auto

Le pubblicità delle auto: donne idiote e super uomini

autoLe pubblicità delle auto vanno di pari passo con il sentire della società: per questo motivo non sono uguali da un Paese all’altro.

In Italia la tendenza è quella di assegnare all’auto un valore che travalica quello economico.

L’auto, in Italia, rappresenta uno status: se possiedi quell’auto allora sei qualcuno. Altrimenti è meglio che vai a piedi.

Nell’epoca in cui si è sentita la necessità di istituire una giornata internazionale contro la violenza sulle donne, le pubblicità delle auto sembrano un insulto all’intelligenza e al rispetto.

Le pubblicità delle auto destinate a un pubblico maschile descrivono l’uomo come una sorta di super eroe che si divide tra un lavoro da presidente del mondo e perfetto family man.

Quelle dedicate alle donne, invece, parlano di signore e signorine un po’ stupide, incapaci di tenere a freno gli ormoni e distratte dallo shopping. 

Tanto che hanno bisogno di auto che frenano da sole per evitare di impattare contro la vettura che precede la loro.

Le pubblicità delle auto e i tempi che corrono

Siamo sicuri che in un’epoca in cui si è sentita la necessità di istituire una giornata internazionale contro la violenza sulle donne, queste pubblicità siano al passo con i tempi?

Perché se si continua a vivere per stereotipi in cui le “donne al volante sono un pericolo costante” e gli uomini sono tutti piloti provetti, allora difficilmente riusciremo a combattere la violenza.

Perché è violenza anche essere offese dalle pubblicità: le donne, per il marketing, perdono liquidi biologici da ogni buco, sono ossessionate dai detersivi e dall’igiene e possono guidare giusto macchinette che frenano da sole.

L’analisi della pubblicità aiuta a capire da che parte sta andando la società: gli esperti di marketing, infatti, rispondono come cani di Pavlov alla domanda presentando un’offerta adeguata.

Ed ecco, così, le due amiche che, rapite dalla pubblicità di uomo in mutande che campeggia sul retro di un bus, cadono preda dei loro ormoni e non si rendono conto che devono anche frenare.

Ma per fortuna che l’auto è più intelligente di loro.

auto per donneStessa sorte tocca alla donna, madre, lavoratrice che ha giusto “un quarto d’ora” per provare “quelle scarpe”. Anche in quel caso l’idiota rischia di schiantarsi perché le scarpe ormai hanno occupato per intero il suo cervellino e, lei, niente, di frenare non si ricorda proprio.

E gli uomini?

Gli uomini in auto sfrecciano di qui e là, fanno i tornanti (le donne vanno solo dritte, probabilmente si dà per scontato che non sappiano girare il volante), vanno in montagna, evadono dalla vita quotidiana.

Ma sono anche padri e mariti ideali: si sa, il maanchismo offre più possibilità di azzeccare il target.

Non ci siamo: finché le donne guideranno vetturette che frenano da sole e gli uomini bolidi della strada, non andremo da nessuna parte.