate con cianuro di potassio.

Fino alla fine

halloween la storia di candymanRonald O’Bryan fu condannato a morte per iniezione letale nel 1984 e continuò a dire a tutti di aver commesso “un errore” che tutti “da esseri umani commettono errori”. 

Disse anche che “questa esecuzione è una delle cose sbagliate [commesse dagli esseri umani, N.d.R.] ma tuttavia non significa che il nostro intero sistema giudiziario sia sbagliato”.

E ancora: “perdono tutti quelli che stanno prendendo parte alla mia morte”. Prima di morire ha chiesto a Dio di benedire i suoi cari e ha fatto sapere di essere stato trattato bene dal personale del carcere.

Sicurezza, The Candy Man e Halloween

Dopo l’omicidio commesso da Ronald O’Bryan, Halloween non è mai più stato lo stesso in tutti gli Stati Uniti.

Seppure il crimine era un fatto locale, ebbe risonanza ovunque: qualsiasi bambino, infatti, poteva essere in pericolo.

E la paura di The Candy Man, come venne soprannominato Ronald O’Bryan, dilagò al punto che vennero emanate direttive e consigli per accompagnare i figli durante il tradizionale “dolcetto o scherzetto?” e sorvegliare il cibo distribuito.

Nonostante si temessero emuli di O’Bryan non si sono verificati casi analoghi.

Secondo i sociologi dell’Università del Delaware è pressoché impossibile che uno sconosciuto avveleni deliberatamente un bambino con caramelle contaminate.

Resta il fatto che da quel 31 ottobre 1974 tutto è cambiato: i genitori difficilmente lasciano andare i figli soli a rivendicare caramelle e dolcetti.

E sorvegliano che il cibo sia offerto da persone conosciute.

Sempre un’ottima idea non accettare caramelle dagli sconosciuti.

 

  1. Luca Lunardi
    4 novembre 2017 a 13:36 | #1

    Buongiorno Cristina,
    non sono un commentatore abituale, di norma mi limito a leggere ma faccio volentieri un’eccezione.
    Mi fa piacere vedere che ha ripreso a scrivere, dopo molti mesi, visto che spesso va controcorrente rispetto all’ondata di ipocrisia che ci travolge da ormai parecchio tempo e, in qualche occasione, mi ha dato un interessante punto di vista.
    Continui, io la seguirò anche se silente. Leggere quanto posta è per me un piacere.

    Un piccolo appunto: presumo che il Sig. O’Bryan cantasse nel coro non nel corso, anche se cantare in mezzo alla strada, come un qualunque ubriacone, lo avrebbe reso comunque noto nel quartiere!!
    Grazie.

  2. Louis Falini
    8 novembre 2017 a 11:33 | #2

    Pare che i commenti al tuo intervento sulla Hollywoodgate siano chiusi. In ogni caso con tutte le chiacchiere sprecate su questa storia mi sono proprio detto “andiamo su tutticrimini che voglio un’opinione che mi spinga a riflettere” e niente…non sono rimasto deluso. Lieto che tu sia tornata.

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