serial killer giapponesi

Serial killer giapponesi: pochi ma cattivi

I serial killer giapponesi hanno come prima evidente caratteristica di essere pochi. Pochissimi.

Il Giappone è un posto sicuro, il crimine è un evento davvero eccezionale, i bambini vanno a scuola da soli fin dalla più tenere età.

Si suppone che gli altri debbano essere d’aiuto, e non un pericolo.

Forse per questo anche gli assassini seriali giapponesi non fanno eccezione.

Sicuramente quello più noto è Tsutomu Miyazaki che ha ucciso delle ragazzine e ne ha mutilato i corpi per poi, in qualche caso, cibarsene.

Nota anche la vicenda dell’ostetrica che, complice il marito e un altro medico, ha ucciso o lasciato morire più di cento neonati.

Ma vediamo nel dettaglio chi sono i serial killer giapponesi.

Il serial killer giapponese Satarō Fukiage
Satarō Fukiage.

Satarō Fukiage (吹上 佐太郎 Fukiage Satarō, February 1889 – September 28, 1926) ha ucciso sette bambine e ragazze dopo averle violentate.

Il primo omicidio commesso all’età di diciassette anni, nel 1906, lo portò a restare in carcere fino al 1922. Periodo in cui studiò molto.

Uscito dal carcere importunò una bambina di quattro anni, ma nessuno parve preoccuparsene.

Tra il 1922 e il 1923 violentò e uccise altre sei ragazze di età compresa tra gli undici e i sedici anni. Fu arrestato e condannato a morte.

In carcere scrisse un libro in cui esortava i genitori a prendersi cura dei propri figli. Fu giustiziato per impiccagione nel 1926.

Seisaku Nakamura (中村 誠策 Nakamura Seisaku, ca.1924 – ca.1943) nato sordo è conosciuto anche come Hamamatsu Deaf Killer.

Ha ucciso, accoltellandole, almeno nove persone anche se si suppone potrebbero essere di più. Parte delle sue vittime erano adolescenti.

serial killer giapponese seisaku nakamura
Seisaku Nakamura.

Ha iniziato a uccidere all’età di quattordici anni. Dichiarò di aver ucciso le prime due vittime perché si erano ribellate a un tentativo di violenza.

A diciassette anni uccise altre quattro persone. Il 27 settembre 1941 uccise suo fratello, ferì suo padre, sua  sorella, sua cognata e suo nipote.

Il 30 agosto 1942 uccise quattro componenti di una stessa famiglia e tentò di violentare la figlia superstite.

La sua famiglia era al corrente dei suoi omicidi, ma non lo denunciò per paura di ritorsioni: si era in periodo di guerra.

Alla fine fu arrestato per nove omicidi, ma ne confessò altri due. Suo padre si suicidò.

Fu processato come un adulto e condannato nonostante il parere contrario dei medici che lo ritennero incapace di intendere e volere.

Nel 2008 è stato pubblicato il libro Youth Crime in Prewar Japan in cui è narrata anche la sua storia.

Yoshio Kodaira serial killer giapponse
Yoshio Kodaira.

Yoshio Kodaira (小平 義雄 Kodaira Yoshio, January 28, 1905 – October 5, 1949) appena diciottenne si arruolò partecipando alla guerra in Cina nel 1923.

Durante il conflitto uccise sei soldati cinesi e violentò moltissime donne. Uccise inoltre una donna incinta, ma l’esatto numero di omicidi in Cina non è mai emerso.

Dopo essere tornato in Giappone, nel 1932 si sposò, ma sua moglie lo lasciò dopo aver appreso che Kodaira aveva avuto un figlio da un’altra donna.

L’uomo non riuscì a sopportare l’onta dell’abbandono e, giunto a casa dell’ex moglie, attaccò il suo domestico, le uccise il padre e ferì altri sei membri della famiglia colpendoli con una spranga di ferro.

Venne arrestato e rilasciato nel 1940.

