bufala e notizia

Bufala e notizia: come distinguere il falso dal vero

La “bufala” ovvero la notizia falsa è tra noi e moltissimi faticano a distinguerla dalla notizia vera.

Nel gran casino che è il web e nel gran casino che sono i social network circola di tutto.

Dalla dottoressa che cura i pazienti con intrugli e parole (ché la scienza no, non va bene) a quelli che “fate girare” l’ennesima petizione razzista.

Di solito l’incipit è un “non me ne intendo ma”. Se non te ne intendi, taci, vorrebbe il buonsenso.

Condividere una bufala come prima cosa fa apparire stupidi agli occhi dei contatti che sanno o capiscono che si tratta di una bufala.

Non è detto che siano tutti stupidi, quelli che condividono bufale, ma sono sicuramente un filino creduloni. E in sé non è una brutta cosa. Se nessuno approfittasse di loro.

Perché, bisogna dirlo, chi condivide bufale ingrassa, letteralmente, i siti che guadagnano sui clic dei creduloni.

E ma che kattivi!!1! quelli che pubblicano bufale

Sì, vero, sono cattivi.

Rovinano il mondo dell’informazione e turbano i sonni degli animi più sensibili raccontando scemenze solo per guadagnare.

Funziona così: più un link viene cliccato e condiviso, più il sito a cui appartiene il link ottiene visite, più sale nel ranking di Google e più gli inserzionisti (chi vuole vendere qualcosa, qualsiasi cosa) sono disposti a pagare lo spazio per fare pubblicità.

Per cui un’azione che sembra facile, scontata, innocua (condividere un link), è in realtà un modo come un altro per avallare la bufala.

E condividere notizie false significa destabilizzare, pasticciare, confondere.

Ma i giornali non ci vogliono dire tutto!!1!

Se non volete essere scambiati per analfabeti funzionali, ovvero per gli scemi del villaggio globale, è opportuno che vi facciate due domande e vi diate due risposte.

Quelli convinti che i quotidiani, le multinazionali, il governo, la Cia, e i poteri forti avvelenino le loro vite con le scie chimiche sono gli scemi del villaggio globale.

I giornali e i siti istituzionali, nella maggior parte dei casi (la statistica è dalla nostra parte, siamo a cavallo!) non hanno nessun interesse a dire il falso.

Pubblicano ciò che qualcuno, giornalisti e addetti ai lavori, ha verificato.

Come si riconosce una bufala

Riconoscere una bufala è facile.

Basta digitare su Google la parola chiave di ciò che si sta leggendo, per esempio, un’invasione aliena prevista per le tre di oggi, una tempesta di sabbia in montagna, un cibo diventato improvvisamente letale e voilà.

A quel punto non resta che fare la pesa.

Se, a parte il sito oddiooddiomoriremotutti.net che parla dell’invasione aliena delle tre, non c’è altro, allora è una bufala e conviene non condividerla.

Non ce lo vogliono dire? Dite? Se lo state pensando, facciamo una prova diversa.

Mettiamo che non siate su internet. Mettiamo che internet non ce l’abbiate proprio. E siete convinti che alle tre ci sarà l’invasione aliena.

Non vi resta che uscire in strada e urlare che, in capo a un paio d’ore, saremo invasi dagli alieni.

Lo fareste? No, vero? Ecco. Usate questo metodo ogni volta che vi trovate in difficoltà sul quesito: “Sarà una notizia o una bufala?”.

Un altro metodo per riconoscere la bufala

Ci sono altri metodi per capire se la notizia è vera o è una bufala: se il post (si chiama post se è su un blog, e articolo se è su un giornale) inizia con “un amico che fa il medico mi ha detto che” potete anche smettere di leggere. Sicuramente è una bufala. E se non è una bufala è una cazzata.

Se fosse una notizia l’incipit sarebbe: “Tizio Cazio, medico con specializzazione in neuropsichiatria che lavora per l’ospedale XY di Città a vostra scelta, sostiene da studi condotti all’università di Vattelapesca che”.

Notate la differenza? “Un amico mi ha detto che” fa un po’ come “mio cugggino lo sa fare” e poi vi devasta casa perché non volevate spendere due soldi per chiamare un tecnico specializzato.

Volendo potete sempre affidarvi a chi la bufala la combatte da tempo, come per esempio Simone Stefanini di Dailybest.it che ha scritto più articoli sul fenomeno.

Capire la differenza tra bufala e notizia può essere pernicioso. Per stare al sicuro, potete optare per scegliere di informarvi solo su siti in cui solo persone autorevoli nel loro campo hanno la parola. Così non sbagliate.

Ma se restate che convinti che “non ce lo vogliono dire” allora, niente, siete analfabeti funzionali. D’altronde non tutti nascono intelligenti.

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