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Archivio per novembre 2017

Cucina in tv: rabbia, coltelli e fornelli

8 novembre 2017 Commenti chiusi

ramsey urla cucina rabbiaLa rabbia in cucina non va molto d’accordo con l’olio bollente sui fornelli, i coltelli in bella vista e le padelle pesanti.

Perché? Perché prima o poi la rabbia, molta rabbia, diventa azione.

I reality show che hanno come argomento la cucina sembra tirino fuori il peggio dei concorrenti e dei presentatori.

Masterchef USA inizialmente era un programma in cui i concorrenti si davano una mano e la gara scorreva tra prove e orgoglio.

Poi dev’essere successo qualcosa, tipo che gli ascolti sono di più se la gente urla, e la gentilezza è finita.

Lo scorso anno, alle selezioni di Masterchef Italia, c’era un concorrente che era già stato escluso l’anno precedente.

Sembra una persona un po’ in difficoltà con i rapporti umani e, a detta dei quattro giudici, non cucina nemmeno tanto bene. Prosegui la lettura…

Landru, il fascino, le donne e gli omicidi

7 novembre 2017 Commenti chiusi

henri landruHenri Landru è un serial killer vissuto in Francia tra la fine del 1800 e i primi del 1900.

Il 7 novembre del 1921 comparve in tribunale con l’accusa di aver ucciso più di una donna.

I corpi delle malcapitate non furono mai trovate.

Di loro restò poco meno di un chilo di ceneri nel camino del suo villino di Gambais.

Henri Landru era un tipo più magnetico che affascinante: barba e mustacchi contrastavano con il suo cranio pelato.

I modi e l’abbigliamento da gentiluomo lo rendevano interessante agli occhi di alcune donne. Di solito sole e con la voglia di accasarsi.

La Prima Guerra Mondiale lasciò dietro di sé vedove e orfani. Henri, già truffatore e ladro con una fedina penale piuttosto estesa, si rivolse a queste signore.

La dipendenza economica era, per le donne di quel tempo, un fatto. E trovare marito era l’unico modo per essere rispettabili.

Il truffatore offriva ciò che il mercato chiedeva: un buon partito. Prosegui la lettura…

Vittime a Hollywood: show must go on

3 novembre 2017 Commenti chiusi

vittime a hollywoodPare che le vittime a Hollywood siano davvero tante.

Ma non crea certo stupore: a Hollywood ci va chi vuole diventare famoso, non chi vuole fare l’impiegato al catasto (con stima e rispetto per gli impiegati del catasto).

I casi di Harvey Weinstein, Kevin Specey o Dustin Hoffman stanno generando una sorta di Hollywoodgate con annessa gioiosa e delirante caccia alle streghe.

Ciò che rende una vittima vittima è l’impossibilità di agire per evitare quanto le sta accadendo.

Le persone che passeggiavano in bici a New York e sono state investite da un presunto terrorista sono vittime: non hanno potuto fare niente per salvarsi.

Una donna che cammina per strada e viene aggredita da uno stupratore è vittima. Un bambino che subisce le attenzioni moleste di un pedofilo è vittima.

La condizione di vittima si acquisisce perché è successo qualcosa che ha reso una persona vittima. Possiamo essere vittime di vicini di casa molesti, di colleghi prepotenti, di automobilisti arrabbiati.

La condizione ha moltissime sfumature: un bambino molestato versa in una situazione che è dramma, tragedia. Se i vicini di casa sono rumorosi, certo la situazione non è paragonabile alle molestie a un bambino.

Le novelle vittime a Hollywood stanno purtroppo rischiando di banalizzare la condizione di vittima. Possiamo anche credere al loro dolore e alle loro accuse, non ci costa niente.

Ma non possiamo dimenticare che si va a Hollywood per diventare famosi. Prosegui la lettura…