Si suppone che tra il 1945 e il 1946 violentò e uccise almeno dieci donne. Venne arrestato il 20 agosto 1946.

Condannato a morte, la sentenza venne eseguita nel 1949.

L’ostetrica serial killer giapponese

Miyuki Ishikawa (石川 ミユキ Ishikawa Miyuki, born 1897, date of death unknown) era un’ostetrica ed è stata accusata di aver ucciso moltissimi bambini.

Si suppone che tra l’aprile del 1944 e il gennaio del 1948 possa aver ucciso, aiutata da complici o comunque da persone compiacenti, tra gli 85 e 169 infanti.

Le autorità locali sono concordi nel dire che probabilmente il numero di morti più verosimile è di 103 creature.

Miyuki Hishikawa.
Miyuki Hishikawa.

Dopo essersi laureata all’università di Tokyo, essersi sposata (il cognome da nubile era Kunitomi) e aver lavorato per anni, è stata direttore dell’ospedale di Kotokubi.

A partire dagli anni Quaranta le nascite nel suo ospedale furono tantissime, tanto che Ishikawa fu in difficoltà: non era in grado di aiutare tutti.

Le condizioni precarie delle famiglie dei piccoli e la mancanza di medicinali furono un insieme devastante per Ishikawa che decise, semplicemente, di non prestare alcuna assistenza ai piccoli.

Quasi tutte le ostetriche rassegnarono le loro dimissioni, sconvolte dalle azioni, o meglio dalle non azioni, di Ishikawa.

I cadaveri di alcuni bambini furono scoperti per caso e la coppia di medici fu arrestata il 15 gennaio 1948.

L’autopsia fatta sui corpi di cinque neonati rivelò che la causa di morte non era naturale. Impossibile però stabilire cosa fosse effettivamente successo.

E, soprattutto, quanti fossero stati i bambini uccisi o lasciati morire.

In alcuni casi, pare che la coppia Ishikawa avesse persino chiesto ad alcuni genitori un pagamento per averli liberati da nascite indesiderate.

Tra i serial killer giapponesi Miyuki Ishikawa detiene un triste primato per numero di vittime. Non si sa quando sia morta.

Di certo si sa che la pena fu molto lieve: quattro anni di carcere.

Il suo caso portò il governo giapponese verso leggi sull’aborto: molti dei genitori, infatti, abbandonavano i neonati in ospedale incapaci di prendersene cura.

serial killer giapponese
Akira Nishiguchi.

Akira Nishiguchi (西口 彰 Nishiguchi Akira, December 14, 1925 – December 11, 1970) è un serial killer giapponese decisamente particolare.

Era infatti conosciuto dalle forze dell’ordine come un truffatore di professione. Una sorta di maestro dell’inganno.

Proprio in virtù del fatto che i crimini riguardavano tutt’altro, la polizia ci mise un po’ di tempo per realizzare che Nishiguchi era anche un assassino seriale.

Ha ucciso cinque persone ed è stato condannato alla pena capitale per impiccagione eseguita l’11 dicembre  1970.

Su di lui è stato scritto un libro che è diventato un film (Vengeance is mine).

Kiyoshi Ōkubo
L’arresto del serial killer Kiyoshi Ōkubo.

Kiyoshi Ōkubo (大久保 清 Ōkubo Kiyoshi, January 17, 1935 – January 22, 1976) tra il 31 marzo e il 10 maggio 1971 uccise otto ragazze di età compresa tra i sedici e i ventuno anni.

Il fratello di una vittima, il 13 maggio, si mise in cerca della sorella scomparsa e riuscì a individuare Ōkubo e a farlo arrestare.

In realtà la vita di questo serial killer giapponese è tutto fuorché tranquilla e priva di scossoni.

Dal 1955 fino agli omicidi del 1971, violenta o tenta violentare più di una donna. Trova anche il tempo di sposare e fare due figli.

Ma nel 1967 viene incarcerato per essere rilasciato il 3 marzo 1971.

Alla fine dello stesso mese inizia a uccidere e non si ferma fino a maggio, quando viene fermato dal fratello di una delle vittime.

Pare che l’infanzia di Ōkubo sia stata costellata da episodi di bullismo a partire dal 1941. Figlio di una donna per metà giapponese e per metà russa, a scuola venne preso di mira.

Forse perché non del tutto giapponese.

La madre non smise mai di ricoprirlo di attenzioni e di viziarlo anche quando Ōkubo raggiunse l’età adulta.

Per gli omicidi Ōkubo venne condannato alla pena capitale per impiccagione e la sentenza venne eseguita nel 1976.

Hiroaki Hidaka.
Hiroaki Hidaka.

Hiroaki Hidaka (日高 広明 Hidaka Hiroaki, April 1962 – 25 December 2006) in gioventù è stato uno studente piuttosto promettente.

Fallisce però i test per una prestigiosa università e deve accontentarsi di entrare in un’altra che, però, ben presto abbandona.

Dedito ad alcol, gioco d’azzardo e prostitute, a un certo punto si sposa e ha una figlia. Siamo nel 1993.

Le cose sembrano andare bene, ma sua moglie viene ricoverata in un istituto per malattie mentali.

In un breve lasso di tempo nel 1996, tra aprile e settembre, Hidaka uccide e deruba quattro donne, tra cui una sedicenne.

Viene arrestato il 21 settembre del 1996 e la sentenza per impiccagione è eseguita il 25 dicembre 2006.

Tsutomu Miyazaki (宮﨑 勤 Miyazaki Tsutomu, August 21, 1962 – June 17, 2008) tra il 1988 e il 1989 uccise sei bambine di età compresa tra i quattro e i sette anni.

La storia di questo serial killer giapponese è stata studiata e raccontata da più persone.

Tsutomu Miyazaki
Tsutomu Miyazaki.

Nato, secondo quanto da lui stesso dichiarato, dalla relazione incestuosa di suo padre con una delle sorelle, ebbe un’infanzia segnata dalla disabilità.

Le mani deformate, infatti, lo resero il bersaglio di atti di bullismo e, tra l’altro, non gli permisero di seguire le sue aspirazioni di fotografo.

Divenne insegnante di inglese.

Nel 1988 uccise quattro bambine dopo averle fotografate in pose oscene. Trattenne qualche giorno alcuni dei cadaveri e, in un caso, amputò le mani e se ne cibò.

Nel 1989 venne sorpreso dal padre di una bambina mentre la molestava e fu arrestato.

La polizia non ci mise molto a scoprire una collezione di oltre cinquemila video, alcuni realizzati da Miyazaki con le sue vittime.

Fu arrestato e giustiziato nel 2008.

La sua ossessione per manga e anime (che va sotto il nome di otaku) scatenò i panico in tutto il Paese: i collezionisti di manga e anime, infatti in Giappone (così come nel resto del mondo) sono numerosi.

Per molti, Miyazaki resta The Otaku Killer, a indicare che l’ossessione manga e anime ebbe una correlazione con i suoi crimini.

La coppia di serial killer giapponesi

Junko Ogata (緒方 純子 Ogata Junko, born February 25, 1962) e Futoshi Matsunaga (松永 太 Matsunaga Futoshi, born April 28, 1961) sono una coppia di serial killer.

Nel 2008 Ogata è stata condannata al carcere a vita, mentre Matsunaga è stato condannato a morte. La sentenza non è ancora stata eseguita.

I loro crimini sono talmente violenti che i mass media giapponesi hanno ritenuto opportuno non rivelare i particolari.

La mente è Futoshi Matsunaga che, sposatosi a 19 anni e dopo aver avuto un figlio, torna sui suoi passi e inizia una relazione, tra le altre, con una ex compagna, Junko Ogata.

La madre di lei disapprova e tenta di tenere la figlia lontana da Matsunaga. Come risultato lui la violenta e  porta con se Junko dicendole che la sua famiglia la odia.

A metà degli anni Ottanta l’uomo acquista un edificio in cui avvia un commercio di futon.

Tutto parrebbe normale, se non fosse che al terzo piano del palazzo allestisce una camera di tortura per i dipendenti. Li tortura con scosse elettriche.

Nel frattempo grazie a ricatti, truffe e inganni, ruba una consistente quantità di denaro tanto da diventare, insieme alla sua complice, tra i maggiori ricercate delle autorità giapponesi.

Nel 1993 Matsunaga fa credere a una donna di essere lì per aiutarla insieme a Junko che fa passare per sua sorella.

Uno dei tre figli della donna muore in circostanze non chiare, tanto che gli altri due vengono affidati al padre.

La donna muore dopo poco, nel 1994, sempre in circostanze non chiarite. Di sicuro si sa che Matsunaga le ha sottratto circa centocinquantamila dollari.

La coppia di serial killer giapponese Matsunaga - Ogata.
La coppia di serial killer giapponesi Matsunaga – Ogata.

Nel 1996 tortura e uccide una donna, dopo averla ricattata.

Anche la famiglia Ogata viene coinvolta nella vicenda. Quando Junko decide di fuggire, Matsunaga finge il proprio suicidio e la donna ritorna per controllare.

Ma viene sorpresa. Non solo. L’uomo va a casa Ogata, violenta Rieko, la sorella di Junko e si fa consegnare altro denaro.

Intima poi a Junko di torturare con la corrente il padre, quasi fino a farlo morire. E in seguito tortura anche il figlio di cinque anni di Rieko.

Il bambino viene poi ucciso dalla figlia di una delle precedenti vittime della coppia di serial killer giapponesi che, nel frattempo, era rimasta con loro.

Nel 2002 la figlia della vittima riesce a fuggire da Matsunaga e Ogata e avvisa la polizia che, finalmente, arresta i killer.

Il processo si chiude nel 2007 con la condanna al carcere a vita per Ogata riconosciuta colpevole dei delitti, ma ritenuta incapace di ribellarsi al volere di Matsunaga.

L’uomo viene condannato a morte.

Hiroshi Maeue
Hiroshi Maeue.

Hiroshi Maeue (前上 博 Maeue Hiroshi, August 8, 1968 – July 28, 2009) dal 1988 attacca uomini e donne nel tentativo di strangolarli.

Azioni che gli valgono più di qualche arresto, ma grazie alla buona condotta viene sempre rilasciato.

Nel 2005, dopo aver tentato di strangolare un ragazzo, viene rimesso in libertà e, lo stesso, anno uccide tre persone dopo averle adescate su Internet.

Il modus operandi gli è valso il nome di Suicide Website Killer.

Tutte e tre le vittime (un ragazzo di quattordici anni, una ragazzo di ventuno e una ragazza di venticinque) facevano parte di un sito per aspiranti suicidi.

Li invitata a raggiungerlo così da potersi suicidare insieme, ma appena la vittima si presentava la strangolava.

Le tre vittime sono state uccise in un lasso di tempo di quattro mesi.

La condanna a morte per impiccagione è stata eseguita a fine luglio del 2009.

L’ultimo in ordine di tempo

Takahiro Shiraishi
Takahiro Shiraishi.

Del mese di ottobre la notizia che la polizia giapponese ha scoperto nell’appartamento di Takahiro Shiraishi, studente di ventisette anni, corpi e teste nel congelatore.

La polizia è arrivata a lui dopo una denuncia di scomparsa da parte della famiglia di una ragazza.

La giovane aveva parlato con lui tramite Internet.

Le vittime di Shiraishi sono, per ora, nove, un uomo e otto donne, i cui resti sono stati ritrovati nel suo appartamento.

Lo studente ha ammesso di aver ucciso le vittime e di averne smembrato i corpi nel bagno di casa utilizzando una sega.